Fisco Risparmi postali nel modello 730: tutto ciò che c’è da sapere

Risparmi postali nel modello 730: tutto ciò che c’è da sapere

Risparmi postali esclusi dal 730, ma rilevanti per l'ISEE. Tutto su pensioni, investimenti e agevolazioni fiscali.

9 Maggio 2025 17:00

Quando si parla di risparmi postali, molte famiglie italiane si trovano a dover affrontare dubbi e perplessità su come gestire questi strumenti finanziari in ambito fiscale. È necessario dichiararli? E come influiscono sul calcolo dell’ISEE e dell’IRPEF? La buona notizia è che la normativa vigente rende tutto più semplice di quanto si possa immaginare.

Risparmi postali in dichiarazione dei redditi

I prodotti come libretti postali e buoni fruttiferi, garantiti dallo Stato, sono soggetti a una tassazione separata applicata direttamente dagli istituti emittenti. Questo significa che non devono essere inclusi nella dichiarazione redditi per il calcolo dell’IRPEF. In altre parole, il contribuente è esentato dall’obbligo di dichiarare tali somme, riducendo così gli adempimenti burocratici. Il Modello 730, infatti, si limita a richiedere la dichiarazione di redditi derivanti da lavoro, pensioni, capitale o proprietà immobiliari.

Tuttavia, il discorso cambia quando si tratta di calcolare l’ISEE. Qui, i risparmi postali devono essere riportati nella sezione relativa al patrimonio mobiliare della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). La normativa, però, offre una significativa agevolazione: per i prodotti finanziari garantiti dallo Stato, come i buoni fruttiferi, è prevista un’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Questa disposizione rappresenta un importante beneficio per molte famiglie italiane, e sarà confermata anche con il nuovo regolamento ISEE previsto per il 2025.

Per quanto riguarda altri tipi di investimenti, come azioni o dividendi esteri, la situazione è diversa. Questi devono essere dichiarati nel Modello Redditi PF e sono soggetti a tassazione con aliquote variabili. Ad esempio, i dividendi esteri percepiti senza intermediazione sono tassati con un’imposta sostitutiva del 26%, senza possibilità di optare per la tassazione ordinaria IRPEF.

In sintesi, mentre i risparmi postali semplificano la gestione fiscale per i cittadini grazie alla loro esenzione dall’IRPEF, è fondamentale considerarli attentamente nel calcolo dell’ISEE. Questo approccio non solo garantisce il rispetto delle normative vigenti, ma permette anche di beneficiare delle agevolazioni previste.