Fattura elettronica: obblighi, sanzioni e come mettersi in regola

Fattura elettronica: obblighi, sanzioni fino al 70% dell'IVA e come mettersi in regola con autofattura e ravvedimento operoso. Guida completa aggiornata.

Pubblicato 9 Maggio 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 11:44

La fattura elettronica è un obbligo fiscale che riguarda la quasi totalità dei soggetti IVA italiani. Ma cosa succede se non si rispettano le regole? Le sanzioni per fattura elettronica possono essere pesanti: fino al 70% dell’imposta non correttamente documentata. Conoscere gli obblighi, le penalità e come mettersi in regola è fondamentale per evitare conseguenze economiche serie.

Secondo la normativa vigente, le fatture non emesse in formato elettronico e non trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SDI) sono considerate giuridicamente «inesistenti». Questo comporta rischi elevati sia per chi emette la fattura (cedente) sia per chi la riceve (cessionario).

Fattura elettronica: a chi si applica l’obbligo

L’obbligo di fatturazione elettronica si applica a tutti i soggetti titolari di partita IVA residenti o stabiliti in Italia, con pochissime eccezioni. In particolare sono tenuti all’emissione tramite SDI:

  • Imprese, professionisti e lavoratori autonomi in regime ordinario IVA
  • Soggetti in regime forfettario (obbligo esteso progressivamente a tutti)
  • Enti pubblici e privati per operazioni B2B e B2C

Sono esonerati solo specifiche categorie residuali (es. operatori sanitari per prestazioni a persone fisiche, soggetti non stabiliti in Italia). Per tutti gli altri, la fattura cartacea non ha alcun valore fiscale.

Le sanzioni per chi non emette fattura elettronica

Il mancato rispetto degli obblighi di fatturazione elettronica espone a sanzioni differenziate a seconda della tipologia di violazione.

Sanzioni per il cedente (chi emette la fattura)

  • 70% dell’imposta non documentata, per le operazioni soggette a IVA
  • Da 250 a 2.000 euro per infrazioni che non incidono sulla liquidazione IVA (es. errori formali)
  • Le stesse sanzioni si applicano anche in caso di trasmissione tardiva, anche se avvenuta entro i termini di liquidazione periodica

Sanzioni per operazioni esenti o in reverse charge

Le operazioni esenti IVA o soggette al regime di reverse charge prevedono una sanzione ridotta al 5% dei corrispettivi. In caso di violazioni multiple, si applica il principio del cumulo giuridico, che può aumentare ulteriormente il carico sanzionatorio complessivo.

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Sanzioni per il cessionario (chi riceve la fattura)

Anche chi acquista beni o servizi senza ricevere una fattura elettronica valida rischia conseguenze dirette:

  • Multa pari al 70% dell’imposta, con un minimo di 250 euro
  • L’unico modo per evitare la sanzione è segnalare l’irregolarità all’Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dall’operazione

Come mettersi in regola: autofattura e ravvedimento operoso

Se ci si accorge di aver omesso o sbagliato una fattura elettronica, esistono strumenti concreti per mettersi in regola e ridurre le sanzioni.

L’autofattura elettronica (codice TD29)

Per sanare una mancata emissione di fattura, è necessario:

  1. Trasmettere un’autofattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio, utilizzando il codice tipo documento TD29
  2. Versare l’imposta eventualmente dovuta tramite Modello F24, con il codice tributo 9399
  3. Registrare l’autofattura nel libro degli acquisti

Il ravvedimento operoso: come ridurre le sanzioni

Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente la violazione beneficiando di una riduzione significativa delle sanzioni. Le riduzioni previste sono:

  • 1/9 della sanzione: entro 90 giorni dalla violazione
  • 1/8 della sanzione: entro la scadenza della dichiarazione IVA relativa all’anno della violazione
  • 1/7 della sanzione: successivamente alla scadenza della dichiarazione IVA

Le sanzioni ridotte vanno versate tramite Modello F24, utilizzando il codice tributo 8911.

Tempistiche di trasmissione: quando va inviata la fattura

Rispettare i termini di trasmissione è essenziale per evitare sanzioni. Le scadenze principali sono:

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  • Fattura immediata: entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione
  • Fattura differita: entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione

Una trasmissione anche di un solo giorno oltre questi termini espone formalmente alla sanzione, anche se l’imposta risulta correttamente liquidata nel periodo di riferimento.

L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche

Un adempimento spesso trascurato riguarda l’imposta di bollo. Per le fatture elettroniche esenti o escluse dall’IVA di importo superiore a 77,47 euro, è obbligatorio versare 2 euro di imposta di bollo entro 120 giorni dalla fine del periodo d’imposta. Omettere questo versamento comporta ulteriori sanzioni amministrative.

FAQ sulla fattura elettronica: obblighi e sanzioni

Cosa succede se non emetto fattura elettronica?

La fattura è considerata inesistente ai fini fiscali. Si rischia una sanzione fino al 70% dell’IVA non documentata, oltre a sanzioni fisse da 250 a 2.000 euro per violazioni formali.

Posso ridurre la sanzione se mi accorgo dell’errore in ritardo?

Sì, tramite il ravvedimento operoso è possibile ridurre la sanzione fino a 1/9 se si interviene entro 90 giorni, o a 1/7 se si agisce dopo la scadenza della dichiarazione IVA annuale.

Cosa devo fare se ho ricevuto un bene senza fattura elettronica?

Devi segnalare l’irregolarità all’Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dall’operazione per evitare la sanzione del 70% dell’imposta, con un minimo di 250 euro.

Entro quando va trasmessa la fattura elettronica?

Entro 12 giorni dall’operazione per la fattura immediata, entro il 15 del mese successivo per quella differita.

L’imposta di bollo si applica a tutte le fatture elettroniche?

No, solo alle fatture esenti o escluse da IVA di importo superiore a 77,47 euro. In quel caso si versano 2 euro entro 120 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.