Evasione: sottratti al Fisco 110 mld, situazione più critica al Sud. Ma per la Cgia gran parte è per sopravvivenza imprese

L'evasione fiscale in Italia vale 110 miliardi di euro: la situazione più critica è al Sud, con Calabria e Campania in testa. Ma per la CGIA gran parte è evasione di sopravvivenza delle imprese.

Pubblicato 2 Agosto 2021 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:29

L’evasione fiscale in Italia si aggira sui 110 miliardi di euro (109,8 miliardi per la precisione), una cifra che supera i 6 punti di PIL. In altre parole, per ogni 100 euro di gettito versato all’erario da cittadini e imprese, ben 15 sono rimasti nei portafogli degli evasori. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della CGIA (elaborazione su dati Istat), che fotografa una situazione ancora molto critica — soprattutto al Sud — e lancia un messaggio chiaro: una parte rilevante di questa evasione non è frode organizzata, ma evasione di sopravvivenza.

110 miliardi sottratti al Fisco: i numeri dell’evasione in Italia

Il dato complessivo è impressionante: oltre 109,8 miliardi di euro di gettito non versato ogni anno. Questo significa che il sommerso fiscale pesa per più del 6% sul PIL nazionale, un primato negativo che colloca l’Italia tra i Paesi europei con il maggiore tax gap.

La CGIA sottolinea come questo fenomeno non sia uniforme sul territorio: le differenze tra Nord e Sud sono marcate e riflettono contesti economici, strutturali e sociali profondamente diversi.

La situazione più critica al Sud: i dati regione per regione

È al Mezzogiorno che l’evasione raggiunge le punte più alte, sia in termini assoluti che percentuali. Ecco il quadro delle realtà più critiche:

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  • Calabria: ogni 100 euro di tasse versate dai contribuenti, al Fisco ne sono sfuggiti 24,5 euro. Il peso dell’economia sommersa è il più elevato d’Italia.
  • Campania: economia sommersa pari al 19,8%, con 10,2 miliardi di imposta non versata. L’evasione tocca il 22,7%.
  • Sicilia: economia in nero al 19,3%, evasione di 8,1 miliardi, pari al 22,2%.

All’opposto, le realtà territoriali più fedeli al Fisco sono:

  • Provincia Autonoma di Trento: evasione all’11,3%
  • Lombardia: 11%
  • Provincia Autonoma di Bolzano: 9,7%

La tesi della CGIA: gran parte dell’evasione è per sopravvivenza delle imprese

Pur riconoscendo la necessità di un’azione più mirata contro l’evasione — sia di piccola che di grande dimensione — l’Ufficio studi della CGIA avanza una lettura che va oltre la semplice condanna morale del fenomeno.

Secondo l’associazione artigiana, una quota significativa del mancato gettito, in particolar modo al Sud, è ascrivibile alla cosiddetta evasione di sopravvivenza: non pagare le tasse ha consentito a moltissime attività — non solo micro o piccole imprese — di rimanere in vita, salvaguardando nel contempo numerosi posti di lavoro.

In questo scenario, il problema non è soltanto la propensione all’illegalità, ma il peso insostenibile del fisco su realtà economiche già fragili. La ricetta proposta dalla CGIA è netta: pagare meno per pagare tutti. Ridurre drasticamente la pressione fiscale potrebbe essere la leva più efficace per far emergere il sommerso e ampliare la base imponibile.

Perché l’evasione di sopravvivenza è un problema strutturale

Il concetto di evasione di sopravvivenza descrive una realtà in cui l’imprenditore o il lavoratore autonomo non evade per arricchirsi, ma per non chiudere. In contesti dove i margini sono minimi, la pressione fiscale elevata e il credito bancario scarso, il mancato versamento di imposte diventa — nella percezione di chi lo pratica — l’unica alternativa al fallimento.

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Questo non significa giustificare l’illegalità, ma riconoscere che la lotta all’evasione non può essere efficace se non è accompagnata da:

  • una riduzione della pressione fiscale complessiva, soprattutto per le fasce di reddito più basse;
  • un sostegno strutturale alle imprese del Mezzogiorno;
  • una semplificazione degli adempimenti fiscali e burocratici.

FAQ sull’evasione fiscale in Italia

Quanto vale l’evasione fiscale in Italia?

Secondo l’analisi della CGIA su dati Istat, l’evasione fiscale in Italia ammonta a circa 110 miliardi di euro (109,8 miliardi), pari a oltre il 6% del PIL. Per ogni 100 euro versati al Fisco, 15 vengono evasi.

Dove si evade di più in Italia?

Le regioni con il maggiore tasso di evasione sono concentrate al Sud: Calabria, Campania e Sicilia registrano i valori più alti, con un’evasione che supera il 22% del gettito potenziale. Al contrario, le Province Autonome di Trento e Bolzano e la Lombardia sono le realtà più virtuose.

Cos’è l’evasione di sopravvivenza?

È quella forma di evasione praticata da imprese e lavoratori autonomi che, a causa di un carico fiscale insostenibile e di margini economici ridottissimi, non versano le imposte dovute per evitare la chiusura dell’attività. La CGIA ritiene che questa tipologia rappresenti una quota rilevante del tax gap italiano, soprattutto nel Mezzogiorno.

Qual è la soluzione proposta dalla CGIA?

L’associazione artigiana propone di ridurre drasticamente la pressione fiscale, secondo il principio pagare meno per pagare tutti: abbassare le aliquote e semplificare gli adempimenti potrebbe incentivare l’emersione del sommerso e allargare la base imponibile, aumentando così il gettito complessivo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.