Decreto Salva Casa, arriva ok da CdM: quali sono le misure principali
Decreto Salva Casa: ok dal CdM. Scopri le misure principali: edilizia libera, nuove tolleranze costruttive, sanatoria per difformità parziali e cosa cambia per le compravendite immobiliari.
Il Decreto Salva Casa ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri (CdM): ma quali sono le misure principali introdotte dal provvedimento fortemente voluto da Matteo Salvini, vicepremier e ministro alle Infrastrutture? Il documento introduce modifiche alle norme relative alle tende e alle vetrate panoramiche, interviene sulle pompe di calore, consente di sanare le lievi difformità edilizie e fissa nuovi parametri per le cosiddette tolleranze costruttive. Un pacchetto di norme pensato per sbloccare milioni di compravendite immobiliari ferme a causa di irregolarità spesso solo formali.
Entriamo nel dettaglio e analizziamo cosa prevede il Decreto Salva Casa, misura per misura.
Cos’è il Decreto Salva Casa e perché è stato approvato dal CdM
Il Decreto Salva Casa nasce con un obiettivo ben preciso: rimuovere gli ostacoli burocratici che rallentano o bloccano le compravendite immobiliari, nella maggior parte dei casi causati da semplici irregolarità formali. Dopo l’ok del Consiglio dei Ministri, il provvedimento è entrato nel dibattito pubblico come uno degli interventi più significativi in materia edilizia degli ultimi anni.
“Non è un condono — ha chiarito Salvini al termine del CdM — perché se uno si è fatto 3 piani in più o una villa con piscina in riva al mare la risposta è l’abbattimento, ma se uno sta impazzendo per 30 centimetri di difformità in un appartamento di 100 metri quadri approvato il decreto liberiamo le case di milioni di italiani”.
In sintesi, il Decreto Salva Casa non cancella gli abusi edilizi gravi: interviene sulle piccole difformità che oggi impediscono a molti proprietari di vendere, comprare o ristrutturare casa.
Le misure principali del Decreto Salva Casa: la panoramica
Le novità introdotte dal decreto si articolano su quattro assi principali:
- Nuovi interventi in edilizia libera (tende, vetrate, pompe di calore)
- Revisione delle tolleranze costruttive ed esecutive
- Sanatoria per difformità parziali conformi alla disciplina urbanistica
- Possibilità per i Comuni di alienare beni con abusi minori
Vediamo ciascuna nel dettaglio.
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Edilizia libera: cosa si può fare senza autorizzazione
All’interno del primo articolo del Decreto Salva Casa viene introdotta una nuova norma che prevede una nuova fattispecie di intervento di edilizia libera, che recepisce l’orientamento giurisprudenziale prevalente in materia. La novità coinvolge le opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, costituite principalmente da:
- tende;
- tende da sole;
- tende da esterno;
- tende a pergola con telo retrattile anche impermeabile;
- tende a pergola con elementi di protezione solare mobili o regolabili.
Il decreto introduce inoltre modifiche all’articolo 6, comma 1, del TUE (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), ampliando le categorie di interventi eseguibili senza alcun titolo abilitativo, permesso o comunicazione preventiva. Rientrano in questa categoria gli interventi che non impattano in modo significativo sull’ambiente. Tra gli esempi concreti:
- lavori di manutenzione ordinaria;
- installazione di pompe di calore fino a 12 kW;
- rimozione di barriere architettoniche;
- installazione di vetrate panoramiche amovibili (VEPA) su logge e balconi.
Le vetrate panoramiche amovibili (VEPA), completamente trasparenti, possono essere installate senza permessi perché hanno lo scopo di proteggere temporaneamente dagli agenti atmosferici senza alterare in modo permanente la struttura dell’edificio.
Le nuove tolleranze costruttive: come funzionano
Tra le misure principali del Decreto Salva Casa, quelle sulle tolleranze costruttive ed esecutive sono forse le più attese dai proprietari di immobili. Il decreto prevede che, per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, le tolleranze costruttive vengano riparametrate in modo inversamente proporzionale alla superficie utile dell’immobile.
In parole semplici: minore è la superficie dell’immobile, maggiore è la percentuale di tolleranza consentita. Questo significa che piccoli appartamenti potranno beneficiare di margini più ampi per sanare difformità minori, senza incorrere in sanzioni o blocchi nelle compravendite.
Questo meccanismo è pensato per tutelare soprattutto i proprietari di abitazioni di piccole dimensioni, dove anche pochi centimetri di scostamento rispetto al progetto originale possono rappresentare, in percentuale, una difformità significativa.
Sanatoria per difformità parziali: quando e come si applica
Un caso centrale tra le misure del Decreto Salva Casa riguarda gli interventi realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). La norma stabilisce che, se l’intervento risulta conforme:
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- alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda, e
- ai requisiti prescritti dalle normative applicabili al momento della realizzazione,
allora il responsabile dell’abuso o l’attuale proprietario dell’immobile può sanare l’irregolarità ottenendo il permesso di costruire o presentando una nuova SCIA.
Si tratta di una sanatoria condizionata alla doppia conformità: non basta che l’opera sia tollerata oggi, deve essere stata regolare anche al momento della sua realizzazione. Questo distingue nettamente il Decreto Salva Casa da un condono edilizio generalizzato.
I Comuni e l’alienazione dei beni con abusi minori
Il decreto prevede inoltre la possibilità per i Comuni di alienare beni con irregolarità edilizie, a condizione che l’opera non contrasti con l’interesse culturale e paesaggistico. Una misura che punta a sbloccare il patrimonio immobiliare pubblico e a dare nuova vita a edifici oggi fermi in attesa di sanatorie.
FAQ sul Decreto Salva Casa
Il Decreto Salva Casa è un condono edilizio?
No. Il decreto non cancella gli abusi edilizi gravi (come costruzioni abusive in zone vincolate o ampliamenti non autorizzati di grandi dimensioni). Interviene esclusivamente sulle piccole difformità formali che oggi bloccano le compravendite, introducendo tolleranze proporzionali alla superficie e una sanatoria condizionata alla doppia conformità urbanistica.
Chi può beneficiare delle nuove tolleranze costruttive?
I proprietari di immobili con difformità minori realizzate entro il 24 maggio 2024. Le tolleranze sono più ampie per gli immobili di piccola superficie e si riducono proporzionalmente all’aumentare dei metri quadri.
Cosa si intende per edilizia libera nel Decreto Salva Casa?
Sono gli interventi che non richiedono permessi, autorizzazioni o comunicazioni preventive. Il decreto amplia questa categoria includendo tende da sole, tende a pergola con telo retrattile, vetrate panoramiche amovibili (VEPA) e pompe di calore fino a 12 kW.
La sanatoria si applica automaticamente?
No. Il proprietario o il responsabile dell’abuso deve attivarsi presentando domanda di permesso di costruire o una nuova SCIA, dimostrando la doppia conformità dell’intervento (al momento della realizzazione e alla normativa attuale).
Il decreto riguarda anche gli immobili in zone vincolate?
No. Gli interventi che contrastano con l’interesse culturale e paesaggistico restano esclusi dalle misure di sanatoria. Il decreto si applica alle difformità minori in contesti ordinari.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.