Rapporto Eurispes: italiani in difficoltà a fine mese, solo 1 su 4 riesce a risparmiare

Il Rapporto Eurispes conferma: gli italiani sono sempre più in difficoltà a fine mese e solo 1 su 4 riesce a risparmiare. Il 36,8% attinge ai risparmi, cresce il ricorso a prestiti e rinunce su salute e servizi. Tutti i dati.

Pubblicato 24 Maggio 2024 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:14

Un anno difficile per gli italiani: secondo il Rapporto Eurispes, gli italiani sono sempre più in difficoltà a fine mese e solo 1 su 4 riesce a risparmiare. La situazione economica del Paese ha subìto un peggioramento nel corso degli ultimi 12 mesi e le prospettive per il futuro non sono rosee. Così emerge dalla 36esima edizione del Rapporto Italia dell’Eurispes, che mette in evidenza come poco più di un italiano su quattro riesca a mettere da parte qualcosa e il 36,8% attinga ai risparmi accumulati solo per arrivare a fine mese.

Rapporto Eurispes: gli italiani in difficoltà a fine mese, i numeri chiave

Il Rapporto Eurispes fotografa una realtà economica sempre più fragile per le famiglie italiane. I dati principali parlano chiaro:

  • Solo 1 italiano su 4 (28,3%) riesce a risparmiare
  • Il 36,8% attinge ai risparmi per coprire le spese mensili
  • Il 55,5% ritiene che la situazione economica del Paese sia peggiorata
  • Il 35,4% denuncia un peggioramento della propria condizione economica personale e familiare
  • Solo il 10% ha registrato segnali di miglioramento a livello nazionale

Questi numeri confermano una tendenza strutturale: per milioni di italiani, arrivare a fine mese è diventata una sfida quotidiana, non un’eccezione.

Economia: solo 1 italiano su 10 vede miglioramenti

La maggior parte degli italiani (55,5%) ritiene che la situazione economica del Paese sia peggiorata, mentre per il 18,6% è rimasta stabile. Solo un italiano su dieci (10%) ha indicato segnali di miglioramento. Il 15,6% non sa o non ha voluto fornire alcuna risposta.

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E guardando al futuro, i cittadini sono cauti: per il 33,2% la situazione economica italiana resterà stabile nei prossimi dodici mesi. I pessimisti, che attendono un peggioramento, sono il 31,6%, mentre il 10,8% prospetta un periodo di crescita economica. Il 40,9% dei cittadini afferma però che la situazione economica personale e familiare negli ultimi 12 mesi è rimasta stabile. Anche se con diversa intensità, complessivamente il 35,4% degli italiani denuncia un peggioramento della propria condizione economica, mentre il 14,2% parla di un miglioramento.

Dai risparmi all’aiuto di amici e parenti: come si sopravvive oggi

Poco più di uno su quattro riesce a risparmiare (28,3%), il 36,8% attinge ai risparmi per arrivare a fine mese.

Nelle difficoltà economiche alcuni sono ricorsi al sostegno di amici, colleghi e altri parenti (17,2%); il 16% ha richiesto un prestito in banca, mentre il 13,6% ha dovuto chiedere soldi in prestito a privati (non amici o parenti) con il pericolo di scivolare nelle maglie dell’usura. Diffusa la vendita online di beni e oggetti (27,5%). Il 37,6% degli italiani ha dovuto rinunciare alla baby sitter e il 24,3% alla badante. Il 15,3% ha dovuto vendere o ha perso beni come la casa o l’attività commerciale/imprenditoriale.

Inoltre, il report rivela che oggi si acquista molto a rate (42,7%), spesso su piattaforme online a interessi zero (21,3%). Il 14,6% ha noleggiato abiti e accessori in occasione di feste o cerimonie, e l’11,7% è tornato a vivere in casa con la famiglia d’origine. Poiché far fronte alle spese mediche mette in difficoltà nel 28,3% dei casi, le rinunce toccano anche la salute e si fa a meno di visite specialistiche per disturbi o patologie specifiche (23,1%), a terapie/interventi medici (17,3%), all’acquisto di medicinali (15,9%).

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Le rinunce degli italiani: dalla salute ai servizi essenziali

Il Rapporto Eurispes evidenzia come le difficoltà economiche a fine mese si traducano in rinunce concrete che toccano ambiti fondamentali della vita quotidiana. Non si tratta solo di tagliare i consumi voluttuari: sempre più italiani rinunciano a cure mediche, servizi di assistenza e persino alla propria autonomia abitativa.

Le principali rinunce registrate dal report:

  • Visite specialistiche: rinunciate dal 23,1% degli italiani
  • Terapie o interventi medici: saltati dal 17,3%
  • Acquisto di medicinali: tagliato dal 15,9%
  • Baby sitter: eliminata dal 37,6% delle famiglie
  • Badante: rinunciata dal 24,3%
  • Casa o attività commerciale: persa o venduta dal 15,3%

Un quadro che descrive famiglie costrette a scegliere tra spese essenziali, con ricadute dirette sulla qualità della vita e sul benessere delle fasce più vulnerabili della popolazione.

La voce dei consumatori: servono riforme fiscali urgenti

“Dati allarmanti e drammatici. Il fatto che un terzo degli italiani sia in difficoltà con il pagamento delle bollette dimostra da un lato la gravità della situazione economica delle famiglie e dall’altro l’errore fatale commesso dal Governo di aver ripristinato gli oneri di sistema sull’energia e l’Iva sul gas nonostante i prezzi siano ancora ben lungi dall’essere tornati normali”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo l’associazione è necessaria “una riforma fiscale che miri a ridare capacità di spesa a quella metà degli italiani che arriva con difficoltà a fine mese, ad esempio riducendo tutti quei balzelli che colpiscono spese obbligate come le bollette di luce e gas, dalle accise agli oneri di sistema” conclude Dona.

FAQ: Rapporto Eurispes e difficoltà economiche degli italiani

Quanti italiani riescono a risparmiare secondo il Rapporto Eurispes?
Solo il 28,3% degli italiani, poco più di 1 su 4, riesce a mettere da parte qualcosa ogni mese. Il 36,8% è invece costretto ad attingere ai risparmi accumulati per coprire le spese correnti.
Cosa fa chi non arriva a fine mese?
Le strategie più diffuse includono: vendita di oggetti online (27,5%), richiesta di aiuto a familiari e amici (17,2%), prestiti bancari (16%) e acquisti rateizzati (42,7%). Una quota preoccupante — il 13,6% — si rivolge a privati con il rischio di cadere nell’usura.
Gli italiani rinunciano anche alle cure mediche?
Sì. Il 28,3% fatica a sostenere le spese mediche. Di conseguenza, il 23,1% rinuncia a visite specialistiche, il 17,3% a terapie o interventi e il 15,9% all’acquisto di farmaci.
Come giudicano gli italiani la situazione economica del Paese?
Il 55,5% ritiene che la situazione economica nazionale sia peggiorata. Solo il 10% vede segnali di miglioramento. Sul fronte personale, il 35,4% denuncia un peggioramento della propria condizione familiare.
Cosa chiedono le associazioni dei consumatori?
L’Unione Nazionale Consumatori chiede una riforma fiscale che riduca il carico su spese obbligate come le bollette energetiche, eliminando o riducendo accise e oneri di sistema per restituire potere d’acquisto alle famiglie.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.