Petrolio: un flop il viaggio in Arabia del presidente Biden, prezzi tornano a correre

Petrolio: un flop il viaggio in Arabia del presidente Biden, prezzi tornano a correre. Brent sopra 100 dollari, OPEC+ non cede. Ecco cosa è successo al vertice USA-Arabia Saudita e cosa aspettarsi dai mercati energetici.

Pubblicato 18 Luglio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:38

I prezzi del petrolio sono tornati a correre dopo il viaggio del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden in Medio Oriente, conclusosi senza alcun impegno concreto sull’aumento della produzione di greggio. Un esito che ha riacceso le preoccupazioni sulle forniture globali e alimentato nuove tensioni sui mercati energetici, proprio mentre l’inflazione continua a pesare sulle famiglie di tutto il mondo.

Petrolio: un flop il viaggio in Arabia del presidente Biden, prezzi tornano a correre

La scorsa settimana i prezzi del greggio avevano registrato un momentaneo calo, spinti dai timori per una possibile recessione globale che avrebbe potuto comprimere la domanda. Ma il viaggio di Biden in Arabia Saudita si è concluso con una fumata nera: nessun accordo, nessun impegno, nessuna promessa di maggiore produzione. Il risultato? I prezzi sono ripartiti al rialzo, con il Brent che ha superato la soglia dei 100 dollari al barile e il West Texas Intermediate (WTI) che si è avvicinato a 99 dollari, dopo il calo di quasi il 7% della settimana precedente.

Cosa è successo al vertice USA-Arabia Saudita

A spegnere le speranze di un accordo sono stati i commenti del ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud. Il diplomatico saudita ha dichiarato esplicitamente che il vertice di sabato non ha discusso di petrolio e che il gruppo OPEC+ continuerà semplicemente a valutare le condizioni del mercato, senza assumere impegni unilaterali.

Un messaggio inequivocabile per i mercati: Riyadh non intende cedere alle pressioni di Washington. E le conseguenze ricadono direttamente sulle famiglie, già stremate dall’aumento dei costi dell’energia e del costo della vita in generale.

La reazione dei mercati e degli analisti

Naeem Aslam, capo analista di mercato di Avatrade, ha commentato così l’esito del viaggio:

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«Gli operatori hanno ricevuto un messaggio chiaro dalla recente visita di Biden in Arabia Saudita. Il messaggio è che l’OPEC+ non è minimamente interessato a ciò che Biden sta cercando di ottenere. L’OPEC+ continuerà a controllare l’offerta di petrolio.»

Secondo Aslam, finché il Brent resterà stabilmente sopra i 100 dollari al barile, il percorso di minor resistenza per i prezzi sarà orientato verso l’alto. Un segnale che preoccupa tanto i consumatori quanto i banchieri centrali impegnati nella lotta all’inflazione.

La posizione dell’OPEC+ e le prossime mosse

Gli analisti di ING hanno sottolineato come non ci sia nulla di definitivo da trarre dagli incontri di questa settimana per quanto riguarda la politica di produzione del petrolio. I punti chiave della situazione attuale sono:

  • USA ottimisti, sauditi cauti: i commenti americani lasciano intendere che i produttori del Medio Oriente potrebbero adottare misure per aumentare la produzione nelle prossime settimane, ma l’Arabia Saudita è stata molto meno esplicita in tal senso.
  • Decisioni nel quadro OPEC+: i sauditi hanno ribadito che qualsiasi modifica della produzione avverrà all’interno del meccanismo collettivo dell’OPEC+ e non come risposta unilaterale alle richieste di Washington.
  • Monitoraggio del mercato: il gruppo ha confermato che continuerà a osservare l’andamento del mercato e interverrà solo «se necessario».
  • Prossima riunione OPEC+: il prossimo appuntamento decisivo del cartello è fissato per il 3 agosto, data in cui si capirà se ci sarà o meno una correzione dell’offerta.

Perché il fallimento del viaggio di Biden pesa sui prezzi del petrolio

Il mercato del petrolio si muove anche sulle aspettative. Prima del viaggio di Biden, molti operatori avevano già scontato in parte la possibilità di un accordo che avrebbe aumentato l’offerta e calmierato i prezzi. Il nulla di fatto ha quindi prodotto un doppio effetto: da un lato ha eliminato un fattore ribassista atteso, dall’altro ha confermato che l’OPEC+ mantiene il pieno controllo dell’offerta globale di greggio, senza intenzione di cedere pressioni geopolitiche esterne.

Il risultato è un mercato che guarda con crescente preoccupazione all’autunno, con i prezzi dell’energia destinati a restare elevati e le banche centrali costrette a mantenere politiche monetarie restrittive per combattere un’inflazione che il caro-petrolio continua ad alimentare.

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FAQ: Petrolio e viaggio di Biden in Arabia Saudita

Perché Biden è andato in Arabia Saudita?

L’obiettivo principale del viaggio era convincere Riyadh ad aumentare la produzione di petrolio per calmierare i prezzi globali del greggio e ridurre la pressione inflazionistica sulle famiglie americane e occidentali.

Qual è stato il risultato del vertice USA-Arabia Saudita sul petrolio?

Il vertice si è concluso senza alcun accordo concreto. Il ministro degli Esteri saudita ha dichiarato che la questione petrolio non è stata nemmeno discussa e che l’OPEC+ continuerà a decidere autonomamente sulla produzione.

Perché i prezzi del petrolio sono tornati a salire dopo il viaggio di Biden?

Il fallimento delle trattative ha eliminato le aspettative di un aumento dell’offerta, spingendo nuovamente i prezzi al rialzo. Il Brent ha superato i 100 dollari al barile e il WTI si è avvicinato a 99 dollari.

Quando si riunisce di nuovo l’OPEC+?

La prossima riunione dell’OPEC+ è prevista per il 3 agosto. Sarà il momento in cui il cartello deciderà se e come modificare i livelli di produzione in risposta alle condizioni di mercato.

Cosa significa il controllo OPEC+ sull’offerta per i consumatori?

Significa che i prezzi dell’energia resteranno probabilmente elevati ancora a lungo, con effetti diretti sui costi di carburante, riscaldamento e trasporti per famiglie e imprese in tutto il mondo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.