Finanza Sony e Honda, tutto cancellato: sfuma definitivamente il grande progetto

Sony e Honda, tutto cancellato: sfuma definitivamente il grande progetto

28 Marzo 2026 19:00

Doveva essere l’auto elettrica più tecnologica mai vista su strada, ma alla fine Afeela si è fermata prima ancora di partire.

Quando Sony e Honda annunciarono la nascita di Sony Honda Mobility nel 2022, il messaggio era chiaro: unire tecnologia e industria per cambiare le regole del gioco nel settore delle auto elettriche. Da una parte l’esperienza digitale e l’ecosistema software di Sony, dall’altra la solidità produttiva di Honda.

Il risultato avrebbe dovuto chiamarsi Afeela, con due modelli già previsti e una visione precisa: trasformare l’auto in una piattaforma tecnologica, quasi un’estensione della vita digitale quotidiana. Non solo mobilità, ma intrattenimento, connessione, servizi.

Sulla carta funzionava tutto. Nella realtà, però, il progetto non è mai riuscito a superare la fase di prototipo.

Il peso della crisi e le scelte drastiche

La cancellazione ufficiale è arrivata in un momento delicato per Honda. I conti non tornano come previsto e le perdite – stimate intorno ai 13,5 miliardi di euro – hanno costretto l’azienda giapponese a rivedere completamente le proprie priorità.

In un contesto simile, i progetti più rischiosi o lontani dalla produzione immediata diventano i primi candidati al taglio. Afeela, nonostante la visibilità e l’interesse mediatico, rientrava esattamente in questa categoria.

Il piano industriale prevedeva un ruolo ben definito: Sony avrebbe guidato lo sviluppo tecnologico, mentre Honda si sarebbe occupata della produzione. Ma proprio il passaggio alla fase industriale non è mai partito davvero. E senza produzione, un’auto resta solo un’idea.

Tutto era iniziato nel 2020 con la Sony Vision-S, una concept car che aveva sorpreso il pubblico per ambizione e qualità.
Dal concept Vision-S all’illusione Afeela (www.finanza.com)

Tutto era iniziato nel 2020 con la Sony Vision-S, una concept car che aveva sorpreso il pubblico per ambizione e qualità. Non era solo un esercizio di stile: rappresentava la volontà concreta di Sony di entrare nel mondo automotive.

Negli anni successivi, Afeela è stata mostrata più volte, anche durante eventi internazionali come il CES 2025, dove erano stati annunciati prezzo e tempistiche. Sembrava il passo finale prima della commercializzazione.

Eppure, mese dopo mese, la produzione non arrivava mai. Un ritardo che, nel frattempo, ha fatto perdere slancio al progetto.

Un’auto già vecchia prima di nascere

Il mercato delle auto elettriche corre veloce. Nuove batterie, software più avanzati, guida assistita sempre più evoluta. In questo scenario, restare fermi equivale a restare indietro.

Afeela ha pagato proprio questo: mentre i concorrenti acceleravano, il progetto restava bloccato. Il risultato è un paradosso evidente: un’auto pensata per essere innovativa che rischiava di arrivare sul mercato già superata.

Nel frattempo, altri produttori hanno consolidato la loro posizione, rendendo ancora più difficile per un nuovo marchio entrare con forza.

Il rimpianto per ciò che non vedremo mai

C’è un aspetto che rende questa cancellazione ancora più significativa, soprattutto per gli appassionati di tecnologia e videogiochi. Sony aveva immaginato Afeela come qualcosa di diverso da una semplice auto. Si parlava di integrazione con l’ecosistema PlayStation 5, compatibilità con il controller DualSense e persino la possibilità di utilizzare il Remote Play direttamente dall’abitacolo.

Un’idea che trasformava l’auto in uno spazio digitale, capace di intrattenere e connettere anche quando il veicolo è fermo. Un concetto ancora poco esplorato nel settore, che ora resta solo sulla carta. La fine di Afeela non è solo la chiusura di un progetto, ma il segnale di quanto sia complesso oggi entrare nel mercato delle auto elettriche, anche per colossi come Sony e Honda.

Tecnologia e idee non bastano se manca la sostenibilità economica e la capacità di trasformare rapidamente i prototipi in prodotti concreti. Resta una sensazione chiara: Afeela era forse nel posto giusto, con l’idea giusta, ma nel momento sbagliato. E nel settore automotive, il timing conta quanto – se non più – dell’innovazione stessa.