Finanza CcTeu aprile 2035, rendimento in crescita e prezzo in calo: il segnale dei mercati sui tassi

CcTeu aprile 2035, rendimento in crescita e prezzo in calo: il segnale dei mercati sui tassi

28 Marzo 2026 18:27
Il CcTeu aprile 2035 torna al centro dell’attenzione dopo un’asta caratterizzata da un forte rialzo dei rendimenti e da un calo significativo del prezzo di aggiudicazione. Un segnale che il mercato sta rivedendo le aspettative sui tassi di interesse nei prossimi anni, con implicazioni dirette per chi investe nei titoli di Stato indicizzati.

Nell’asta più recente, il Tesoro ha collocato l’intero importo previsto di 3,5 miliardi di euro, a fronte di una domanda complessiva pari a 5,21 miliardi. Il rapporto di copertura si è attestato a 1,49, in lieve calo rispetto all’1,58 registrato nell’asta precedente, segnalando un interesse ancora solido ma meno spinto.

Rendimento in rialzo e prezzo in calo

Il dato più rilevante riguarda il rendimento del CcTeu, che è salito sensibilmente, mentre il prezzo di aggiudicazione è sceso a 98,75 dai 101,47 dell’asta precedente. Un movimento coerente con quanto osservato sul mercato secondario e che riflette un cambiamento nelle aspettative degli investitori. Al netto dell’Euribor a 6 mesi, il rendimento è stato stimato intorno allo 0,95%, in aumento rispetto allo 0,63% registrato a fine febbraio. Il confronto con un BTp a cedola fissa di pari durata, che offre circa il 3,95%, evidenzia uno spread vicino al 3%, in ampliamento rispetto al mese precedente.

Cosa sta scontando il mercato

Questi numeri indicano chiaramente che il mercato si attende un aumento medio dei tassi nei prossimi anni. In particolare, le aspettative implicite suggeriscono un rialzo di circa 0,50% rispetto ai livelli attuali e anche rispetto alle stime formulate solo poche settimane fa. Il movimento dell’Euribor a 6 mesi, salito dal 2,13% al 2,50%, conferma questa dinamica. Alla base c’è un ritorno delle pressioni inflazionistiche, alimentate anche dalle tensioni geopolitiche e dal rialzo dei prezzi energetici.

Energia e inflazione tornano al centro

Il blocco dello Stretto di Hormuz e le tensioni legate alla guerra in Iran hanno avuto un impatto immediato sulle quotazioni di petrolio e gas, con effetti che si stanno già trasferendo sui prezzi alla pompa e che potrebbero riflettersi a breve anche sulle bollette. La storia recente, in particolare quanto accaduto nel 2022, mostra come questi shock energetici possano rapidamente trasmettersi all’intero sistema economico, generando inflazione diffusa e costringendo le banche centrali a interventi più restrittivi.

Cedole in crescita per il CcTeu

Per chi detiene il titolo, il contesto attuale implica anche un possibile aumento delle cedole. Il CcTeu 2035 pagherà una cedola semestrale dell’1,468% ad aprile, mentre quella prevista per ottobre verrà ricalcolata in base all’andamento dell’Euribor. Se le condizioni attuali dovessero confermarsi, la prossima cedola potrebbe salire intorno all’1,65%, riflettendo l’adeguamento ai nuovi livelli dei tassi di riferimento.

Le aspettative sulla BCE

Il mercato sta iniziando a prezzare un cambio di scenario anche sul fronte della politica monetaria. Attualmente vengono scontati quasi tre rialzi dei tassi entro la fine dell’anno nell’Eurozona, un cambiamento significativo rispetto alle aspettative di un solo intervento molto più avanti nel tempo. Questo shift riflette una crescente incertezza sul percorso dell’inflazione e sulla capacità della BCE di mantenere una politica accomodante in un contesto di pressioni sui prezzi sempre più evidenti. Il movimento del CcTeu 2035 diventa così un indicatore chiave delle aspettative di mercato: da un lato segnala un ritorno della volatilità sui tassi, dall’altro evidenzia come gli investitori stiano ricalibrando le proprie strategie in un contesto macroeconomico più complesso e meno prevedibile.