Notiziario Notizie Italia Tim chiude il 2020 con utile netto record oltre 7 miliardi. CdP in cda, mercato scommette su rete unica più vicina

Tim chiude il 2020 con utile netto record oltre 7 miliardi. CdP in cda, mercato scommette su rete unica più vicina

24 Febbraio 2021 10:05

Tim ha concluso il 2020 con un utile netto record di 7,2 miliardi di euro, rispetto ai 916 milioni di euro nell’esercizio 2019. Il boom si spiega con i benefici fiscali di cui il gruppo guidato da Luigi Gubitosi ha beneficiato, in particolare, si legge nel comunicato, “il risultato dell’esercizio 2020 beneficia anche dell’iscrizione di imposte differite attive conseguenti al riconoscimento fiscale di maggiori valori iscritti in bilancio ai sensi del DL 104/2020 art. 110, co. 8 e 8 bis (5.877 milioni di euro). Beneficia altresì del positivo effetto fiscale per le minori imposte di esercizi precedenti, che si generano a seguito del ruling firmato il 3 agosto 2020 con l’Agenzia delle Entrate per l’applicazione dell’agevolazione del ‘patent box’ nelle dichiarazioni dei redditi e Irap di TIM S.p.A. degli esercizi 2015 – 2019 (299 milioni di euro)”.

I ricavi totali di Tim del 2020 sono stati pari a 15,805 miliardi di euro, in flessione del 12,1% rispetto all’esercizio 2019 (17,974 miliardi di euro); la variazione organica dei ricavi totali è stata pari a –6,4%.

Guardando ai risultati di bilancio specifici del quarto trimestre del 2020, Tim ha riportato un utile netto di 6,046 miliardi di euro, rispetto agli 0,1 miliardi di euro del quarto trimestre del 2019.

Anche in questo caso, come nel caso degli utili dell’intero esercizio del 2020, i risultati sono stati sostenuti dal riconoscimento dei benefici fiscali. Escludendo l’incidenza fiscale positiva il risultato netto del 2020 di Tim sarebbe stato pari a 1,3 miliardi di euro, 431 milioni superiore al 2019.

Tim schizza in Borsa: accelerazione rete unica con CdP in cda?

Il mercato festeggia, con il titolo TIM che balza al primo posto dei titoli migliori dell’indice Ftse Mib, in rally di quasi +7%. Piazza Affari scommette sull’accelerazione della rete unica.

Come scrive Il Fatto Quotidiano in un articolo firmato da Fiorina Capozzi, la proposta del nome del presidente di Cassa depositi e prestiti, Giovanni Gorno Tempini, nella lista presentata per il rinnovo della cda è stata letta da alcuni investitori “come un passo in avanti importante nella creazione della società unica della rete che dovrebbe nascere dalla fusione fra la controllata di Telecom, FiberCop, e Open Fiber, partecipata da Cdp e dall’Enel”.

Idem un articolo di La Repubblica, che aveva anticipato la mossa:

“Cassa Depositi e Prestiti fa un passo in avanti sia su Open Fiber, dove sta per salire fino al 60%, sia su Telecom Italia, dove entrerà in consiglio di amministrazione. Con il sostegno del Tesoro Cdp consolida quindi la sua presenza nelle reti telefoniche in fibra del Paese e si pone nelle condizioni di avere un ruolo di primo piano nel caso in cui si decidesse di andare avanti con la rete unica, ovvero fondendo la rete primaria e secondaria di Telecom con quella di Open Fiber”.

Tim: meno indebitamento e più generazione di cassa

Guardando ad altre poste di bilancio, si mette in evidenza la flessione dell’indebitamento finanziario netto di TIM, di un ammontare pari a 4,342 miliardi di euro su base annua (ovvero 3,299 miliardi di euro su base After lease), a 23,326 miliardi di euro (ovvero 18,594 miliardi di euro su base after lease).

L’equity free cash flow ha contribuito per 2,414 miliardi di euro (1,615 miliardi di euro su base after lease), con un boom after lease pari a +57% su base annua nel quarto trimestre, a 600 milioni: nell’intero anno, la generazione di cassa è stata pari a 1,6 miliardi.

Sul fronte costi, confermato il trend in forte riduzione, come conferma il fatto che sia stato raggiunto in un solo anno l’obiettivo domestico previsto al 2022 (-9,5% YoY per la base addressable).

L’EBITDA organico è sceso del 5,9% su base annua a € 7,1 miliardi, con un miglioramento dell’andamento, nel quarto trimestre, sia in Italia (-2,5% YoY, +7,2pp QoQ) che in Brasile (+2,8% YoY, +1,8pp QoQ) :

“Nel corso del 2020 – si legge nel comunicato – TIM ha ulteriormente accelerato la generazione di cassa, sia per la gestione ordinaria sia per quella straordinaria. Oggi TIM è una società solida orientata a rispondere alle diverse esigenze dei propri clienti in maniera sostenibile e con credibili prospettive di crescita, anche grazie al previsto miglioramento del contesto macroeconomico e del settore telecom, che rientra tra i principali beneficiari del Next Generation EU“.

Tim conferma dividendi, lancia piano ‘Beyond Connectivity’

Tim ha confermato la politica di distribuzione dei dividendi dello scorso anno, proponendo il riconoscimento agli Azionisti di un dividendo calcolato sulla base dell’importo lordo di euro 0,01 (1 centesimo) per ciascuna azione ordinaria ed euro 0,0275 (2,75 centesimi) per ciascuna azione di risparmio. E’ stato precisato che “gli importi a titolo di dividendo verranno messi in pagamento a favore degli aventi diritto a partire dal 23 giugno 2021 (con record date in data 22 giugno 2021 e stacco cedola in data 21 giugno 2021).

Nella riunione di ieri, il cda non ha approvato soltanto il bilancio. Il consiglio di amministrazione ha presentato anche il piano industriale 2021-2023 e la lista per il rinnovo del cda.

“Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi ieri sotto la presidenza di Salvatore Rossi, ha approvato il Piano Strategico 2021-2023 presentato dall’Amministratore Delegato Luigi Gubitosi – recita il comunicato – La strategia delineata poggia sugli obiettivi industriali raggiunti e sulle solide basi finanziarie costruite grazie al superamento dei target di generazione di cassa e riduzione del debitoregistrati nei due anni precedenti. Il nuovo piano ‘Beyond Connectivity’, in continuità con i precedenti, rinnova ed estende gli obiettivi finanziari e di sostenibilità al 2023. Vengono confermate le linee guida del piano 2020-2022 e incrementate le azioni in termini di obiettivi finanziari e ESG. Il nuovo piano triennale si pone come obiettivo primario l’espansione dell’attività del Gruppo oltre la mera connettività facendo leva sulla convergenza tra le diverse aree di business, continuando a incrementare contestualmente l’efficienza del core-business tradizionale”.

“Il piano – si legge ancora – tiene anche conto del deterioramento delle prospettive economiche conseguente alla pandemia da COVID 19. Andrà avanti il percorso di efficientamento dei processi e di rafforzamento della leadership tecnologica in termini di qualità e innovazione. Sul fronte della copertura totale si conferma l’obiettivo di chiudere il digital divide in tutto il Paese e già oggi si registra, su scala nazionale (99% del Paese), una velocità compresa tra i 30 e i 200 Mbps”.

Ancora:

TIM è impegnata al tempo stesso nel portare la velocità oltre 1 Giga grazie alla copertura con tecnologia Fiber to the home (FTTH): FiberCop raggiungerà il 76% delle unità immobiliari delle aree grigie e nere entro il 2025 (56% delle unità immobiliari tecniche a livello nazionale). Al tempo stesso le reti FTTC raggiungeranno il 93% delle famiglie con linea telefonica attiva entro il 2023 (91% già oggi) a cui si aggiungono le coperture con tecnologia mobile, FWA e satellitare. Le prime tre regioni per le quali sarà ‘chiuso’ il digital divide sono, dopo la Puglia (completata nel 2020), il Friuli-Venezia Giulia entro il primo trimestre 2021 e la Lombardia successivamente”.

Tim: approvata lista rinnovo cda: entra Cassa Depositi e prestiti

Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha approvato ieri sera anche la lista sul cda, in vista del rinnovo per il prossimo triennio.L’approvazione è avvenuta all’unanimità.

Presentata una lista di 10 candidati, in funzione della nomina di un Board composto da 15 membri.

Si tratta di:

  • Salvatore Rossi, nato a Bari il 6 gennaio 1949 (Presidente)
  • Luigi Gubitosi, nato a Napoli il 22 maggio 1961 (Chief Executive Officer)
  • Paola Bonomo, nata a Marostica (Vicenza) il 15 maggio 1969
  • Franck Cadoret, nato a Marsiglia (Francia) il 17 marzo 1957
  • Luca De Meo, nato a Milano il 13 giugno 1967
  • Arnaud de Puyfontaine, nato a Parigi (Francia) il 26 aprile 1964
  • Cristiana Falcone, nata a Roma il 26 febbraio 1973
  • Giovanni Gorno Tempini, nato a Brescia il 18 febbraio 1962
  • Marella Moretti, nata a Torino il 4 novembre 1965
  • Ilaria Romagnoli, nata a Roma il 20 settembre 1967

Il Sole 24 Ore mette in evidenza la presenza del presidente della Cdp Giovanni Gorno Tempini, nell’articolo “Telecom, la Cassa entra nel cda”.

Così il quotidiano di Confindustria:

Ma la vera sorpresa dell’ultimo minuto è stata l’inclusione del nome di Giovanni Gorno Tempini nella lista di maggioranza del cda uscente. La candidatura – che ha soddisfatto i grillini che volevano una rappresentanza di Cdp nel cda Telecom – si regge su una tesi legale. Non ci sarebbe la somma delle quote di Vivendi (quasi il 24%) e della Cassa (quasi il 10%) – cosa altrimenti farebbe scavallare la soglia dell’Opa che per Telecom è fissata al 25% – perchè la candidatura non viene da Cdp bensì dal consiglio Telecom. Resta però la questione del potenziale conflitto d’interessi con la posizione di Cdp di socio al 50% di Open Fiber (al momento un concorrente), che imporrà al presidente della Cassa di astenersi dal voto, se non addirittura dalle discussioni, se e quando finalmente si parlerà in concreto di rete unica.

Idem il Corriere della Sera: “L’ingresso di Gorno Tempini è un segnale importante, soprattutto in chiave rete unica visto che oltre ad essere il secondo azionista di Tim, la Cassa ha anche il 50% di Open Fiber. Vista la situazione di conflitto il presidente della Cdp non potrà partecipare a discussioni sulla rete unica, ma resta comunque un elemento importante di raccordo”.

Viene ricordato che la lista dei candidati, a questo punto, verrà depositata venerdì, per essere votata in assemblea il prossimo 31 marzo insieme ai cinque candidati dei fondi di investimento.

Equita SIM commenta risultati bilancio Tim

Domenico Ghilotti di Equita SIM commenta in una nota i risultati di bilancio di TIM, paragonandoli alle aspettative, e mettendo così in evidenza che, al valore di € 4,148 miliardi, i ricavi hanno battuto le stime di € 4,094 miliardi; meglio delle previsioni hanno fatto anche l’Adj EBITDA, pari a € 1,571 miliardi (-7,7% su base annua), rispetto agli 1,567 miliardi previsti dal consensus, e l’utile netto, che nel quarto trimestre è stato pari a € 6,046, rispetto ai € 18,1 milioni attesi.

Il quarto trimestre, viene fatto notare, è stato “leggermente meglio delle attese grazie ai ricavi domestici ( -3% rispetto al -4,5% stimato, con stabilizzazione delle Fixed Service (-0,4% rispetto al -1.8% atteso e al -3.1% del consensus) anche se grazie a wholesale domestico e internazionale; hanno inciso positivamente anche l’ EBITDA domestico a -1,7%, rispetto al -2,8% atteso e al -3,9% del consensus; il free cash flow di 622 milioni, rispetto ai 555 milioni attesi e ai 432 milioni del consensus, grazie a minori tassi cash; il debito netto pari a 18,6 miliardi, inferiore ai 18,8 miliardi previsti dal consensus.

“L’utile – si legge nella nota di Equita – beneficia del beneficio fiscale (5,9 miliardi) per riallineamento fiscale del goodwill: costo di 0,7 miliardi da pagare in 2021-23 a fronte di uno scudo fiscale di 360 milioni/anno per 18 anni”.

Riguardo ai target finanziari per il periodo 2021-2023 illustrati con la presentazione del piano ‘Beyond Connectivity’, questi sono stati in linea con le stime, con: 

“Nel complesso, un buon set di dati per la stabilizzazione domestica, capex domestici stabili nonostante 5G e FTTH roll-out e buon FCF cumulato. Il beneficio fiscale vale oltre 13c PS scontato al COE e pensiamo che il mercato ne incorporerà una parte (4-5c)”.