Finanza Notizie Italia Pensioni: l’Ape social si allarga a 15 categorie, per la Cgil è insufficiente. Mobilitazione il 2 dicembre

Pensioni: l’Ape social si allarga a 15 categorie, per la Cgil è insufficiente. Mobilitazione il 2 dicembre

Non c’è l’intesa tra sindacati e governo sulle pensioni. L’incontro sui temi previdenziali che si è tenuto questa mattina a Palazzo Chigi alla presenza del presidente del consiglio Paolo Gentiloni, dei ministri Giuliano Poletti, Piercarlo Padoan e Marianna Madia, e dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, si è concluso con posizioni ancora distanti, soprattutto sul fronte sindacale. Al centro dell’incontro il pacchetto da 300 milioni che sarà inserito nella legge di bilancio su cui alle tre principali associazione dei lavoratori è stato chiesto di formalizzare la loro condivisione.

Le posizioni dei sindacati, la Cgil sul piede di guerra
“Confermiamo il giudizio di grande insufficienza sulla proposta del governo sulla previdenza – ha dichiarato Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, al termine dell’incontro che, di fatto, ha sancito la conclusione della seconda fase del confronto sulla previdenza – Per questo il 2 dicembre sarà una giornata di mobilitazione nazionale”. Camusso parla di “un’occasione persa, soprattutto per quanto riguarda i giovani e le donne”. Meno negativo il giudizio espresso dalla Uil: “Stante la scarsità delle risorse, non possiamo dire che va tutto bene, abbiamo fatto il massimo possibile”. Decisamente più soddisfatti invece quelli della Cisl, che esprimono “un giudizio positivo del percorso prospettato oggi dal Governo e del lavoro svolto”.

L’Ape Social si estende ad altre 4 categorie
Nonostante la Cgil parli di “vertenza aperta”, il governo sembra voglia comunque andare avanti su questa strada. Tra le novità presentate dall’esecutivo, l’estensione della platea dell’Ape social. Le categorie di lavori gravosi da esentare dall’aumento dei requisiti per la pensione, che scatteranno a partire dal 2019, sono salite a 15 dalle 11 precedenti. Le quattro categorie inserite sono: operai e braccianti agricoli, addetti alla pesca, siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro.
Questo allargamento potrebbe non essere l’ultimo. Il governo ha infatti confermato la volontà di istituire una Commissione tecnica di studio che rilevi la gravosità delle occupazioni, anche in relazione all’età anagrafica dei lavoratori, così da individuare altre mansioni per cui potrà essere esteso ulteriormente l’Ape social. I lavori della Commissioni, che vedranno la partecipazione anche delle parti sociali, dovranno concludersi entro il 30 settembre 2018.