Notiziario Notizie Italia Italia, Fitch avverte su riforme, debito e banche. Macron-Merkel: elezioni italiane profondo shock per Ue

Italia, Fitch avverte su riforme, debito e banche. Macron-Merkel: elezioni italiane profondo shock per Ue

Per ora nessuno scossone elezioni sugli asset finanziari italiani, neanche dopo l’arrivo dell’addendum Bce sulle banche che, piuttosto, sembra aver smorzato i toni rispetto a quanto avevano paventato in molti. Il documento della Vigilanza bancaria della Bce ha fissato nuove regole sul modo in cui dovranno avvenire gli accantonamenti a fronte dei crediti deteriorati, ma la reazione dei titoli bancari italiani è stata positiva, in quanto le regole – tra l’altro non vincolanti – sono state più morbide rispetto a quanto temuto. Detto questo, venerdì sera è arrivato il verdetto di Fitch, che ha confermato il rating BBB sul debito italiano, con outlook stabile.

Tutto bene? Non proprio.

Nella nota che ha accompagnato la decisione, l’agenzia di rating ha affermato infatti che le “riforme sono a rischio”, visto che sarà difficile riuscire a formare “un governo stabile” nel paese, a seguito delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo.

Inoltre, “ci attendiamo solo una riduzione graduale dell‘estremamente elevato debito pubblico”, ovvero un rapporto debito-Pil stimato al 128,8% nel 2019.

Non poteva mancare nella nota di Fitch un riferimento alle banche italiane. Il settore “ha segnato dei miglioramenti, ma permangono debolezze”, ha aggiunto l’agenzia di rating facendo notare che, oltre al problema degli NPL che, nonostante siano scesi rimangono elevati, permane la questione della relativa debolezza della redditività, sia per “l’impatto negativo dei bassi tassi di interesse”, che per “la crescita modesta”, fattori “compensati solo in parte dalle commissioni e dalla riduzione dei costi”.

Nel nuovo contesto politico italiano, rimane inoltre “l’influenza delle politiche populiste, esercitata tanto da dentro quanto da fuori il governo, anche se Lega e M5S hanno attenuato la loro retorica anti-euro negli ultimi mesi”.

Moody’s ha invece rimandato l’aggiornamento del rating italiano. La valutazione rimane pari a “Baa2” con outlook negativo. 

ALERT SU ITALIA DAL NUOVO ASSE MERKEL-MACRON. DEJA VU MERKEL-SARKOZY?

Un altro attenti all’Italia è arrivato nel fine settimana dalla Francia e Germania riunite nel nuovo sodalizio tra il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

In occasione di un vertice all’Eliseo dove i due hanno parlato della necessità di una road map che metta in sicurezza l’Europa, il presidente francese ha detto che le elezioni italiane, che hanno visto vincere i partiti euroscettici e populisti, “hanno profondamente scioccato” l’Unione europea, insieme alla Brexit. 

“Il lavoro che ci aspetta è importante, in un contesto europeo profondamente scosso dalla Brexit e dalle elezioni italiane che hanno visto crescere gli estremisti e che ci hanno permesso di toccare con mano le conseguenze di una lunga crisi economica e le sfide migratorie a cui non abbiamo saputo rispondere”.

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La paura, espressa nell’Italia pre-voto, era che la Germania e la Francia, nel loro asse rinnovato Merkel-Macron tornassero ad alzare la voce, come al tempo della crisi dei debiti sovrani in Europa e come fecero nell’annus horribilis per l’Italia (il 2011), contro i paesi sudeuropei più deboli.

Nessuno dimentica quello sguardo di complicità che Merkel e l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy si scambiarono nel corso di una conferenza stampa, a sentire la sola parola Italia. Sguardo di complicità e di derisione verso il paese, che è rimasto nella storia. 

AVVERTIMENTI SULL’ITALIA DA PIMCO. 

Occhio tra l’altro agli avvertimenti che sono stati lanciati da Andrew Balls di Pimco, nel corso di un’intervista rilasciata a Reuters.

Balls ha ricordato che l’Italia rimane una sfida di lungo termine, in un contesto in cui la Bce si prepara a porre fine all’era di stimoli monetari straordinari inaugurati con i tassi anche al di sotto dello zero e con il piano di Quantitative easing.

A causa dei “livelli elevati del suo debito pubblico”, il responsabile degli investimenti di Pimco ha avvertito che, “se dovesse esserci una recessione, accompagnata dal deterioramento di natura fiscale, e dall’uscita dal QE della Bce…si potrebbe ripresentare una crisi del tipo di “prestatore di ultima istanza”, ruolo esercitato (dalla Banca centrale europea) soprattutto con la crisi finanziaria globale del 2008 e con la crisi dei debiti sovrani del 2010-12.

“Si spera che non accada, ma sembra un rischio ragionevole e mentre alcuni paesi hanno fatto cambiamenti nelle loro politiche domestiche, l’Italia resta una sfida a causa dell’elevato debito pubblico“.