Finanza Notizie Italia Di Maio-Erdogan. Rassicurazioni da entrambi, ma niente da fare per BTP e lira turca

Di Maio-Erdogan. Rassicurazioni da entrambi, ma niente da fare per BTP e lira turca

Turchia e Italia, sui social aumentano i paragoni tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Quella frase proferita da Di Maio nell’intervista al Corriere, secondo cui “se qualcuno vuole usare i mercati contro il governo, sappia che non siamo ricattabili” viene associata ai deliri di Erdogan, che parla di complotti contro l’economia del suo paese, fino ad arrivare a dire espressamente che è in corso una guerra economica contro la Turchia.

Ma le parole di entrambi sono inutili. Alla fine delle contrattazioni europee, a perdere sono sia la lira turca, che recupera sì dai minimi grazie al diffondersi di alcuni rumor su una imminente liberazione dagli arresti domiciliari del pastore Brunson, che i bond italiani, che secondo alcuni hanno risentito in primis dell’ammissione di Giancarlo Giorgetti e poi, secondo la stessa divisione di ricerca di ING, hanno pagato il tentativo (a questo punto maldestro) di Di Maio di calmare i mercati.

Martin van Vliet, strategist sui tassi di interesse per ING Groep, ha considerato praticamente responsabile della tensione dello spread anche il vicepremier, riferendosi alla sua frase “non siamo ricattabili”.

“Assistiamo – spiega van Vliet – semplicemente a una fuga verso gli asset più sicuri (appunto, i Bund), con la periferia e in particolare i BTP di breve termine che vengono colpiti in modo relativamente forte. Il commento di Di Maio sugli attacchi speculativi è un altro fattore che non viene visto positivamente, visto che tali dichiarazioni sembrano riprendere le frasi che arrivano dalla leadership turca, ovvero il riferimento di Erdogan alla guerra economica combattuta contro la Turchia”.

E così alla fine né Erdogan né Di Maio riescono ad arginare la paura, rispettivamente sulla lira turca e sui BTP.

La lira, pur risalendo dai minimi, chiude la sessione a  Istanbul in calo di ben il 7% nei confronti del dollaro. Lo spread BTP-Bund balza in giornata fin oltre quota 280 punti base, a fronte di tassi sui BTP decennali che sfondano ampiamente il muro del 3%.

In tutto questo, ciliegina sulla torta, arriva la dichiarazione via Twitter di Claudio Borghi, economista della Lega e presidente della Commissione bilancio della Camera. 

“Io sono sereno come l’arcobaleno… ormai credo che il meccanismo sia innescato. O arriverà la garanzia Bce o si smantellerà tutto… Non vedo terze vie”.

Io sono sereno come l’arcobaleno… ormai credo che il meccanismo sia innescato. O arriverà la garanzia Bce o si smantellerà tutto… Non vedo terze vie.

— Claudio Borghi A. (@borghi_claudio) August 13, 2018

Intanto in Turchia la situazione peggiora: il ministero dell’Interno annuncia un’azione legale contro 346 account di social media, accusandoli di aver alimentato quello che ritiene essere un attacco speculativo studiato a tavolino. Sono loro, afferma, che hanno pubblicato contenuti che hanno provocato la crisi del cambio” lira-dollaro.

Tra le novità delle ultime ore, l’inchiesta lanciata dal procuratore capo di Istanbul contro, riporta l’agenzia statale Anadolu Agency “chiunque metta in atto azioni che minaccino la sicurezza economica”.

In via separata, l’Autorità di controllo sui mercati di Ankara avverte che “chiunque riporti notizie ingannevoli, false e sbagliate” su società quotate in Borsa, banche e altre entità finanziarie che possano condizionare le decisioni degli investitori potrebbe essere multato o condannato fino a cinque anni di prigione”.