Finanza Notizie Italia Bce rilancia su nodo NPL. Messina (Intesa SanPaolo): guardi anche a derivati banche francesi e tedesche

Bce rilancia su nodo NPL. Messina (Intesa SanPaolo): guardi anche a derivati banche francesi e tedesche

Banche italiane e gestione degli NPL: il tema rimane caldo, con la Bce che, attraverso le parole del numero uno della Supervisione sulle banche, Daniele Nouy, torna ad affrontare la questione, e l’Italia che critica le richieste a suo avviso troppo esose che arrivano da Francoforte.

Focus sulle dichiarazioni rilasciate nella mattinata di oggi dal numero uno di Intesa SanPaolo, Carlo Messina, che ha rivolto un chiaro messaggio alla Banca centrale europea: non si focalizzi solo sulle debolezze dell’Italia.

A margine del decimo Forum eurasiatico, Messina ha affermato che è “nell’interesse dell’Europa che non ci si concentri soltanto sui punti di debolezza del sistema bancario italiano, ma si guardi anche ai derivati illiquidi presenti nei bilanci delle banche francesi e tedesche o i crediti immobiliari delle banche spagnole, che sono come le nostre sofferenze”.

Nella giornata di ieri, Daniele Nouy, numero uno della Vigilanza bancaria presso la Bce, era tornata a premere il tasto NPL, mostrando tutta l’intenzione di non fare alcun passo indietro nel monitorare il problema degli NPL che ingolfano i bilanci delle banche dell’Eurozona (in particolar modo quelli delle banche italiane).

Nouy ha detto chiaramente che la Bce fornirà “una guidance quantitativa aggiuntiva” per quelle banche che non riusciranno a smobilizzare il carico di NPL in modo sufficientemente veloce.

“I nostri team di supervisione hanno contattato le banche che presentano livelli eccessivi di NPE (asset non performanti), al fine di rivedere i loro piani e assicurarsi che questi affrontino la questione in modo sia ambizioso che realistico”, ha detto Nouy in un discorso proferito da Basilea.

“Per quelle banche che rimangono indietro, intendiamo presentare una ulteriore guidance quantitativa”.

Ieri, a scendere in campo a difesa delle banche italiane, era stato lo stesso premier Paolo Gentiloni che, nelle comunicazioni all’Aula della Camera sul Vertice Ue in corso nelle giornate di oggi e domani, aveva dato ragione al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, parlando di decisioni, da parte della Bce, diverse da quelle del percorso Ue. 

“Il dibattito sul futuro dell’Unione è un dibattito di sostanza, non è la cornice dentro la quale prendere decisioni in direzioni diverse, come è accaduto qualche settimana fa quando alcuni organi di vigilanza hanno adottato delle decisioni circa i ritmi di smaltimento dei crediti deteriorati o potenzialmente deteriorabili, decisioni non del tutto interne al percorso della Commissione e del Parlamento. Ho trovato molto ragionevoli le osservazioni del Presidente del Parlamento Ue’ Tajani ‘anche dal punto di vista della procedura politico democratica dell’Unione”, ha detto Gentiloni.