Intelligenza artificiale, la corsa ai cavi: Nexans e Prysmian nel mirino della domanda

La domanda di cavi elettrici per l'intelligenza artificiale accelera. Nexans e Prysmian si posizionano per sfruttare questa crescita, mentre scarsità di infrastrutture mi

5 Novembre 2026 12:47

La crescita dell’intelligenza artificiale non si misura solo in parametri di modelli linguistici o chip grafici: si misura anche in chilometri di rame e alluminio. I cavi elettrici per l’intelligenza artificiale sono diventati uno dei colli di bottiglia meno discussi ma più concreti dell’intera filiera tecnologica. Data center, reti di trasmissione ad alta tensione, connessioni sottomarine: ogni nuovo investimento in infrastrutture AI richiede quantità crescenti di cavi ad alta capacità, e il mercato sta cercando di tenere il passo.

Perché i data center AI divorano energia elettrica — e cavi

Un data center tradizionale consuma già volumi significativi di energia. Un data center ottimizzato per l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale può richiedere una potenza installata da cinque a dieci volte superiore rispetto a un equivalente centro di calcolo convenzionale. Questo salto non riguarda solo i generatori o i sistemi di raffreddamento: riguarda l’intera infrastruttura di distribuzione elettrica, dai trasformatori fino ai cavi che portano corrente ai singoli rack di server.

La questione è strutturale. Per collegare un grande impianto AI alla rete elettrica nazionale servono cavi ad alta e altissima tensione, spesso interrati o sottomarini, con specifiche tecniche molto più stringenti rispetto alle linee industriali standard. La produzione di questi cavi richiede materie prime critiche — rame in primo luogo, ma anche polimeri ad alta resistenza termica — e impianti industriali specializzati che non si costruiscono in pochi mesi.

Il risultato è una pressione crescente sulla filiera dei cavi elettrici per l’intelligenza artificiale, con tempi di consegna che si allungano e carnet ordini che si riempiono con largo anticipo rispetto al passato.

Nexans e Prysmian: i protagonisti europei della corsa ai cavi

In questo scenario, due aziende europee occupano una posizione di rilievo assoluto: Nexans e Prysmian Group.

Nexans S.A., con sede a Courbevoie, in Francia, si definisce un pure player nella elettrificazione sostenibile. Opera in 41 paesi, conta circa 8.816 dipendenti e progetta sistemi di cablaggio avanzati, accessori e servizi per una vasta gamma di applicazioni — dall’energia all’industria, dalle infrastrutture di trasmissione alle reti di distribuzione urbana. La società ha recentemente acquisito La Triveneta Cavi, operazione che segnala una precisa volontà di consolidamento nel segmento europeo dei cavi a bassa e media tensione.

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Nexans ha anche pubblicato una riflessione strategica intitolata AI-Powered Electrification: Shaping the Future of an Electrified World, in cui analizza come l’intelligenza artificiale stia ridisegnando i fabbisogni elettrici globali e, di conseguenza, la domanda di infrastrutture di cablaggio. Non è comunicazione generica: è il segnale che il management considera questo trend un driver fondamentale per il proprio posizionamento competitivo. Per approfondire la visione dell’azienda su questo tema, il documento è disponibile direttamente sul sito ufficiale di Nexans.

Prysmian Group, dal canto suo, è un operatore di riferimento globale nelle soluzioni via cavo, con una presenza consolidata sia nella transizione energetica sia nella trasformazione digitale. Il gruppo è attivo nei grandi progetti di interconnessione elettrica europea, nei cavi sottomarini per le energie rinnovabili offshore e nelle reti di trasmissione ad alta tensione — tutte categorie di prodotto direttamente interessate dall’espansione delle infrastrutture AI.

Scarsità di infrastrutture elettriche: un problema sistemico

La domanda di cavi ad alta capacità non arriva solo dai data center. Si sovrappone a una serie di altri trend strutturali già in corso: l’elettrificazione dei trasporti, l’integrazione delle energie rinnovabili nelle reti nazionali, il potenziamento delle interconnessioni elettriche tra paesi europei. Tutti questi processi competono per la stessa capacità produttiva.

I produttori di cavi ad alta tensione operano con cicli produttivi lunghi e impianti difficilmente scalabili nel breve periodo. Aumentare la capacità di uno stabilimento specializzato richiede anni di investimento, non trimestri. Questo crea una situazione in cui la domanda può crescere molto più rapidamente dell’offerta, generando:

  • Allungamento dei tempi di consegna per i grandi progetti infrastrutturali
  • Pressione sui prezzi dei cavi specializzati, con ripercussioni sui budget di progetto
  • Prioritizzazione dei clienti da parte dei produttori, che tendono a favorire i contratti di lungo periodo con grandi utilities o operatori di rete
  • Ritardi nelle connessioni di nuovi impianti rinnovabili o data center alla rete elettrica nazionale

Per le aziende che devono costruire o ampliare infrastrutture digitali, questo si traduce in costi di progetto più alti e tempi più lunghi. Per le utilities e i gestori di rete, significa dover pianificare gli approvvigionamenti con un orizzonte temporale molto più ampio rispetto al passato.

Le ricadute sui costi energetici per imprese e famiglie

Il collegamento tra la scarsità di cavi elettrici per l’intelligenza artificiale e le bollette di imprese e famiglie è meno diretto, ma esiste. Le infrastrutture di rete elettrica sono beni regolati: i costi di costruzione e manutenzione vengono in larga parte recuperati attraverso le tariffe di rete, che incidono sulla bolletta finale di tutti gli utenti.

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Se i costi di realizzazione delle nuove infrastrutture elettriche aumentano — per effetto della scarsità di cavi, dell’aumento delle materie prime o dei ritardi nelle consegne — una quota di questi maggiori costi può trasferirsi sulle tariffe regolate nel tempo. Non è un meccanismo immediato, e dipende molto dalle scelte regolatorie di ciascun paese, ma è un canale di trasmissione reale che i regolatori europei stanno già monitorando.

Per le imprese energivore, l’impatto può essere più diretto: ritardi nella connessione di nuovi impianti produttivi o nella modernizzazione delle reti interne possono tradursi in costi operativi più alti e in una minore capacità di ottimizzare i consumi.

Investire sulla filiera: la prospettiva dei mercati finanziari

Dal punto di vista degli investitori, il tema dei cavi elettrici legati all’intelligenza artificiale ha guadagnato attenzione crescente. Nexans e Prysmian sono quotate sui rispettivi mercati azionari europei e vengono sempre più spesso inserite nei portafogli tematici legati alla transizione energetica e alle infrastrutture digitali.

La logica è semplice: a differenza dei produttori di chip o dei fornitori di software AI — settori già molto affollati e con valutazioni elevate — le aziende della filiera dei cavi offrono un’esposizione indiretta ma solida alla crescita dell’AI, con barriere all’ingresso alte (impianti specializzati, know-how tecnico, relazioni di lungo periodo con le utilities) e una domanda che difficilmente può essere soddisfatta da nuovi entranti nel breve termine.

Chi vuole valutare questa opportunità deve però considerare anche i rischi: la concentrazione della domanda su pochi grandi clienti, la volatilità dei prezzi delle materie prime e la dipendenza dai cicli di investimento delle utilities, che possono rallentare in caso di stretta regolatoria o di revisione dei piani di sviluppo della rete. La crescita strutturale c’è, ma non è lineare — e i cavi elettrici per l’intelligenza artificiale restano un asset industriale, non una scommessa speculativa.

La vera variabile da tenere d’occhio nei prossimi anni è la velocità con cui i produttori riusciranno ad espandere la propria capacità produttiva. Se l’offerta riuscirà a inseguire la domanda, i colli di bottiglia attuali si allenteranno gradualmente. Se invece la corsa alle infrastrutture AI accelererà più del previsto — come suggeriscono i piani di investimento annunciati dai principali operatori tecnologici globali — la scarsità di cavi specializzati potrebbe diventare un vincolo strutturale per l’intera economia digitale europea per ancora diversi anni.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.