ESG: investitori globali frenati da mancanza di prodotti e servizi innovativi

Gli investitori globali frenati dalla mancanza di prodotti e servizi ESG innovativi: i dati dello studio Capital Group su fondi SDG, aziende in transizione e gap di offerta.

Pubblicato 27 Ottobre 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:18

Gli investitori globali vogliono fare di più in ambito ESG, ma si trovano di fronte a un ostacolo concreto: la mancanza di prodotti e servizi innovativi. È quanto emerge con chiarezza dalla seconda edizione dello studio globale ESG di Capital Group, che ha intervistato 1.130 investitori istituzionali e wholesale in 19 mercati di tutto il mondo — tra cui fondi pensione, family office, compagnie assicurative, fondi di fondi, banche retail/private e consulenti finanziari. Un segnale d’allarme che il settore non può ignorare.

ESG: investitori globali frenati da mancanza di prodotti e servizi innovativi

Il dato più significativo dello studio è diretto: quasi quattro investitori globali su 10 (39%) ritengono che la mancanza di innovazione nei prodotti ESG freni una maggiore adozione di questo approccio d’investimento. Non si tratta di scarso interesse, ma di un’offerta percepita come insufficiente rispetto alla domanda reale.

Il problema è strutturale: secondo gli investitori intervistati, non esistono abbastanza fondi capaci di offrire un’esposizione ampia e diversificata all’intero universo ESG. La richiesta è chiara — prodotti più innovativi, multitematici e allineati agli obiettivi globali di sostenibilità — ma l’offerta stenta a tenere il passo.

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Le lacune principali: SDG, tematiche ambientali e fondi multitematici

Lo studio di Capital Group individua tre aree critiche in cui il mercato ESG mostra le carenze più evidenti:

  • Fondi allineati agli SDG insufficienti: quasi la metà degli investitori globali (46%) ritiene che non ci siano abbastanza fondi allineati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.
  • Eccessiva concentrazione sulle questioni ambientali: il 47% degli investitori ritiene che i fondi esistenti orientati agli SDG si focalizzino troppo sulla componente ambientale, trascurando le dimensioni sociale e di governance.
  • Carenza di fondi ESG multitematici: il 43% degli intervistati segnala la necessità specifica di fondi ESG capaci di abbracciare più temi contemporaneamente, superando l’approccio monodimensionale oggi prevalente.

Esiste, in sostanza, un divario netto tra la domanda degli investitori — che cercano esposizione a più temi ESG in un unico strumento — e la disponibilità effettiva di fondi strutturati in questo modo.

Aziende in transizione ESG: il nuovo fronte degli investimenti sostenibili

Un altro elemento chiave emerso dallo studio riguarda il crescente interesse verso le società in transizione ESG, ovvero quelle imprese che stanno attivamente trasformando i propri modelli di business verso standard più sostenibili, pur non essendo ancora considerate leader ESG.

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Gli investitori sono sempre più convinti che un futuro sostenibile non possa essere costruito puntando esclusivamente sulle aziende già virtuose. I numeri lo confermano:

  • 4 investitori su 10 (40%) sono favorevoli a investire in una combinazione di aziende leader ESG e aziende in transizione.
  • 1 investitore su 3 (34%) ritiene che i gestori patrimoniali che investono solo in leader ESG, ignorando le aziende in transizione, stiano producendo più danni che benefici.
  • La quota di investitori che prevede di concentrarsi principalmente o esclusivamente sui soggetti ESG in transizione è destinata a crescere dall’attuale 21% al 30% nei prossimi due o tre anni.

Gli investitori europei guidano la transizione

A livello geografico, sono gli investitori europei a mostrare la maggiore propensione verso le aziende in transizione. Secondo lo studio, intendono aumentare le allocazioni in questo segmento dall’attuale 20% al 34% nei prossimi due o tre anni — la crescita più marcata tra tutte le aree geografiche analizzate.

Cosa chiedono gli investitori al mercato ESG

Sintetizzando i risultati dello studio, emerge un quadro preciso delle aspettative degli investitori globali nei confronti del mercato ESG:

  • Prodotti più innovativi, capaci di coprire l’intero spettro ESG e non solo la componente ambientale.
  • Fondi multitematici che permettano esposizione diversificata agli SDG dell’ONU.
  • Strategie che includano anche le aziende in transizione, non solo i leader ESG consolidati.
  • Maggiore allineamento tra l’offerta dei gestori patrimoniali e le reali esigenze di portafoglio degli investitori istituzionali e wholesale.

FAQ: ESG e innovazione dei prodotti

Perché gli investitori globali sono frenati nell’adozione dell’ESG?
Secondo lo studio di Capital Group, il principale ostacolo è la mancanza di innovazione nei prodotti e servizi ESG: quasi il 40% degli investitori ritiene che l’offerta attuale non sia sufficientemente sviluppata per soddisfare la domanda.
Cosa sono le aziende in transizione ESG?
Sono società che stanno trasformando i propri modelli di business verso standard più sostenibili, ma che non sono ancora classificate come leader ESG. Gli investitori le considerano sempre più rilevanti per costruire portafogli sostenibili efficaci.
Quali sono le carenze principali dei fondi ESG secondo gli investitori?
Le principali lacune riguardano la scarsa disponibilità di fondi allineati agli SDG dell’ONU, l’eccessiva concentrazione sulle tematiche ambientali e la mancanza di fondi ESG multitematici.
Gli investitori europei sono più attivi sull’ESG rispetto ad altre aree geografiche?
Sì. Lo studio evidenzia che gli investitori europei sono i più propensi ad aumentare le allocazioni verso aziende in transizione ESG, con una crescita prevista dal 20% al 34% nel breve-medio termine.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.