Russia taglia ancora il gas verso l’Italia, governo pronto al razionamento. Ecco come funzionerà

La Russia taglia ancora il gas verso l'Italia e il governo prepara il piano di razionamento: dalle misure sui consumi domestici al blocco delle industrie energivore. Ecco come funzionerà.

Pubblicato 11 Luglio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:39

La Russia taglia ancora il gas verso l’Italia e il governo si prepara al razionamento. Non è più uno scenario ipotetico: i dati diffusi da ENI confermano la riduzione progressiva dei flussi, con Gazprom che ha comunicato forniture giornaliere scese a circa 21 milioni di metri cubi al giorno rispetto a una media recente di 32 milioni di metri cubi. Un calo netto, che costringe Roma a mettere mano a un piano di emergenza concreto.

Lo stop al gasdotto Nord Stream 1: cosa sta succedendo

Il gasdotto Nord Stream 1 — che da solo garantisce 60 dei 200 miliardi di metri cubi di metano russo pompati ogni anno verso l’Europa — è stato fermato per la manutenzione annuale programmata di dieci giorni. Il timore, però, è che Mosca non lo riapra alla scadenza, usando il gas come leva di pressione politica ed economica sull’Unione Europea. Il Ministro dell’economia francese Le Maire ha affermato esplicitamente che la Russia potrebbe interrompere definitivamente le forniture al termine di questo periodo.

Una mossa del genere complicherebbe in modo drastico i piani dei paesi UE di riempire gli stoccaggi in vista dell’inverno. La Germania, il paese europeo più dipendente dal gas russo, ha i serbatoi pieni solo al 63,5% rispetto al target del 90% fissato dall’UE, e il governo di Berlino ha già invitato i cittadini a razionare i consumi: docce più brevi, meno uso dell’auto, aria condizionata spenta.

Il rischio razionamento in Europa: le stime di Bruegel

Secondo il think tank Bruegel, l’Europa rischia di dover tagliare i consumi di gas in media del 15%. Per la Germania la stima sale al 20%. Si tratta di numeri che rendono il razionamento non una misura estrema, ma una risposta concreta e già pianificata a un’emergenza energetica strutturale.

Russia taglia il gas verso l’Italia: quanto pesa la dipendenza

Per l’Italia la situazione è critica. Senza il gas russo, il paese perderebbe il 44% delle proprie forniture (circa 29 miliardi di metri cubi all’anno). Il calo delle forniture di Gazprom a ENI — da 32 a 21 milioni di metri cubi al giorno — è il segnale più recente e concreto di questa vulnerabilità. Il governo è consapevole del rischio e ha già predisposto un piano articolato per fasi.

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Come funzionerà il razionamento in Italia: il piano del governo

Il piano di austerity energetica italiano si struttura su più livelli di intervento, attivati in sequenza in base alla gravità della crisi.

Prima fase: misure sui consumi residenziali

Il primo intervento riguarda le abitazioni private. Secondo quanto riportato dal Messaggero, le misure previste includono:

  • Abbassamento delle temperature di riscaldamento di 2 gradi rispetto ai valori abituali
  • Spegnimento dei riscaldamenti nelle ore notturne
  • Riduzione generale dei consumi domestici di gas

Queste misure, da sole, potrebbero permettere di risparmiare fino a 6 miliardi di metri cubi, pari a circa il 20% del gas importato dalla Russia. Un risultato significativo, ottenibile senza bloccare l’economia.

Seconda fase: interventi amministrativi su uffici e attività commerciali

Se i risparmi residenziali non bastassero, scatterebbero misure sulle attività pubbliche e commerciali:

  • Riduzione degli orari degli uffici pubblici
  • Chiusura anticipata dei negozi alle ore 19
  • Coprifuoco per i locali di intrattenimento alle ore 23

Terza fase: razionamento industriale

L’ultimo livello di intervento — il più impattante — riguarda le industrie, a partire dagli energivori: le aziende che consumano grandi quantità di energia a prezzi ridotti in cambio della disponibilità a essere interrotte in caso di emergenza. Come sottolineano gli analisti di Equita, «gli interventi del governo sembrano orientati a ridurre al massimo gli effetti recessivi di uno shock dell’offerta di gas russo».

Le società italiane più esposte alla crisi del gas

Sul fronte dei mercati, le società del settore utilities più esposte alla crisi energetica sono:

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  • ENI: direttamente coinvolta nei rapporti con Gazprom
  • A2A, Iren, Hera: local utilities attive nella vendita di energia elettrica e nella produzione con impianti CCGT (ciclo combinato a gas)
  • Enel: esposta attraverso la produzione elettrica

L’esposizione media dell’EBITDA del settore energy (gas ed elettricità) oscilla tra l’8% e il 20% del totale, secondo le stime di Equita.

FAQ: Russia, gas e razionamento in Italia

Perché la Russia sta tagliando il gas verso l’Italia?

Il taglio delle forniture di gas russo verso l’Italia è legato al conflitto in Ucraina e alle tensioni geopolitiche tra Mosca e l’Unione Europea. Gazprom ha progressivamente ridotto i volumi inviati a ENI, usando le forniture energetiche come strumento di pressione politica ed economica.

Di quanto è calato il gas russo in Italia?

Le forniture di Gazprom a ENI sono scese da una media di circa 32 milioni di metri cubi al giorno a circa 21 milioni di metri cubi al giorno, con un calo di oltre il 34% rispetto ai livelli recenti.

Quando scatterà il razionamento del gas in Italia?

Il governo ha predisposto un piano a fasi. Le misure più leggere — come l’abbassamento del riscaldamento — potrebbero essere attivate già nelle prossime settimane se i flussi di gas continuassero a calare. Le misure più severe, come il razionamento industriale, restano uno strumento di ultima istanza.

Quanto gas importa l’Italia dalla Russia?

L’Italia importa circa 29 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia, pari al 44% del suo fabbisogno totale. Una dipendenza elevata che rende il paese particolarmente vulnerabile ai tagli di Mosca.

Cosa può fare un cittadino per prepararsi al razionamento del gas?

Le indicazioni del governo puntano su misure semplici: abbassare il termostato di qualche grado, spegnere il riscaldamento di notte, ridurre i consumi di acqua calda e limitare l’uso di elettrodomestici ad alto consumo nelle ore di punta.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.