Crisi gas: Germania riattiva centrali a carbone. Italia rimane cauta

Crisi gas: la Germania riattiva le centrali a carbone e attiva il piano di emergenza, mentre l'Italia rimane in pre-allerta. Prezzi del gas +33% in Europa: cosa cambia per famiglie e imprese.

Pubblicato 23 Giugno 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:42

La crisi del gas in Europa non accenna a rallentare: con la Russia che riduce le forniture a diversi paesi, tra cui l’Italia, i governi del continente sono costretti a correre ai ripari. La Germania ha già avviato un piano di emergenza articolato in tre fasi, che potrebbe tradursi in bollette più salate per famiglie e imprese. L’Italia, invece, mantiene per ora un atteggiamento più cauto, pur non escludendo misure straordinarie. Ecco cosa sta succedendo e cosa cambia per i consumatori.

Crisi gas: la Germania riattiva le centrali a carbone

La Germania è la prima grande economia europea a muoversi concretamente di fronte alla crisi energetica. Il paese guidato dal cancelliere Olaf Scholz importa circa il 35% del suo gas dalla Russia — una quota già ridotta rispetto al 55% registrato prima del conflitto in Ucraina — e ne utilizza la maggior parte per il riscaldamento domestico e la produzione industriale.

Dopo aver dichiarato lo stato di pre-allerta già nelle settimane precedenti, Berlino si trova ora prossima alla seconda fase del suo piano di emergenza per il gas. Il motivo è diretto: la Russia ha tagliato le forniture di circa il 60% attraverso un gasdotto chiave, lasciando gli acquirenti europei a lottare per trovare volumi alternativi.

Il ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck, ha dichiarato senza mezzi termini che Mosca ha come obiettivo preciso quello di turbare i mercati energetici europei.

Cosa prevede il piano di emergenza tedesco

L’attivazione della seconda fase del piano di emergenza gas in Germania comporta misure concrete e potenzialmente costose:

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  • Modifica normativa: una revisione della legge vigente consentirebbe alle compagnie energetiche di trasferire direttamente gli aumenti dei costi alle famiglie e alle imprese.
  • Riattivazione delle centrali a carbone: un maggior numero di impianti a carbone verrebbe rimesso in funzione per ridurre al minimo il consumo di gas nella produzione elettrica — una vera inversione di rotta rispetto agli obiettivi climatici dichiarati.
  • Finanziamenti per il gas: una serie di misure di sostegno per compensare i tagli russi e garantire la continuità delle forniture.
  • Obiettivi di stoccaggio: riempire gli impianti di stoccaggio all’80% entro il 1° ottobre e al 90% entro il 1° novembre per prepararsi alla stagione invernale.

Le misure sono ancora in fase di analisi da parte del governo tedesco, ma la direzione è chiara: il carbone torna protagonista, almeno nel breve periodo, come soluzione di emergenza.

I prezzi del gas in Europa: i numeri della crisi

I mercati energetici europei riflettono già la tensione. I prezzi del gas naturale in Europa hanno registrato un’impennata del 33% in poche settimane, raggiungendo i 125 euro per megawattora — contro i 30 euro di dodici mesi prima. Un aumento che pesa in modo diretto sulle bollette di famiglie e imprese in tutta l’eurozona e che rende urgente una risposta coordinata a livello continentale.

La crisi del gas in Italia: situazione sotto controllo, ma con cautela

E l’Italia? La posizione del governo italiano è, almeno per ora, più cauta rispetto a quella tedesca. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha parlato di una fase di pre-allerta, con una situazione complessivamente sotto controllo.

Tuttavia, anche Roma non esclude misure straordinarie. Tra le ipotesi sul tavolo:

  • Maggiore utilizzo delle centrali a carbone: il governo potrebbe dare il via libera a un impiego più intensivo delle sei centrali a carbone ancora attive sul territorio nazionale, per produrre elettricità e ridurre così il consumo di gas.
  • Emendamento al decreto Aiuti: si attende un Consiglio dei ministri che presenterà un emendamento per stanziare ulteriori 3 miliardi di euro contro il caro bollette, a sostegno di famiglie e imprese colpite dall’aumento dei prezzi energetici.

L’Italia rimane dunque in una posizione di osservazione attiva: pronta ad agire, ma senza ancora dichiarare l’emergenza. La dipendenza italiana dal gas russo è significativa, ma il governo punta su una diversificazione delle fonti — inclusi nuovi accordi con paesi come Algeria, Azerbaijan e Congo — per ridurre l’esposizione nel medio termine.

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Germania vs Italia: due approcci a confronto

La crisi del gas mette in evidenza due strategie diverse di fronte allo stesso problema:

  • La Germania agisce in modo deciso e preventivo, riattivando il carbone e modificando le regole del mercato energetico, accettando un costo politico e ambientale nel breve periodo.
  • L’Italia mantiene un approccio più graduale, privilegiando la diversificazione delle forniture e il sostegno economico ai consumatori, senza ancora ricorrere a misure di emergenza strutturali.

Entrambi i paesi, però, condividono la stessa sfida: garantire forniture sufficienti per l’inverno e contenere l’impatto sui prezzi per cittadini e imprese.

FAQ: crisi gas, Germania e Italia — le domande più frequenti

Perché la Germania riattiva le centrali a carbone?

La Germania riattiva le centrali a carbone per ridurre il consumo di gas nella produzione elettrica, dopo che la Russia ha tagliato le forniture di circa il 60%. È una misura di emergenza che va in controtendenza rispetto agli obiettivi climatici, ma che il governo tedesco considera necessaria per garantire la sicurezza energetica nel breve periodo.

L’Italia rischia una crisi del gas?

Al momento l’Italia si trova in una fase di pre-allerta. La situazione è monitorata ma non ancora critica. Il governo sta valutando misure preventive, tra cui un maggiore utilizzo delle centrali a carbone esistenti e nuovi accordi di fornitura con paesi alternativi alla Russia.

Quanto sono aumentati i prezzi del gas in Europa?

I prezzi del gas naturale in Europa hanno registrato un aumento del 33% in poche settimane, arrivando a 125 euro per megawattora, rispetto ai 30 euro di un anno prima. Un rialzo che si riflette direttamente sulle bollette di famiglie e imprese.

Cosa fa il governo italiano per contenere il caro bollette?

Il governo italiano ha in programma un emendamento al decreto Aiuti per stanziare altri 3 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese colpite dall’aumento dei prezzi energetici. Si valuta inoltre un maggiore utilizzo delle centrali a carbone per ridurre il consumo di gas.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.