Italiani più in difficoltà a sostenere le spese e 1 su 3 crede che le cose peggioreranno

Gli italiani sono sempre più in difficoltà a sostenere le spese quotidiane e 1 su 3 crede che le cose peggioreranno. I dati del Termometro Altroconsumo su salute, bollette e risparmio.

Pubblicato 16 Marzo 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:58

Gli italiani sono sempre più in difficoltà a sostenere le spese quotidiane e 1 su 3 crede che le cose peggioreranno nei prossimi mesi. È quanto emerge dal Termometro Altroconsumo, l’analisi annuale sulla capacità delle famiglie italiane di far fronte alle principali voci di spesa della vita di tutti i giorni. Un segnale d’allarme che non accenna a rientrare: dopo gli anni segnati dalla pandemia e dalle tensioni geopolitiche, il potere d’acquisto delle famiglie continua a erodersi, colpendo non solo le fasce più vulnerabili ma anche il ceto medio.

Il quadro generale: italiani sempre più in difficoltà economica

Quasi 4 italiani su 10 vedono nero sul proprio futuro finanziario, ovvero prevedono che le difficoltà economiche aumenteranno. E 7 su 10 temono che sarà difficile per la propria famiglia mettere soldi da parte nell’anno in corso. Dati che fotografano un impoverimento diffuso, trasversale alle aree geografiche e alle categorie sociali.

“Il termometro segna rosso: sempre più famiglie fanno fatica a sostenere le spese quotidiane, segno di un generale impoverimento degli italiani che si conferma nelle aree già in difficoltà e si allarga anche a nuove fasce della popolazione, toccando anche il cosiddetto ceto medio”, sottolinea Federico Cavallo, responsabile relazioni esterne Altroconsumo.

Un quadro ancor più preoccupante se si guarda anche ai recenti rincari di energia, carburanti e prodotti alimentari, accelerati dal conflitto Russia-Ucraina e dalle successive pressioni inflazionistiche. “In questo scenario, non possiamo che raccogliere e condividere la preoccupazione delle persone, che temono un ulteriore peggioramento nel prossimo futuro”, dichiara Cavallo.

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1 italiano su 3 crede che le cose peggioreranno: i numeri del Termometro Altroconsumo

La percentuale di italiani che pensano che le difficoltà economiche aumenteranno è pari al 35% — circa 1 su 3 — contro un 19% che ritiene, invece, che ci saranno miglioramenti. Un sentiment decisamente negativo, considerato che già nell’anno precedente queste difficoltà erano aumentate.

Il Termometro Altroconsumo ha registrato un peggioramento generale nel sostenere le spese nei 6 diversi ambiti analizzati:

  • Abitazione
  • Mobilità
  • Salute
  • Cultura e tempo libero
  • Alimentazione
  • Istruzione

L’indice complessivo italiano è sceso da 48,9 a 46,2 punti. Un risultato in linea con gli altri paesi europei monitorati, fatta eccezione per il Belgio che mostra l’indice più alto, pari a 53,7.

Difficoltà in aumento soprattutto per salute, abitazione e mobilità

Gli ambiti in cui si riscontrano maggiori disagi sono:

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  • La salute (per il 43% dei rispondenti)
  • L’abitazione (per il 39%)
  • La mobilità (per il 37%)

In particolare, rispetto ai dati precedenti si registra un importante aumento delle famiglie in difficoltà a pagare:

  • Le bollette (+10%)
  • Le spese per l’automobile (+9%)
  • Le spese dentistiche (+6%)

Anche sul fronte del risparmio la situazione è critica: è stato difficile mettere soldi da parte per il 68% degli intervistati, un dato che segnala come la capacità di costruire un cuscinetto finanziario si stia assottigliando per la maggioranza delle famiglie italiane.

Italiani in difficoltà a sostenere le spese - Termometro Altroconsumo

Nord vs Sud: situazione grave per il 10% delle famiglie nel Meridione

Ancora una volta emergono importanti differenze geografiche. Nel Mezzogiorno la percentuale di famiglie in grave difficoltà economica risulta particolarmente alta, pari al 10%. Le regioni in cui si riscontra la situazione peggiore sono:

  • Calabria
  • Abruzzo
  • Sicilia
  • Campania
  • Marche
  • Umbria

Quelle in cui, invece, il panorama è più positivo sono Liguria, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. Il divario Nord-Sud si conferma quindi una delle fratture strutturali più difficili da colmare nel tessuto economico italiano.

Perché gli italiani sono sempre più in difficoltà: le cause principali

Il peggioramento della capacità delle famiglie di sostenere le spese non è un fenomeno isolato, ma il risultato di una serie di pressioni convergenti:

  • Inflazione persistente che erode il potere d’acquisto dei salari, rimasti sostanzialmente fermi
  • Costo dell’energia ancora elevato, che pesa su bollette di luce e gas
  • Rincari alimentari che colpiscono direttamente il carrello della spesa
  • Spese sanitarie sempre più onerose, in parte per le liste d’attesa del sistema pubblico che spingono verso il privato
  • Costo dei mutui aumentato per chi ha un tasso variabile o deve accendere un nuovo finanziamento

FAQ: italiani e difficoltà economiche

Quanti italiani credono che le cose peggioreranno?
Circa 1 italiano su 3 (il 35%) ritiene che le difficoltà economiche aumenteranno nei prossimi mesi, secondo il Termometro Altroconsumo.
Quali sono le spese più difficili da sostenere per le famiglie italiane?
Le voci più critiche sono salute (43%), abitazione (39%) e mobilità (37%). In forte aumento anche le difficoltà a pagare le bollette e le spese dentistiche.
Quanti italiani faticano a risparmiare?
Il 68% degli intervistati dichiara di aver avuto difficoltà a mettere soldi da parte, un dato che evidenzia come il risparmio sia diventato un obiettivo sempre più difficile da raggiungere per la maggioranza delle famiglie.
Ci sono differenze tra Nord e Sud Italia?
Sì, il divario è significativo. Nel Mezzogiorno il 10% delle famiglie si trova in grave difficoltà economica. Le regioni più in difficoltà sono Calabria, Sicilia e Campania; quelle più resilienti sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
Cosa si può fare per affrontare le difficoltà economiche familiari?
Gli esperti consigliano di rivedere il budget familiare, verificare l’accesso a bonus e agevolazioni fiscali disponibili, confrontare le tariffe di luce e gas sul mercato libero e, dove possibile, costruire un fondo di emergenza anche con piccoli accantonamenti mensili.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.