Inflazione record: prezzi mai così alti da 27 anni, possibili nuovi rincari da guerra Russia-Ucraina

Inflazione record in Italia: prezzi mai così alti da 27 anni, con il carrello della spesa sopra il 4% e l'energia a +45,9%. Scopri i possibili nuovi rincari legati alla guerra Russia-Ucraina e cosa fare per proteggere il budget familiare.

Pubblicato 1 Marzo 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:02

L’inflazione italiana segna un nuovo record per il terzo mese consecutivo, raggiungendo livelli che non si vedevano da oltre 27 anni. Secondo i dati Istat, l’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,9% su base mensile e del 5,7% su base annua — un livello che non si registrava dal novembre 1995. A pesare sulle tasche degli italiani sono soprattutto i beni energetici e alimentari, con il rischio concreto di nuovi rincari legati al conflitto tra Russia e Ucraina.

Inflazione record: prezzi mai così alti da 27 anni

Il dato di febbraio conferma una tendenza preoccupante: l’inflazione italiana non si fermava a questi livelli da quasi tre decenni. Le tensioni inflazionistiche si propagano in particolare ai beni alimentari, i cui prezzi accelerano di oltre un punto percentuale, trascinando oltre il 4% anche la crescita dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa. In pratica, fare la spesa quotidiana costa sensibilmente di più rispetto a un anno fa.

Energia, il motore principale dell’inflazione

A trainare verso l’alto i prezzi sono soprattutto i beni energetici, la cui crescita passa da +38,6% a +45,9% su base annua. L’energia si conferma ancora una volta il principale motore dell’inflazione. Di fronte a questi numeri, il governo si è impegnato a continuare a compensare il caro energia, avendo già stanziato oltre 10 miliardi di euro in misure di sostegno. Sul tavolo c’è anche la possibilità di riaprire alcune centrali a carbone chiuse, per colmare le lacune di approvvigionamento causate dall’invasione russa dell’Ucraina.

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Anche la BCE, pur avendo tracciato la propria uscita dalle misure di stimolo pandemico, si trova ora a fare i conti con le ricadute economiche della guerra, che rischiano di complicare ulteriormente la gestione della politica monetaria nell’intera area euro. Anche la Spagna, nel frattempo, ha riportato una crescita dell’inflazione ai livelli più alti degli ultimi 33 anni.

Guerra Russia-Ucraina: possibili nuovi rincari all’orizzonte

Il conflitto tra Russia e Ucraina rischia di aggravare ulteriormente la situazione nei prossimi mesi. Le due nazioni sono tra i principali esportatori mondiali di grano, mais, olio di girasole e altre materie prime agricole. L’interruzione delle forniture e la speculazione sui mercati internazionali stanno già spingendo verso l’alto le quotazioni di molti prodotti.

Secondo le stime degli analisti, i prezzi potrebbero subire ulteriori pressioni su:

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  • Pasta: possibile rincaro fino al +30% a causa dell’impennata del prezzo del grano
  • Pane, dolciumi e derivati del grano: aumenti stimati tra il +10% e il +15%
  • Carburanti: già ai massimi storici, con ripercussioni su tutta la filiera logistica e produttiva
  • Gas e materie prime energetiche: la dipendenza europea dalle forniture russe espone l’Italia a rischi di ulteriori rialzi

Il commento di Assoutenti: «Serve lo stato di emergenza prezzi»

Una vera e propria stangata per i consumatori, che rischia di aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane. Lo afferma Assoutenti, secondo cui «i numeri sono destinati a peggiorare a causa del conflitto scoppiato in Ucraina, che ha portato a un’impennata delle quotazioni delle materie prime, dal grano al petrolio, passando per gas e oro».

«Il rischio concreto è che nel breve periodo i listini di alcuni prodotti di largo consumo, anche a causa di speculazioni sempre in agguato, possano subire in Italia fortissimi rialzi — prosegue la nota dell’associazione —. Per tale motivo chiediamo al Governo di varare lo stato di emergenza prezzi e adottare misure speciali in grado di contenere la crescita dei listini al dettaglio, considerato che la fiammata dell’inflazione produrrà una forte contrazione dei consumi da parte delle famiglie e un danno per l’economia nazionale. È necessario ricorrere ai prezzi amministrati per un paniere di beni indispensabili di cui le famiglie non possono fare a meno, a partire dai prodotti alimentari. Serve inoltre un coordinamento tra forze dell’ordine e autorità per combattere le speculazioni sui prezzi da parte di soggetti che potrebbero approfittare della delicata situazione attuale per arricchirsi sulle spalle dei consumatori».

Cosa possono fare i consumatori per proteggersi dall’inflazione

Di fronte a prezzi mai così alti da 27 anni, alcune strategie pratiche possono aiutare le famiglie a limitare l’impatto dell’inflazione sul bilancio domestico:

  • Confrontare i prezzi tra diversi supermercati e canali di acquisto, anche online
  • Privilegiare i prodotti a marchio del distributore, spesso equivalenti per qualità ma meno costosi
  • Pianificare gli acquisti per ridurre gli sprechi alimentari
  • Monitorare le bollette energetiche e valutare offerte sul mercato libero dell’energia
  • Verificare i bonus e le agevolazioni previsti dal governo per famiglie e lavoratori a basso reddito

FAQ sull’inflazione record in Italia

Perché l’inflazione italiana è ai massimi da 27 anni?
La combinazione di prezzi energetici alle stelle, strascichi della pandemia sulle catene di approvvigionamento e ora le conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina ha spinto l’inflazione al 5,7% annuo, un livello che non si registrava dal 1995.
Quali prodotti rischiano di rincarare di più?
I prodotti derivati dal grano (pasta, pane, dolciumi), i carburanti e le bollette energetiche sono quelli più esposti ai rincari legati al conflitto russo-ucraino.
Cosa sta facendo il governo per contenere l’inflazione?
Sono già stati stanziati oltre 10 miliardi di euro per calmierare il caro energia. Sul tavolo ci sono ulteriori misure, tra cui la possibilità di riaprire centrali a carbone e l’introduzione di prezzi amministrati su alcuni beni di prima necessità.
La BCE interverrà per frenare l’inflazione?
La Banca Centrale Europea ha avviato il percorso di uscita dalle misure di stimolo pandemico, ma le ricadute economiche della guerra in Ucraina potrebbero rallentare o modificare questo processo.
L’inflazione colpirà anche gli altri Paesi europei?
Sì. La Spagna ha già registrato l’inflazione più alta degli ultimi 33 anni, e la Germania ha riportato dati simili. Il fenomeno è diffuso in tutta l’area euro, con l’energia come principale fattore comune.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.