Finanza Dati Macroeconomici Continua il calo degli occupati, aumenta la disoccupazione giovanile

Continua il calo degli occupati, aumenta la disoccupazione giovanile

In Italia la disoccupazione rimane stabile al 9,8% a gennaio. Il dato centra le attese e non sorprende il mercato. Tutto bene quindi? Non proprio, perché se si guardano da vicino i dati raccolti e diffusi dall’Istat sul mercato del lavoro, ecco che emergono alcune ombre che potrebbero allungarsi nei prossimi mesi di fronte a un rallentamento dell’economia a causa del coronavirus. Senza contare che la disoccupazione giovanile peggiora salendo oltre il 29%.

 

A gennaio l’occupazione diminuisce, l’inattività cresce e il numero di disoccupati aumenta lievemente a fronte di un tasso di disoccupazione che rimane stabile rispetto al mese prima. “A gennaio si confermano gli andamenti negativi dell’occupazione già registrati a dicembre, con variazioni più contenute sia nel numero di occupati sia nel tasso di occupazione”, sottolinea l’Istat. La flessione dell’occupazione riguarda soprattutto donne, under 35, lavoratori temporanei e autonomi, che si confermano ai minimi storici, mentre una sostanziale stabilità caratterizza i dipendenti permanenti. Confermata, rispetto a dicembre, anche la lieve crescita del numero di disoccupati e dell’inattività.

Nel dettaglio, il numero di occupati diminuisce di 40mila unità (-0,2% rispetto al mese precedente) e il tasso di occupazione si attesta al 59,1% (-0,1 punti percentuali). La flessione dell’occupazione interessa uomini e donne, lavoratori dipendenti (-15mila) e indipendenti (-25mila) e tutte le fasce di età, a esclusione delle persone tra i 35 e i 49 anni (+13mila).

La lieve crescita delle persone in cerca di lavoro è dovuta all’aumento registrato per le donne (+2,3%, pari a +27mila unità), tra i 15-24enni e per gli over50; tra gli uomini, invece, il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce (-1,7%, pari a -23mila unità), così come tra i 25-49enni. Ne deriva la stabilità del tasso di disoccupazione (al 9,8%) e l’aumento di quello giovanile al 29,3% (+0,6 punti percentuali).

Inoltre, si evidenzia una crescita degli inattivi (+0,2%, pari a +20mila unità), che coinvolge entrambi i sessi e si concentra tra i 15-34enni; il tasso di inattività sale al 34,4% (+0,1 punti percentuali).