Shrinkflation: cos’è e quanto può ‘svuotare’ il carrello della spesa

Shrinkflation: cos'è, come funziona e quanto può svuotare il carrello della spesa fino al -30%. Scopri come riconoscerla e difenderti con consigli pratici.

Pubblicato 6 Ottobre 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:25

Non c’è solo l’inflazione che pesa sul portafoglio degli italiani: c’è anche la shrinkflation ad essere insidiosa, silenziosa e, spesso, difficile da smascherare. Ma cos’è esattamente la shrinkflation e quanto può davvero svuotare il carrello della spesa? Ecco tutto quello che devi sapere per difenderti.

Shrinkflation: cos’è e come funziona

Con il termine shrinkflation — neologismo che unisce l’inglese shrink (ridurre) e inflation (inflazione) — si indica la pratica di ridurre le quantità di prodotto contenute nelle confezioni vendute al pubblico, senza però abbassare i prezzi. Il risultato è che il consumatore paga lo stesso importo di prima, ma porta a casa meno prodotto.

In altre parole, è un’inflazione mascherata: il prezzo al banco rimane invariato, ma il prezzo per unità di peso o volume aumenta in modo invisibile.

Quali prodotti colpisce la shrinkflation?

La shrinkflation colpisce un po’ tutti i prodotti che troviamo sugli scaffali del supermercato. Alcuni esempi concreti:

  • Alimentari: confezioni di pasta, biscotti, merendine, succhi di frutta, formaggi allo stesso prezzo ma con grammatura ridotta; meno olio nelle scatolette di tonno.
  • Cura della casa: detersivi con meno dosi per confezione, carta igienica con fogli ridotti.
  • Igiene personale: dentifrici, shampoo e altri prodotti con quantità inferiori rispetto al passato, a parità di prezzo.

Il fenomeno non risparmia quasi nessuna categoria merceologica: dalla colazione al bucato, passando per la cura del corpo.

Quanto svuota il carrello della spesa?

L’impatto della shrinkflation sui bilanci familiari è tutt’altro che trascurabile. Secondo Consumerismo No Profit, questa pratica può svuotare il carrello della spesa fino al 30% in meno a parità di spesa.

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«Si tratta di un trucchetto svuotacarrelli che consente enormi guadagni alle aziende produttrici ma di fatto svuota le tasche dei cittadini: una prassi che inganna i consumatori, i quali non hanno la percezione di subire un aggravio di spesa, e svuota i carrelli anche del -30%, poiché a parità di spesa le quantità portate a casa sono inferiori» — spiega il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele.

In pratica: se prima con 50 euro riempivi il carrello con una certa quantità di beni, oggi con lo stesso budget potresti portare a casa fino a un terzo in meno di prodotto.

Shrinkflation e inflazione occulta: il doppio danno per i consumatori

La shrinkflation si somma all’inflazione tradizionale, creando un doppio effetto negativo sul potere d’acquisto delle famiglie italiane. Come sottolinea il presidente del Codacons, Carlo Rienzi:

«Il fenomeno della shrinkflation determina una inflazione occulta che si aggiunge a quella ufficiale, danneggiando pesantemente i consumatori e svuotando i carrelli della spesa. Invitiamo gli utenti, specie in questo periodo di emergenza, a prestare la massima attenzione in fase di acquisto e a controllare sempre confezioni, pesi, etichette e prezzi in modo da difendersi da tale odiosa pratica».

A differenza dell’inflazione classica — rilevata dall’Istat e visibile nelle statistiche ufficiali — la shrinkflation non compare nei dati, eppure erode concretamente il potere d’acquisto delle famiglie.

L’Antitrust e le verifiche in corso

Ad accendere un faro su questa pratica è stata l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che ha accolto le denunce delle associazioni dei consumatori e ha avviato verifiche sul fenomeno, valutando se possa configurarsi come pratica commerciale scorretta ai sensi della normativa vigente.

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Il tema è all’attenzione anche a livello europeo: diversi Paesi dell’UE stanno discutendo misure di trasparenza obbligatoria per rendere più evidente ai consumatori il prezzo per unità di misura, così da facilitare il confronto tra prodotti.

Come difendersi dalla shrinkflation: consigli pratici

Smascherare la shrinkflation non è sempre semplice, ma ci sono alcune buone abitudini che possono aiutarti a proteggere il tuo carrello:

  1. Controlla sempre il prezzo al kg o al litro, non solo il prezzo in etichetta: i supermercati sono obbligati a esporlo.
  2. Confronta le grammature tra prodotti della stessa marca nel tempo: se la confezione sembra uguale ma pesa meno, è shrinkflation.
  3. Leggi le etichette con attenzione, soprattutto per i prodotti che acquisti abitualmente.
  4. Valuta i prodotti a marchio del distributore (MDD): spesso offrono un miglior rapporto qualità-prezzo.
  5. Usa le app di confronto prezzi disponibili per smartphone, che permettono di monitorare le variazioni nel tempo.

FAQ sulla shrinkflation

Shrinkflation: cos’è in parole semplici?

È la pratica con cui le aziende riducono la quantità di prodotto in una confezione senza abbassare il prezzo. Il consumatore paga lo stesso ma riceve meno.

La shrinkflation è illegale?

Non è automaticamente illegale, ma può configurarsi come pratica commerciale scorretta se il consumatore non viene adeguatamente informato della riduzione. L’Antitrust italiano sta verificando i casi più rilevanti.

Come si riconosce la shrinkflation al supermercato?

Il modo più efficace è confrontare il prezzo per unità di misura (al kg, al litro, ecc.) piuttosto che il prezzo totale della confezione. Un aumento del prezzo unitario a fronte di un prezzo totale invariato è il segnale tipico della shrinkflation.

Quanto può incidere la shrinkflation sul budget familiare?

Secondo le associazioni dei consumatori, la shrinkflation può ridurre le quantità portate a casa fino al 30% a parità di spesa, con un impatto significativo soprattutto per le famiglie numerose o con redditi medio-bassi.

Quali categorie di prodotti sono più colpite?

Alimentari confezionati (pasta, biscotti, merendine, tonno, succhi), prodotti per la cura della casa (detersivi, carta igienica) e per l’igiene personale (shampoo, dentifrici) sono tra le categorie più interessate dal fenomeno.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.