Mutui: in Italia i tassi tra i più bassi al mondo, ma occhio all’inflazione. Ecco dove costano meno

I mutui in Italia hanno tassi tra i più bassi al mondo: ecco il confronto con 14 Paesi, dalla Germania agli USA, e perché l'inflazione potrebbe cambiare tutto.

Pubblicato 22 Settembre 2021 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:21

Sui mutui, l’Italia si conferma una delle destinazioni più convenienti al mondo per chi cerca un finanziamento immobiliare. I tassi applicati restano tra i più bassi a livello globale, ma attenzione: il contesto macroeconomico — inflazione in primo piano — può cambiare rapidamente le carte in tavola. Ecco cosa dicono i dati, dove costano meno i mutui e cosa aspettarsi nei prossimi mesi.

Mutui in Italia: tassi tra i più bassi al mondo

È quanto emerge dall’analisi condotta da Facile.it e Mutui.it, che hanno confrontato i tassi applicati ai mutui in 14 Paesi di tutto il mondo. Il risultato è chiaro: l’Italia è la nazione dove chiedere un mutuo costa meno, sia a tasso fisso che variabile.

Il campione di riferimento dell’analisi considera:

  • Valore dell’immobile: 180.000 euro
  • Importo del finanziamento: 120.000 euro
  • Durata del piano di rimborso: 20 anni

In Italia, per questo profilo tipo, il TAEG rilevato oscilla tra 0,88% e 0,98% a tasso fisso e tra 0,67% e 0,77% a tasso variabile. Numeri che non hanno rivali tra i Paesi analizzati.

Il confronto europeo: chi si avvicina all’Italia?

Guardando al tasso fisso e al TAEG, in Europa la nazione che si avvicina di più all’Italia è la Germania, con un TAEG che parte dall’1,18%. Tutti gli altri Paesi europei analizzati si collocano su livelli più alti:

  • Spagna: da 1,64% (fisso)
  • Portogallo: da 1,91% (fisso)
  • Norvegia: da 2,30% (TAN)
  • Regno Unito: da 2,40% (TAN)
  • Albania: da 3,00% (TAN)
  • Grecia: da 3,20% (TAN)

Anche sul fronte del tasso variabile (TAEG), nessun Paese europeo batte l’Italia: le offerte rilevate partono dall’1,53% in Spagna fino all’1,95% in Portogallo.

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Oltre i confini europei: come si posiziona l’Italia nel mondo?

Allargando lo sguardo fuori dall’Europa (usando il TAN come indice di confronto), il quadro si conferma favorevole all’Italia. Ecco i tassi fissi rilevati nei principali Paesi extra-UE:

  • Canada: da 1,44%
  • Australia: da 1,89%
  • Giappone: da 2,13%
  • Stati Uniti: da 2,25%

Sul fronte variabile, il Canada è l’unico Paese extra-europeo che si avvicina ai valori italiani, con un TAN dello 0,98%. Gli altri si collocano su livelli ben più alti: dall’1,41% del Giappone all’1,85% dell’Australia.

Discorso a parte meritano Paesi come Russia e Brasile: nonostante i cali registrati, i tassi fissi restano proibitivi rispetto agli standard italiani — rispettivamente dal 4,95% e dal 6,70%.

Perché i tassi italiani sono così bassi? Il ruolo degli indici comuni

La spiegazione tecnica arriva da Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it:

«Nonostante alcune differenze significative, come nel caso dell’Albania o della Grecia, i tassi nell’area euro restano abbastanza allineati tra di loro, dal momento che tutti gli Stati utilizzano gli stessi indici di riferimento — IRS ed Euribor. Le variazioni del costo del denaro sui mutui sono quindi riconducibili a dinamiche competitive tra gli istituti di credito presenti in ciascuna nazione.»

In altre parole, il vantaggio italiano non dipende da una politica monetaria diversa, ma dalla concorrenza tra le banche sul mercato interno, che spinge verso il basso i margini applicati ai mutui.

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Il rischio inflazione: cosa può cambiare per i mutui in Italia

Il quadro attuale è favorevole, ma non è detto che duri. L’avvertimento di Cresto è chiaro:

«Se si guarda al di fuori dell’UE, dove l’inflazione è già ripartita — ad esempio negli Stati Uniti — i tassi sono più alti. Se questa dovesse aumentare anche in Europa, allora possiamo aspettarci un rincaro degli indici in tutto il Continente, Italia inclusa.»

Il meccanismo è diretto: un’inflazione in risalita spinge le banche centrali ad alzare i tassi di riferimento, e questo si traduce in mutui più cari per i consumatori. Chi sta valutando un finanziamento immobiliare dovrebbe quindi tenere d’occhio:

  • L’andamento dell’Euribor (indice di riferimento per i mutui variabili)
  • Le decisioni della BCE sui tassi di interesse
  • Le previsioni sull’inflazione nell’Eurozona

Fisso o variabile? Come scegliere il mutuo oggi

Con i tassi ancora su livelli competitivi, la scelta tra fisso e variabile dipende principalmente dalla propria propensione al rischio e dall’orizzonte temporale del finanziamento:

  • Tasso fisso: offre certezza della rata per tutta la durata del mutuo. Ideale se si teme un rialzo dei tassi nei prossimi anni.
  • Tasso variabile: parte da valori più bassi, ma la rata può aumentare se l’Euribor sale. Adatto a chi ha margini di flessibilità nel budget mensile.

In un contesto in cui l’inflazione resta una variabile da monitorare, molti esperti suggeriscono di valutare attentamente il tasso fisso come forma di protezione nel lungo periodo.

Dove costano meno i mutui: la classifica dei 14 Paesi

Ecco un riepilogo sintetico del confronto internazionale sui tassi fissi (TAEG o TAN dove indicato):

  1. Italia — da 0,88% (TAEG)
  2. Germania — da 1,18% (TAEG)
  3. Canada — da 1,44% (TAN)
  4. Spagna — da 1,64% (TAEG)
  5. Australia — da 1,89% (TAN)
  6. Portogallo — da 1,91% (TAEG)
  7. Giappone — da 2,13% (TAN)
  8. Stati Uniti — da 2,25% (TAN)
  9. Norvegia — da 2,30% (TAN)
  10. Regno Unito — da 2,40% (TAN)
  11. Albania — da 3,00% (TAN)
  12. Grecia — da 3,20% (TAN)
  13. Russia — da 4,95% (TAN)
  14. Brasile — da 6,70% (TAN)

FAQ: Mutui in Italia e tassi internazionali

Perché i tassi sui mutui in Italia sono tra i più bassi al mondo?
Perché tutti i Paesi dell’area euro condividono gli stessi indici di riferimento (IRS ed Euribor), e in Italia la concorrenza tra le banche è particolarmente elevata, il che abbassa i margini applicati ai mutui.
L’inflazione può far aumentare i tassi sui mutui in Italia?
Sì. Se l’inflazione dovesse accelerare nell’Eurozona, la BCE potrebbe alzare i tassi di riferimento, con un effetto diretto sull’Euribor e quindi sui mutui variabili — e, nel tempo, anche sui fissi di nuova erogazione.
Conviene scegliere il tasso fisso o variabile in questo momento?
Dipende dalla situazione personale. Il tasso variabile parte più basso, ma espone al rischio di rialzi futuri. Il fisso garantisce stabilità della rata per tutta la durata del mutuo, ed è preferibile se si vuole proteggersi dall’incertezza sull’inflazione.
Quali Paesi hanno i tassi sui mutui più alti?
Tra i 14 Paesi analizzati, i tassi più elevati si registrano in Brasile (da 6,70%) e Russia (da 4,95%), seguiti da Grecia (3,20%) e Albania (3,00%).
Il TAEG e il TAN sono la stessa cosa?
No. Il TAN (Tasso Annuo Nominale) indica solo il tasso di interesse puro, mentre il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) include anche le spese accessorie del mutuo. Il TAEG è quindi il parametro più completo per confrontare il costo reale di un finanziamento.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.