Investimenti, l’incertezza aumenta la voglia di rischiare degli italiani sui mercati
Investimenti, l'incertezza aumenta la voglia di rischiare degli italiani sui mercati: i dati per fascia d'età, i settori preferiti e i consigli per investire con consapevolezza.
Investimenti, l’incertezza aumenta la voglia di rischiare degli italiani sui mercati: è questo il paradosso che emerge con forza dall’analisi dei comportamenti finanziari degli investitori italiani negli ultimi anni. Quando lo scenario economico si fa più instabile — complici inflazione persistente, tassi in evoluzione e tensioni geopolitiche — ci si aspetterebbe una corsa alla prudenza. Invece accade il contrario: cresce la propensione al rischio, soprattutto tra i più giovani. Un fenomeno già documentato dallo Schroders Global Investor Study, indagine annuale che ha coinvolto oltre 23.000 persone in 33 Paesi, e che oggi, in un contesto di mercati ancora volatili, risulta più attuale che mai.
Secondo i dati rilevati, il 28% degli investitori italiani (37% a livello globale) si è dichiarato più disposto ad aumentare l’allocazione verso investimenti ad alto rischio. La percentuale sale al 43% — avvicinandosi al dato globale del 44% — nella fascia d’età 18-37 anni. Ma cosa spinge gli italiani, tradizionalmente prudenti, a cercare rendimenti più elevati accettando rischi maggiori?
Perché l’incertezza spinge gli italiani a rischiare di più sui mercati
La risposta è meno controintuitiva di quanto sembri. In un contesto di incertezza economica prolungata, molti investitori percepiscono il rischio dell’inazione come superiore al rischio dell’investimento. Restare fermi su strumenti a rendimento zero o negativo significa perdere potere d’acquisto in termini reali, soprattutto quando l’inflazione erode i risparmi.
I dati dello studio Schroders confermano questa logica: molte persone sono indotte ad assumersi maggiori rischi per compensare l’incertezza e i timori legati all’aumento dell’inflazione. Un fenomeno che ha interessato soprattutto gli investitori più giovani, cresciuti in un’epoca di tassi bassi e abituati a cercare alternative ai tradizionali strumenti di risparmio.
La spinta dell’inflazione sulle scelte di investimento
L’inflazione rappresenta uno dei principali motori del cambiamento nei comportamenti degli investitori italiani. Quando il costo della vita aumenta e i rendimenti dei titoli di Stato o dei conti deposito non riescono a compensare la perdita di valore del denaro, la ricerca di asset più redditizi diventa una necessità, non una scelta speculativa.
Questo meccanismo spiega perché, anche in fasi di forte volatilità sui mercati finanziari, la propensione al rischio degli italiani tende ad aumentare anziché diminuire: il rischio percepito di non investire supera quello di investire in strumenti più dinamici.
Le aspettative di rendimento: cosa si aspettano gli investitori italiani
A spingere verso scelte più rischiose sono anche le aspettative di rendimento dichiarate dagli investitori. Quasi la metà (42%) degli investitori italiani tra i 18 e i 37 anni e oltre un terzo (35%) di quelli nella fascia 38-50 anni si aspettano rendimenti superiori al 10%.
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C’è una discrepanza significativa, ma comprensibile, rispetto al gruppo over 71 anni, la cui percentuale si ferma al 28%. Gli investitori più anziani, con orizzonti temporali più brevi e maggiore avversione alle perdite, mantengono aspettative più conservative. I più giovani, invece, possono permettersi di attendere e di tollerare oscillazioni di mercato più ampie.
Giovani più disposti a rischiare: i numeri per fascia d’età
A fronte di uno scenario di tassi di interesse a zero o negativi, il 40% degli investitori italiani tra i 18 e i 37 anni (57% il dato globale) ha affermato che farebbe investimenti a rischio più elevato per cercare rendimenti. Solo il 22% (17% a livello globale) sarebbe invece più propenso a spendere e meno propenso a risparmiare.
Il quadro cambia radicalmente per gli over 71: il 40% dei rispondenti italiani in questa fascia (identica la percentuale globale) si sentirebbe più incline a spendere piuttosto che a risparmiare o investire in asset rischiosi. Una differenza generazionale netta, che riflette priorità e orizzonti temporali profondamente diversi.
Il profilo dell’investitore italiano che accetta più rischio
- Età: prevalentemente under 50, con picco nella fascia 18-37 anni
- Motivazione principale: compensare l’erosione inflazionistica e i rendimenti reali negativi
- Aspettativa di rendimento: superiore al 10% annuo
- Asset preferiti: azionario tecnologico, biotech, fondi tematici, criptovalute
- Approccio: maggiore apertura verso asset class nuove ed emergenti
L’opzione crypto: quanto interessa agli italiani
I tassi zero o negativi stanno mettendo in luce anche opzioni alternative ai mercati tradizionali. Il 21% degli investitori italiani ha dichiarato che investirebbe in criptovalute. Il dato sale al 34% tra i rispondenti con 18-37 anni, mentre si ferma al 19% e al 21% rispettivamente per le fasce 38-50 e over 50.
Proprio per intercettare rendimenti più elevati, molte persone stanno investendo in asset che prima ritenevano troppo rischiosi. Le criptovalute rappresentano l’esempio più evidente di questa tendenza: strumenti ad alta volatilità, ma capaci di generare rendimenti significativi in determinati contesti di mercato.
I nuovi investimenti: il podio delle scelte degli italiani
Nel dettaglio, a formare il podio delle tre tipologie di nuovi investimenti effettuati per la prima volta dagli investitori italiani sono settori nuovi ed emergenti:
- Titoli azionari biotech e farmaceutici — primo posto con il 23%
- Fondi esposti ai veicoli elettrici — secondo posto con il 21%
- Titoli internet e tecnologici — terzo posto con il 20%
- Criptovalute — quarto posto con il 16%
Al pari di quelli globali, gli investitori italiani più aperti nei confronti degli asset ad alto rischio nutrono anche maggiore interesse verso i titoli di internet e tecnologici. Si tratta di settori che promettono crescita strutturale nel lungo periodo, ma che richiedono anche una maggiore tolleranza alle oscillazioni di breve termine.
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Il commento dell’esperta: rischiare con consapevolezza
Lesley-Ann Morgan, Head of Multi-Asset Strategy at Schroders, ha così commentato i risultati del report: “La nostra ricerca segnala che molte persone sentono ora di dover accettare rischi maggiori nella caccia ai rendimenti. Le condizioni economiche sfidanti alle quali abbiamo assistito nel corso dell’ultimo anno hanno probabilmente influenzato questa tendenza. Non stupisce che, in uno scenario di bassi tassi di interesse, le scelte di investimento più rischiose siano diventate più attraenti, soprattutto per gli investitori più giovani. Gli investitori sono anche stati spronati a prendere in considerazione una gamma più ampia di asset class. Nel complesso, i dati mostrano che la quota di investitori italiani disposti ad assumersi maggiori rischi è aumentata. Tuttavia è importante che tali maggiori rischi vengano approcciati con giudizio e consapevolezza”.
Il monito è chiaro: la propensione al rischio può essere razionale e persino necessaria in certi contesti di mercato, ma deve essere accompagnata da una solida comprensione degli strumenti scelti e da una strategia di portafoglio coerente con i propri obiettivi e il proprio orizzonte temporale.
Investimenti e incertezza: cosa fare concretamente
Se l’incertezza aumenta la voglia di rischiare degli italiani sui mercati, è fondamentale che questa spinta si traduca in scelte informate e non in speculazione improvvisata. Alcuni principi guida:
- Diversificare il portafoglio: non concentrare tutto su un singolo asset o settore, anche se promettente
- Valutare l’orizzonte temporale: gli investimenti ad alto rischio richiedono tempo per esprimere il loro potenziale
- Comprendere la propria tolleranza al rischio: non basta voler guadagnare di più, bisogna essere pronti a sopportare eventuali perdite temporanee
- Affidarsi a consulenti qualificati: soprattutto quando si esplorano asset class nuove come le criptovalute o i fondi tematici
- Monitorare regolarmente il portafoglio: i mercati cambiano rapidamente e le allocazioni vanno ribilanciate nel tempo
FAQ: investimenti e propensione al rischio degli italiani
Perché l’incertezza aumenta la voglia di rischiare degli italiani sui mercati?
In un contesto di inflazione elevata e tassi reali bassi o negativi, restare fermi su strumenti conservativi significa perdere potere d’acquisto. Molti investitori italiani preferiscono quindi accettare un rischio maggiore pur di ottenere rendimenti che compensino l’erosione inflazionistica.
Quali sono gli investimenti più scelti dagli italiani in cerca di rendimento?
I settori più gettonati sono biotech e farmaceutico, veicoli elettrici, tecnologia e internet. Le criptovalute sono in crescita soprattutto tra i giovani under 37.
I giovani italiani sono davvero più propensi al rischio?
Sì. I dati mostrano che il 40% degli investitori italiani tra 18 e 37 anni è disposto a investire in asset ad alto rischio per cercare rendimenti, contro percentuali significativamente più basse nelle fasce d’età più avanzate.
Investire in criptovalute è una scelta diffusa tra gli italiani?
Il 21% degli investitori italiani ha dichiarato interesse per le criptovalute, con una concentrazione molto più alta (34%) tra i giovani. Si tratta di una quota in crescita, ma ancora minoritaria rispetto ad altri asset class.
Come si può rischiare in modo consapevole sui mercati finanziari?
Diversificando il portafoglio, scegliendo strumenti coerenti con il proprio orizzonte temporale e la propria tolleranza alle perdite, e affidandosi a consulenti finanziari qualificati per le scelte più complesse.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.