ESG: italiani temono un rialzo dei prezzi a causa delle politiche green

Gli italiani temono un rialzo dei prezzi a causa delle politiche green: il 44% rifiuta misure ESG che aumentino le disuguaglianze. Ecco cosa dice l'Osservatorio Censis-Assogestioni e come la finanza sostenibile può fare la differenza.

Pubblicato 20 Dicembre 2021 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:09

La maggioranza degli italiani ha paura del cambiamento climatico, in particolare dell’aumento sopra 1,5 gradi della temperatura della Terra. Eppure, quando si tratta di scegliere tra tutela dell’ambiente e tenuta del portafoglio, la bilancia pende spesso verso il secondo piatto. Gli italiani temono un rialzo dei prezzi a causa delle politiche green: se bloccare il riscaldamento globale significa pagare di più energia, beni e servizi, allora — per molti — bisognerà cercare altre strade.

Il nodo centrale: sostenibilità sì, ma non a scapito del potere d’acquisto

Il taglio del potere d’acquisto causato da una cosiddetta inflazione a trazione green e la prospettiva di una decrescita economica in cambio di politiche ambientali più stringenti sono spettri che inquietano una fetta consistente della popolazione. La paura del cambiamento climatico, per quanto reale e diffusa, non basta a far accettare scelte che riducano il benessere individuale.

Se i combustibili fossili sono condannati in linea di principio, le alternative che fanno lievitare i prezzi non raccolgono consensi. Del resto, il 44,0% degli italiani è contrario a pratiche all’insegna della sostenibilità che determinino ulteriori iniquità sociali: un dato che fotografa con chiarezza la tensione tra ambizione ecologica e giustizia distributiva.

👉 Leggi anche: Inflazione a +4,2% a settembre 2026: energia a +22,3%, alimentari in rialzo

ESG: italiani temono un rialzo dei prezzi a causa delle politiche green, ma guardano alla finanza come soluzione

Come uscire da questa contraddizione? Per molti italiani la risposta passa anche per la finanza sostenibile. È quanto emerge dall’Osservatorio sulla sostenibilità realizzato dal Censis in collaborazione con Assogestioni, l’associazione italiana delle società di gestione del risparmio.

I dati principali della ricerca:

  • Il 76,6% degli italiani ritiene che la finanza giocherà un ruolo importante nella transizione ecologica, perché il collasso ambientale costituirebbe una minaccia per gli stessi investimenti.
  • Il 64,4% dichiara di sapere poco o niente degli investimenti sostenibili ESG (Environmental, Social and Governance).
  • Il 63,4% ne ha solo sentito parlare, senza approfondire.
  • Il 84,6% chiede chiarezza e semplicità delle informazioni sugli investimenti ESG per poterli apprezzare davvero.
  • Il 72,5% vede nella consulenza finanziaria un attore positivo, capace di promuovere la finanza sostenibile.

Cosa sono gli investimenti ESG e perché contano

Gli investimenti ESG valutano le aziende non solo sulla base dei rendimenti finanziari, ma anche secondo tre criteri fondamentali:

👉 Leggi anche: Case green, l'Ue apre procedura di infrazione contro l'Italia: cosa rischia Roma

  • Environmental (Ambientale): impatto sull’ambiente, emissioni di CO₂, gestione delle risorse naturali.
  • Social (Sociale): condizioni di lavoro, rispetto dei diritti umani, impatto sulle comunità locali.
  • Governance: trasparenza aziendale, composizione dei consigli di amministrazione, lotta alla corruzione.

Orientare anche solo una parte dei 1.600 miliardi di euro che le famiglie italiane tengono fermi sui conti correnti — cresciuti del 5% rispetto all’anno precedente — verso prodotti finanziari ESG rappresenterebbe un boost straordinario per la transizione ecologica. Il potenziale c’è; manca ancora la consapevolezza diffusa.

Il ruolo chiave dei consulenti finanziari

Informare, consigliare, orientare i risparmiatori: è questo ciò che gli italiani si aspettano dai professionisti della finanza. Il 72,5% degli intervistati indica la consulenza finanziaria come leva principale per avvicinare il grande pubblico agli strumenti ESG.

La sfida è duplice: da un lato abbattere la diffidenza verso politiche green percepite come costose; dall’altro dimostrare che investire in modo sostenibile non significa rinunciare al rendimento, ma anzi ridurre i rischi di lungo periodo legati alla crisi climatica stessa.

FAQ: ESG e politiche green, le domande più frequenti degli italiani

Le politiche green fanno davvero aumentare i prezzi?
Nel breve periodo alcune misure — come la carbon tax o i sussidi alle rinnovabili — possono incidere sui costi energetici. Nel lungo periodo, tuttavia, la transizione ecologica punta a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, storicamente volatili e soggetti a shock di prezzo.
Gli investimenti ESG rendono meno di quelli tradizionali?
Non necessariamente. Diversi studi mostrano che i portafogli ESG hanno retto bene anche nelle fasi di turbolenza dei mercati, proprio perché escludono aziende esposte a rischi regolatori e reputazionali elevati.
Come posso iniziare a investire in modo sostenibile?
Il primo passo è rivolgersi a un consulente finanziario abilitato, che possa illustrare i prodotti ESG disponibili — fondi comuni, ETF, obbligazioni green — in base al proprio profilo di rischio e agli obiettivi di investimento.
Cosa si intende per inflazione green?
Con il termine greenflation si indica l’aumento dei prezzi generato dalla transizione energetica: dalla domanda crescente di materie prime critiche (litio, cobalto, rame) ai costi di adeguamento delle infrastrutture industriali agli standard ambientali più severi.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.