Energia: i rincari mettono in difficoltà 4 milioni di famiglie, quasi 4 su 10 nel Sud

I rincari dell'energia mettono in difficoltà 4 milioni di famiglie italiane: quasi 4 su 10 nel Sud sono in povertà energetica. Cause, misure adottate e soluzioni possibili.

Pubblicato 28 Marzo 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:56

I rincari dell’energia continuano a pesare in modo drammatico sui bilanci delle famiglie italiane. Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA sui dati del Rapporto OIPE, si stima che in Italia siano 4 milioni i nuclei familiari in difficoltà energetica: famiglie che si trovano nell’impossibilità di garantirsi il minimo indispensabile di beni e servizi energetici, dal riscaldamento all’illuminazione fino all’utilizzo degli elettrodomestici. Una condizione che costringe spesso a scegliere tra mettere insieme un pasto e pagare le bollette.

Quasi 4 famiglie su 10 in difficoltà nel Sud Italia

La situazione più critica si concentra nel Mezzogiorno, dove la frequenza della povertà energetica oscilla tra il 24 e il 36 per cento delle famiglie residenti in quell’area. In termini pratici, quasi 4 famiglie su 10 nel Sud non riescono a sostenere i costi energetici di base. Un dato allarmante che fotografa una frattura sempre più profonda tra il Nord e il Sud del Paese, aggravata dall’ondata di rincari che ha investito luce, gas e carburanti.

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Perché i rincari mettono in difficoltà 4 milioni di famiglie

Le cause della povertà energetica sono molteplici e si intrecciano tra loro:

  • Redditi bassi e instabili: le famiglie con entrate ridotte non riescono ad assorbire gli aumenti delle tariffe energetiche.
  • Abitazioni poco efficienti: molti immobili, soprattutto nel Sud, presentano scarsa coibentazione e impianti obsoleti che aumentano i consumi.
  • Dipendenza dai combustibili fossili: gas e carburanti restano la principale fonte energetica per milioni di nuclei, esponendoli direttamente alle oscillazioni dei mercati internazionali.
  • Assenza di alternative accessibili: le fonti rinnovabili e le tecnologie di risparmio energetico restano spesso fuori dalla portata economica delle famiglie più vulnerabili.

La richiesta alla politica: un tetto ai rincari

Alla luce di questi dati, la CGIA ha lanciato un appello chiaro al governo e alle istituzioni europee: non è più rinviabile l’introduzione di un tetto all’aumento dei prezzi dell’energia. Il Consiglio europeo ha finora optato per una consultazione urgente dei soggetti coinvolti, valutando le opzioni disponibili nel quadro del regolamento (UE) 2019/943, che affida la fissazione dei prezzi al mercato. Nel frattempo, tra le misure allo studio figurano la tassazione temporanea e la regolamentazione degli extraprofitti delle imprese energetiche, da destinare al finanziamento di misure compensative per famiglie e imprese.

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Le misure già adottate: bonus bollette e altri interventi

Sul fronte delle misure concrete già in campo, il governo ha introdotto una serie di interventi per alleggerire il peso dei rincari:

  • Bonus bollette per le famiglie con ISEE inferiore a 12.000 euro (soglia innalzata rispetto agli 8.265 euro iniziali), che riduce il costo delle bollette di luce e gas.
  • Rateizzazione delle bollette per le utenze domestiche, per spalmare i pagamenti nel tempo.
  • Azzeramento degli oneri di sistema in bolletta, con una riduzione significativa della spesa mensile.
  • IVA ridotta al 5% sul gas, per abbassare direttamente il costo finale per i consumatori.
  • Stanziamenti complessivi nell’ordine di decine di miliardi di euro destinati a famiglie e imprese per contrastare il caro energia e carburante.

Si tratta di risorse importanti, ma che secondo la CGIA restano ancora insufficienti a mitigare efficacemente l’impatto dei rincari sulle famiglie più vulnerabili, in particolare quelle del Mezzogiorno.

Cosa si può fare: le strade percorribili

Per affrontare strutturalmente il problema della povertà energetica e proteggere i 4 milioni di nuclei in difficoltà, gli esperti indicano alcune direzioni prioritarie:

  • Ampliare la platea dei beneficiari del bonus sociale energia, abbassando ulteriormente le soglie ISEE o introducendo criteri aggiuntivi legati alla composizione del nucleo familiare.
  • Accelerare i programmi di efficienza energetica per le abitazioni a basso reddito, riducendo i consumi alla fonte.
  • Introdurre un meccanismo europeo di price cap sull’energia, che stabilizzi i prezzi al di sopra di una soglia massima concordata.
  • Rafforzare le misure di sostegno specifiche per il Sud, dove la concentrazione della povertà energetica è più elevata.

FAQ: energia e famiglie in difficoltà

Quante famiglie italiane sono in difficoltà a causa dei rincari energetici?
Secondo le stime della CGIA basate sui dati del Rapporto OIPE, sono circa 4 milioni i nuclei familiari che si trovano in condizione di povertà energetica in Italia.
Perché il Sud è più colpito dai rincari dell’energia?
Nel Mezzogiorno la povertà energetica riguarda tra il 24 e il 36% delle famiglie, ovvero quasi 4 su 10, a causa di redditi mediamente più bassi, abitazioni meno efficienti e una minore capacità di accesso a tecnologie di risparmio energetico.
Cos’è il bonus bollette e chi può richiederlo?
Il bonus bollette è un’agevolazione che riduce il costo delle forniture di luce e gas per le famiglie con ISEE fino a 12.000 euro. Viene applicato automaticamente dall’INPS in base ai dati della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
Cosa si intende per tetto ai rincari dell’energia?
Si tratta di un meccanismo — discusso a livello europeo — che fissa un prezzo massimo oltre il quale le tariffe energetiche non possono salire, proteggendo famiglie e imprese dalle oscillazioni più violente del mercato.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.