Donazione ai figli, basta questo piccolo errore ed è nulla: l’annuncio della Cassazione

Donazione ai figli nulla: la Cassazione avverte che un bonifico o una delega bancaria non bastano. Scopri qual è il piccolo errore da evitare e come fare una donazione valida.

Pubblicato 14 Aprile 2026 Aggiornato 18 Ottobre 2026 06:16

Donazione ai figli, basta questo piccolo errore ed è nulla: è l’annuncio della Cassazione che sta cambiando la prospettiva di milioni di italiani. Trasferire denaro a un figlio — con un bonifico, un assegno o una delega bancaria — sembra un gesto semplice e spontaneo. Ma alla luce delle ultime pronunce degli Ermellini, quell’operazione può rivelarsi giuridicamente inesistente, con conseguenze economiche pesanti anche a distanza di anni.

Il principio ribadito dalla Cassazione è netto e rompe una convinzione diffusa: il passaggio di denaro tramite banca non equivale automaticamente a una donazione valida. Senza il rispetto della forma prevista dalla legge, quella somma può essere richiesta indietro, interessi compresi, anche da eredi o creditori che non erano presenti al momento del trasferimento.

Donazione ai figli nulla: il caso che ha fatto scattare l’allarme

La vicenda esaminata nasce da una disputa ereditaria tutt’altro che rara. Una somma consistente — 100.000 euro — era stata prelevata da un conto cointestato attraverso una delega bancaria. Chi aveva ricevuto il denaro sosteneva si trattasse di una liberalità, una scelta volontaria dei titolari del conto.

Ma la prova non ha retto. Prima la Corte d’Appello e poi la Cassazione hanno chiarito un punto che oggi diventa centrale: non basta dimostrare che il denaro sia stato trasferito con il consenso. Serve dimostrare che la donazione sia stata fatta nel modo corretto. E qui si apre il vero nodo.

Il trasferimento bancario, spiegano i giudici, è solo uno strumento tecnico. Un mezzo, non la causa. È la banca che esegue un ordine, non che certifica un atto giuridico.

quando donazione ai figli è nulla
A cosa occorre fare attenzione – finanza.com

Questo significa che un bonifico, un assegno o una delega non sostituiscono l’atto pubblico richiesto dalla legge per le donazioni di un certo valore. Senza quel passaggio formale, manca il fondamento giuridico dell’operazione. Il risultato è concreto: la somma può essere considerata priva di titolo e quindi da restituire.

Qual è il piccolo errore che rende nulla la donazione ai figli

L’errore è uno solo, ma è decisivo: non passare dal notaio. Molti genitori credono che un bonifico con causale «donazione» o una delega bancaria firmata davanti ai testimoni sia sufficiente. Non lo è. La Cassazione lo ribadisce con forza: la forma scritta informale non vale.

Ecco gli errori più comuni che rendono nulla una donazione ai figli:

  • Bonifico bancario senza atto notarile — il trasferimento avviene, ma l’atto giuridico sottostante è nullo.
  • Delega bancaria usata per prelevare somme rilevanti — come nel caso esaminato dalla Cassazione, non costituisce prova di donazione valida.
  • Scrittura privata tra le parti — non sostituisce l’atto pubblico richiesto dall’art. 782 c.c.
  • Assegno intestato al figlio con causale «regalo» — vale come pagamento, non come donazione formalmente valida se la somma supera il modico valore.

La regola è semplice: se la somma non è di modico valore, serve il notaio. Punto.

Quando serve il notaio (e quando no)

Il punto di equilibrio è fissato dall’articolo 782 del codice civile. Le donazioni di valore significativo devono essere formalizzate con atto pubblico davanti a un notaio, alla presenza di due testimoni. In assenza di questa forma, l’atto è nullo.

Esiste una sola eccezione: le donazioni di modico valore. Ma qui non esistono cifre fisse. La valutazione è relativa e dipende dalle condizioni economiche di chi dona.

Ciò che per un patrimonio elevato può sembrare una cifra trascurabile, per un risparmiatore medio può diventare una somma rilevante. Ed è proprio su questo terreno che si giocano molte contestazioni.

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Nel caso analizzato, i 100.000 euro sono stati considerati tutt’altro che modici. Da qui l’obbligo di passare dal notaio, che non c’è stato.

In sintesi:

  • Donazione di modico valore → nessuna formalità obbligatoria, ma la soglia è soggettiva.
  • Donazione di valore significativo → atto pubblico notarile con due testimoni, obbligatorio.
  • Donazione indiretta (es. pagamento del mutuo del figlio) → può sfuggire all’obbligo formale, ma va valutata caso per caso.

I rischi che arrivano dopo: restituzione e imprescrittibilità

Le conseguenze non si fermano alla restituzione del capitale. Se la donazione viene dichiarata nulla, chi ha ricevuto il denaro può essere chiamato a restituire anche i frutti maturati nel tempo, come interessi o rendimenti generati dalla somma ricevuta.

Ma c’è un elemento che pesa ancora di più: l’azione di nullità è imprescrittibile. Non ha scadenza. Può essere avviata anni dopo, da eredi o creditori, riaprendo situazioni che sembravano ormai definite e chiuse.

È un rischio concreto, che riguarda non solo i rapporti familiari ma anche il patrimonio complessivo del beneficiario. Pensiamo a un figlio che ha investito quella somma, acquistato un immobile o avviato un’attività: tutto potrebbe essere rimesso in discussione.

Il messaggio che emerge è chiaro: affidarsi alla sola operazione bancaria non basta. La convinzione che un bonifico «sistemi tutto» non regge alla prova del diritto.

Come fare una donazione ai figli in modo valido: la procedura corretta

Per evitare che la donazione ai figli sia nulla, la procedura da seguire è la seguente:

  1. Valutare l’entità della somma rispetto al proprio patrimonio complessivo, per capire se si rientra nel «modico valore».
  2. Rivolgersi a un notaio per redigere l’atto pubblico di donazione.
  3. Prevedere due testimoni presenti alla firma, come richiesto dalla legge.
  4. Registrare l’atto e pagare le eventuali imposte di donazione (con le franchigie previste per i figli: 1 milione di euro per genitore).
  5. Conservare tutta la documentazione, anche in vista di future successioni.

Solo seguendo questi passaggi la donazione ai figli è giuridicamente valida e non potrà essere impugnata come nulla.

FAQ: donazione ai figli e nullità, le domande più frequenti

Un bonifico bancario è sufficiente per donare denaro a un figlio?

No. Secondo la Cassazione, il bonifico è solo uno strumento tecnico di trasferimento. Se la somma supera il modico valore, serve l’atto pubblico notarile. Senza di esso, la donazione è nulla.

Quanto vale il «modico valore» per una donazione?

Non esiste una soglia fissa. Il modico valore si valuta in relazione alle condizioni economiche del donante. Per un patrimonio medio, anche poche migliaia di euro possono non essere considerate di modico valore dal giudice.

Dopo quanti anni si può impugnare una donazione nulla?

L’azione di nullità è imprescrittibile: non ha scadenza. Può essere avviata in qualsiasi momento, anche decenni dopo il trasferimento, da eredi o creditori.

La donazione indiretta (es. pagare il mutuo del figlio) è valida senza notaio?

Le donazioni indirette seguono regole diverse e possono non richiedere la forma notarile. Tuttavia, la valutazione dipende dalla struttura concreta dell’operazione ed è sempre consigliabile consultare un professionista.

Quali imposte si pagano sulla donazione ai figli?

La donazione ai figli è soggetta all’imposta sulle donazioni, ma con una franchigia di 1 milione di euro per ciascun genitore. Oltre tale soglia si applica un’aliquota del 4% sull’eccedenza.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.