Bitcoin sfiora i 69mila dollari: le parole di Trump sulla guerra con l’Iran riaccendono le criptovalute
Bitcoin torna a muoversi con decisione e si riavvicina ai 70.000 dollari, in un contesto globale che resta instabile ma che intravede spiragli di distensione.
Il mercato delle criptovalute reagisce alle parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha parlato apertamente di una possibile fine del conflitto con l’Iran nel giro di poche settimane. Un segnale che ha immediatamente riacceso l’interesse sugli asset più rischiosi.
Alle 07:24 italiane, Bitcoin ha toccato quota 68.807,8 dollari, registrando un rialzo vicino al 2% e guidando il recupero dell’intero comparto crypto.
Le dichiarazioni di Trump muovono i mercati
Le parole arrivate da Washington hanno avuto un impatto diretto sui mercati finanziari. Trump ha dichiarato che le operazioni militari contro l’Iran potrebbero concludersi entro due o tre settimane, sostenendo che gli obiettivi americani sono stati raggiunti.
Una posizione che lascia però ancora margini di incertezza, soprattutto sul tema dello Stretto di Hormuz, nodo cruciale per il traffico globale di petrolio. La possibilità di una riapertura resta poco chiara, mentre Teheran ha fatto intendere che potrebbe introdurre pedaggi per il passaggio.
In questo scenario, i mercati si muovono tra prudenza e opportunità, con gli investitori pronti a rientrare sugli asset più volatili non appena percepiscono segnali di stabilizzazione geopolitica.
Bitcoin più forte dell’oro nel breve periodo
Nonostante un mese di marzo caratterizzato da movimenti contenuti, Bitcoin ha mostrato una tenuta superiore rispetto ad altri asset rifugio. In particolare, ha performato meglio dell’oro dall’inizio del conflitto, confermando il suo ruolo sempre più ibrido tra bene speculativo e asset alternativo.
Il mercato resta però sensibile al tema dell’inflazione energetica. L’aumento dei prezzi legati al petrolio e al gas, conseguenza diretta delle tensioni con l’Iran, continua a rappresentare un fattore di rischio.
Un contesto che potrebbe spingere le banche centrali verso politiche più restrittive, scenario storicamente sfavorevole per le criptovalute.
Parallelamente, emergono nuovi interrogativi sul futuro tecnologico del settore. Un recente documento pubblicato da Google ha evidenziato come le criptovalute possano essere più vulnerabili del previsto ai progressi del calcolo quantistico.
Secondo i ricercatori, la crittografia su cui si basa Bitcoin potrebbe essere violata con meno risorse rispetto alle stime iniziali. Si parla di meno di 500.000 qubit fisici, un dato significativamente inferiore rispetto alle ipotesi precedenti.
Ad oggi, questa tecnologia non è ancora disponibile su larga scala, ma le proiezioni indicano possibili sviluppi entro il 2029. Un orizzonte che spinge già oggi il settore a valutare soluzioni di crittografia post-quantistica.
Il movimento positivo non riguarda solo Bitcoin. L’intero mercato crypto segue il trend, sostenuto dalle aspettative di una de-escalation.
Ethereum sale del 4,2% a 2.148,85 dollari, mentre XRP guadagna il 2,8%. Anche Solana, Cardano e BNB registrano rialzi compresi tra l’1% e il 2,5%.
Tra le memecoin, Dogecoin cresce del 2,7%, mentre il token legato a Trump resta stabile.