Bitcoin come riserva della banca centrale del Brasile: la discussione è iniziata

Bitcoin come riserva della banca centrale del Brasile: la discussione è iniziata con la prima udienza pubblica sulla proposta di legge che punta a convertire il 5% delle riserve nazionali in BTC. Pro, contro e iter legislativo.

Pubblicato 25 Agosto 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 09:07

Arrivano interessanti novità dal Brasile, Paese da tempo finito sotto i riflettori della comunità crypto, in particolare per la possibilità di pagare le tasse tramite criptovalute e la quotazione di ETF in borsa. Ha preso il via, infatti, la discussione relativa all’introduzione di una riserva nazionale in Bitcoin, a sua volta detenuta dalla banca centrale. Bitcoin come riserva della banca centrale del Brasile: la discussione è ufficialmente iniziata e il dibattito è già acceso.

La proposta di legge presentata dal deputato del Partito Liberale Eros Biondini, su cui si è tenuta la prima udienza pubblica nel Paese, punta a trasformare il 5% delle attuali riserve statali in Bitcoin. Si tratta di un progetto audace, che se approvato avrebbe un impatto notevole sull’intero universo crypto e potrebbe aprire la strada ad altri Paesi.

Bitcoin come riserva della banca centrale del Brasile: di cosa si tratta

La proposta prevede che la Banca Centrale del Brasile detenga una quota pari al 5% delle riserve nazionali in Bitcoin. L’obiettivo dichiarato è diversificare le riserve sovrane, ridurre l’esposizione al dollaro statunitense e posizionare il Brasile come pioniere nell’adozione istituzionale delle criptovalute a livello globale.

Il progetto si inserisce in un contesto più ampio: il Brasile è già uno dei mercati crypto più vivaci dell’America Latina, con ETF su Bitcoin quotati in borsa e un quadro normativo in evoluzione che consente il pagamento delle imposte in criptovalute in alcune giurisdizioni locali.

In Brasile si apre la discussione sulla riserva nazionale in Bitcoin

Nel corso della prima udienza pubblica, come era lecito aspettarsi, la proposta di legge sulla riserva nazionale in Bitcoin ha raccolto pareri contrastanti. Da una parte si registra il semaforo rosso tra i rappresentanti della banca centrale del Brasile, dall’altra i pareri favorevoli delle persone coinvolte direttamente nella legge e, più in generale, vicine al mercato delle criptovalute.

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Il numero uno della divisione riserve della banca centrale del Brasile, Luis Guilherme Siciliano, ha messo le mani avanti, sottolineando come secondo il Fondo Monetario Internazionale il Bitcoin non è un asset finanziario, di conseguenza diventa inutilizzabile come riserva.

Guarda invece alla riserva nazionale in Bitcoin con rinnovata fiducia il capo di gabinetto del vice-presidente Geraldo Alckmin. Secondo la sua visione, Bitcoin è da considerarsi un rimedio per i problemi che caratterizzano l’attuale sistema monetario.

I pro e i contro della riserva in Bitcoin secondo gli esperti

Il dibattito in corso in Brasile rispecchia una divisione che si registra a livello internazionale ogni volta che si parla di Bitcoin come riserva strategica di Stato. Ecco i principali argomenti emersi durante l’udienza pubblica:

Argomenti a favore

  • Diversificazione delle riserve: ridurre la dipendenza dal dollaro e da asset tradizionali come l’oro.
  • Protezione dall’inflazione: Bitcoin, con la sua offerta massima fissata a 21 milioni di unità, è visto da molti come riserva di valore a lungo termine.
  • Posizionamento strategico: adottare Bitcoin ora significherebbe anticipare una tendenza globale che potrebbe accelerare nei prossimi anni.
  • Segnale ai mercati internazionali: una mossa simile potrebbe attrarre investimenti e capitali nel settore tech e crypto brasiliano.

Argomenti contro

  • Volatilità elevata: Bitcoin può perdere o guadagnare decine di punti percentuali in pochi mesi, caratteristica incompatibile con la gestione prudente delle riserve sovrane.
  • Classificazione FMI: secondo il Fondo Monetario Internazionale, Bitcoin non rientra nella categoria degli asset finanziari riconosciuti per le riserve ufficiali.
  • Rischi operativi e di custodia: detenere Bitcoin a livello istituzionale richiede infrastrutture di sicurezza complesse e standard di governance ancora in via di definizione.
  • Incertezza regolatoria globale: il quadro normativo internazionale sulle criptovalute è ancora frammentato.

Cosa succede adesso: il percorso legislativo

Nel corso delle prossime settimane, la proposta di legge potrebbe essere discussa anche da altre commissioni parlamentari, per poi finire al voto prima del Congresso e poi del Senato. Si tratta di un iter lungo e non privo di ostacoli, ma il semplice fatto che la discussione sia iniziata a livello istituzionale rappresenta già un segnale importante per il mercato crypto globale.

Vale la pena ricordare che iniziative simili sono state avanzate anche in altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti, dove il dibattito su una riserva strategica nazionale in Bitcoin ha guadagnato terreno a livello federale. Il Brasile si inserisce dunque in una tendenza internazionale che potrebbe ridefinire il ruolo delle criptovalute nella finanza pubblica mondiale.

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FAQ: Bitcoin come riserva della banca centrale del Brasile

Di cosa si occupa la proposta di legge brasiliana su Bitcoin?

La proposta, presentata dal deputato Eros Biondini, prevede che il Brasile converta il 5% delle proprie riserve nazionali in Bitcoin, affidandone la custodia alla Banca Centrale del Paese.

La banca centrale del Brasile è favorevole alla riserva in Bitcoin?

No, almeno per ora. Il responsabile della divisione riserve della Banca Centrale ha espresso contrarietà, citando la classificazione del FMI secondo cui Bitcoin non è un asset finanziario riconoscibile come riserva ufficiale.

Quando potrebbe essere approvata la legge?

Il percorso legislativo è ancora nelle fasi iniziali. La proposta dovrà passare per ulteriori commissioni, poi al voto del Congresso e infine del Senato. I tempi potrebbero essere lunghi e l’esito rimane incerto.

Il Brasile è il primo Paese a discutere una riserva nazionale in Bitcoin?

No. Anche gli Stati Uniti e altri Paesi hanno avviato discussioni simili. Il Brasile si inserisce in una tendenza globale crescente che vede Bitcoin sempre più al centro del dibattito sulla finanza pubblica internazionale.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.