Finanza Personale Casa Mutui: tornano di moda le surroghe, dopo la decisione della Bce

Mutui: tornano di moda le surroghe, dopo la decisione della Bce

È tempo di check-up e di surroghe per i mutui. La decisione della Bce di alzare i tassi d’interessi fa sentire i suoi effetti direttamente sull’Euribor, che ha raggiunto lo 0,92 per le scadenze ad un mese e l’1,42 per le scadenze a tre mesi. Sono dei livelli sensibilmente alti, almeno rispetto al recente passato. Ma sono contenuti rispetto alle medie storiche.

Per il momento questi livelli non hanno ancora condizionato in maniera significativa la dinamica delle erogazioni, almeno per quelle che coinvolgono la prima casa.

Mutui, è tempo di check-up

La stretta della Bce ha indotto molti consumatori a far ritorno alle surroghe. Nel mese di ottobre sono arrivate a coprire un terzo delle richieste totali di mutuo, toccando quota 32,7%. A mettere in evidenza questi dati è l’Osservatorio di MutuiOnline.it, che ha messo in evidenza, inoltre, che la richiesta delle surroghe è arrivata a quasi il doppio nel confronto ad un anno e ha registrato un aumento del 13% rispetto al periodo luglio-settembre.

Ma perché c’è tutta questa voglia di surroghe? La stretta monetaria sembra destinata a non esaurirsi, almeno nel breve periodo. Quanti hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile nel corso degli ultimi anni, adesso preferiscono convertirlo in uno a tasso fisso, in modo da franare la corsa al rialzo della rata. L’inflazione che corre a ritmi serrati continua a pesare sulle tasche delle famiglie, le cui finanze sono sempre più sotto pressione. Le surroghe, quindi, diventano una necessità per mettersi al riparo.

Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, tra i mutui richiesti quelli relativi all’acquisto della prima casa scendono di dieci punti percentuali rispetto al terzo trimestre: si attestano al 57%. I finanziamenti per l’acquisto seconda casa si fermano al 5,9% (dal 7,3% di luglio-settembre), la ristrutturazione al 2,7% (dal 3,8%) e il consolidamento e liquidità a un marginale 1,4% (dal 2,0%).

Aumenta la voglia di casa

Da quando è scoppiata la pandemia, gli italiani hanno un maggiore interesse per la casa di proprietà. La tendenza, però, si è leggermente indebolita a fronte di un’inflazione sempre più forte. Anche perché quest’ultima ha influito pesantemente sulle tasche degli italiani e quindi sulla loro possibilità di effettuare degli investimenti.

Per quanto riguarda le classi di importo, nella maggior parte dei casi, non si registrano grandi scostamenti rispetto al passato: le fasce 50.000-100.000 e 100.000-150.000 euro continuano a valere i due-terzi delle richieste totali. Così come è confermata l’età media dei richiedenti, intorno ai 40 anni.

Per quanto riguarda, invece, il tasso medio, per le erogazioni a 20-30 anni, ad ottobre il Tan del variabile si attesta introno al 2,36%, mentre quello fisso e al 3,68%. La differenza è dell’1,3% mentre fino ad aprile si attestava sotto l’1% e questo spiega il ritorno in auge del variabile, che a ottobre ha riguardato il 27,5% delle richieste di mutuo, contro poco più del 10% registrato nel quarto trimestre del 2021.