Finanza Personale Bancomat, il nuovo trucco “del filo” che ti svuota il conto: cosa controllare quando prelevi

Bancomat, il nuovo trucco “del filo” che ti svuota il conto: cosa controllare quando prelevi

9 Aprile 2026 14:30

Non servono hacker, malware o attacchi sofisticati per svuotare un conto corrente. A volte basta un gesto semplice, quasi invisibile, fatto nel momento giusto. È così che sta tornando a diffondersi in diverse città europee la cosiddetta truffa del “filo invisibile”, una tecnica che punta tutto sulla distrazione e su un meccanismo tanto elementare quanto efficace.

Il bersaglio è sempre lo stesso: chi preleva al bancomat senza immaginare che qualcosa, proprio lì davanti, non sta funzionando come dovrebbe.

Come funziona davvero il trucco

Il principio è sorprendentemente banale. I truffatori inseriscono nella fessura del bancomat un sottilissimo filo di nylon o un piccolo dispositivo trasparente. Non blocca la lettura della carta, non impedisce il prelievo. Tutto sembra normale. Il problema arriva alla fine.

Quando l’operazione è conclusa, la carta non viene restituita. Nessun errore evidente, nessun allarme. Solo un’attesa che si prolunga qualche secondo di troppo, poi il vuoto. È in quel momento che scatta la confusione. E con la confusione, il rischio.

A quel punto entra in scena il secondo elemento della truffa: il complice. Si avvicina con naturalezza, spesso con tono rassicurante. Finge di conoscere il problema, suggerisce di riprovare, di inserire il PIN, di seguire una procedura. È un passaggio chiave.

Bancomat, il nuovo trucco "del filo" che ti svuota il conto
A cosa fare sempre attenzione – finanza.com

Nel tentativo di recuperare la carta, la vittima finisce per digitare nuovamente il codice sotto gli occhi di qualcuno che non dovrebbe esserci. Poi, convinta che la carta sia rimasta bloccata all’interno dello sportello e quindi al sicuro, si allontana. È proprio questo l’errore che i truffatori aspettano.

Una volta rimasti soli, rimuovono il dispositivo artigianale, recuperano la carta e, avendo già il PIN, possono utilizzarla immediatamente.

Perché funziona ancora

Non è una tecnica nuova. Versioni simili circolano da anni. Eppure continua a funzionare. Il motivo è semplice: sfrutta un momento di vulnerabilità reale.

Chi si trova davanti a un bancomat che non restituisce la carta entra in uno stato di incertezza. Non sa se è un guasto, un blocco di sicurezza, un errore momentaneo. In quel contesto, l’intervento di qualcuno che “aiuta” appare naturale.

E spesso viene accettato senza troppi sospetti. Funziona ancora meglio in orari serali o nei giorni festivi, quando le filiali sono chiuse e non c’è personale a cui rivolgersi.

Cosa fare quando qualcosa non torna

Il primo segnale da non ignorare è proprio quello più semplice: una resistenza anomala durante l’inserimento della carta o una restituzione che tarda ad arrivare.

In questi casi, la regola è una sola: non farsi guidare da chi è vicino. Non accettare suggerimenti, non digitare il PIN sotto lo sguardo di altri, non allontanarsi pensando che la carta sia al sicuro dentro lo sportello.

Se la carta non viene restituita, va bloccata subito tramite i canali ufficiali della banca. Senza aspettare. È una precauzione che può sembrare eccessiva, ma che fa tutta la differenza.