RC Auto, la tassa sugli infortuni del conducente aumenta del 400%: chi pagherà davvero
RC Auto, la tassa sugli infortuni del conducente aumenta del 400%: aliquota dal 2,5% al 12,5%, un miliardo di arretrati e premi in rialzo fino al 27% al Sud. Chi pagherà davvero e quando entra in vigore.
RC Auto, la tassa sugli infortuni del conducente aumenta del 400%: chi pagherà davvero? La risposta è semplice quanto scomoda: i cittadini. Un emendamento presentato da Matteo Gelmetti di Fratelli d’Italia durante l’esame della legge di bilancio punta a rivedere la tassazione sulla copertura infortuni conducente nelle polizze RC Auto, con un incremento dell’aliquota fiscale di dieci punti percentuali. Il risultato? Centomila euro di gettito fiscale aggiuntivo, un miliardo in arretrati fiscali da recuperare e aumenti fino al 27% sui premi assicurativi al Sud. La misura è destinata a entrare in vigore a gennaio 2026 e riguarda milioni di automobilisti italiani.
Cosa cambia con la nuova aliquota sugli infortuni del conducente
Il cuore della riforma è un aumento deciso dell’aliquota fiscale applicata alla copertura infortuni del conducente: si passa dal 2,5% al 12,5%, un balzo del 400% in termini percentuali. Le compagnie assicurative, formalmente responsabili del versamento, assumeranno il ruolo di sostituti d’imposta e trasmetteranno direttamente i costi ai cittadini, che vedranno lievitare i loro premi in maniera sensibile.
In concreto, chi oggi paga una polizza RC Auto con copertura infortuni conducente si troverà a sostenere un costo aggiuntivo che, secondo le stime di settore, potrebbe tradursi in decine di euro in più all’anno — con picchi ben più elevati nelle regioni del Meridione, dove i premi sono già storicamente più alti.
La tassa sugli infortuni RC Auto: una manovra che penalizza i consumatori
Federconsumatori denuncia con durezza questa mossa come una vera e propria tassa camuffata sui cittadini, sottolineando l’iniquità della proposta in un momento in cui i premi hanno già subito rincari significativi nonostante il calo degli incidenti. Secondo i dati Ania, gli incrementi medi erano già stati del 5,9%, con i costi passati da 354 a 374 euro. Ora, con l’ulteriore aumento dell’aliquota, il peso sui contribuenti rischia di diventare insostenibile, soprattutto per chi risiede nel Meridione, dove gli aumenti stimati raggiungono il 27%.
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Il miliardo di arretrati: cosa rischiano le compagnie assicurative
L’aspetto più controverso della vicenda riguarda la regolarizzazione del passato. L’Agenzia delle Entrate sostiene che le assicurazioni abbiano applicato aliquote insufficienti sin dagli anni Ottanta. Per sanare questa situazione, le compagnie dovranno versare circa un miliardo di euro relativi agli ultimi dieci anni, senza incorrere in sanzioni aggiuntive — a patto di adeguarsi volontariamente.
Chi non si adegua, invece, rischia una maggiorazione fino al 400% in caso di sconfitta nei contenziosi con il Fisco, creando uno scenario di pressione estrema sulle imprese del settore. È proprio questa la dinamica che spiega il titolo: la tassa sugli infortuni del conducente aumenta del 400% non solo per i nuovi contratti, ma come sanzione potenziale per chi ha applicato l’aliquota errata per decenni.
Il circolo vizioso che penalizza i cittadini
Le assicurazioni rimangono così intrappolate in una morsa: obbligate a regolarizzare il passato mentre pressate a scaricare i nuovi oneri sui premi. Il risultato sarà probabilmente un numero minore di cittadini che sceglierà la copertura infortuni conducente, mentre chi la manterrà pagherà significativamente di più. Una dinamica che penalizza soprattutto coloro che non possono rinunciare all’assicurazione obbligatoria, trasformando una manovra di bilancio in un meccanismo di redistribuzione delle risorse dalle tasche dei più deboli.
Chi pagherà davvero l’aumento RC Auto sugli infortuni del conducente
Riepilogando, i soggetti più esposti a questa riforma sono:
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- Gli automobilisti del Sud Italia, dove i premi RC Auto sono già più elevati e l’aumento stimato raggiunge il 27%.
- Chi ha sottoscritto una polizza con copertura infortuni conducente, che vedrà aumentare il costo della garanzia accessoria in modo diretto.
- Le compagnie assicurative, chiamate a versare un miliardo di arretrati e a fare da sostituto d’imposta, con il rischio di una maggiorazione del 400% in caso di contenzioso.
- I consumatori a reddito medio-basso, per i quali la copertura infortuni potrebbe diventare economicamente insostenibile, riducendo la protezione in caso di sinistro.
FAQ: RC Auto e tassa sugli infortuni del conducente
Quando entra in vigore l’aumento dell’aliquota sugli infortuni del conducente?
La misura è prevista per entrare in vigore a gennaio 2026, nell’ambito della nuova legge di bilancio.
Di quanto aumenta la tassa sugli infortuni RC Auto?
L’aliquota fiscale passa dal 2,5% al 12,5%, un incremento del 400% in termini percentuali, che si rifletterà direttamente sui premi pagati dagli automobilisti.
Le compagnie assicurative possono evitare di trasferire il costo ai clienti?
In teoria sì, ma in pratica è improbabile: le assicurazioni devono già far fronte al versamento di circa un miliardo di euro di arretrati fiscali e difficilmente assorbiranno anche il nuovo onere senza ritoccare i premi.
Cosa succede alle compagnie che non si adeguano?
Rischiano una maggiorazione fino al 400% in caso di sconfitta nei contenziosi con l’Agenzia delle Entrate, il che rende l’adeguamento volontario la scelta più conveniente per il settore.
La copertura infortuni conducente è obbligatoria?
No, è una garanzia accessoria facoltativa. Tuttavia, è molto diffusa perché tutela il conducente in caso di sinistro in cui sia responsabile: senza di essa, in caso di incidente colposo, il guidatore non riceve alcun risarcimento per i propri danni fisici.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.