Carte Milioni di persone hanno perso la cittadinanza italiana: la nuova sentenza è una mazzata per gli italiani

Milioni di persone hanno perso la cittadinanza italiana: la nuova sentenza è una mazzata per gli italiani

19 Marzo 2026 14:30

Per oltre un secolo e mezzo, in Italia la cittadinanza è stata una questione di origine familiare. Bastava un genitore italiano.

Un principio semplice, codificato già nel 1865, che ha accompagnato la storia del Paese e della sua vasta diaspora.

Oggi, però, questo pilastro giuridico sembra incrinarsi. La Corte Costituzionale ha infatti dato un primo segnale chiaro: la controversa riforma del 2025, voluta dal governo, non viola in modo evidente i principi costituzionali. Una posizione che, se confermata nella sentenza definitiva attesa nelle prossime settimane, potrebbe cambiare radicalmente il rapporto tra l’Italia e milioni di suoi discendenti nel mondo.

La decisione della Corte e le sue conseguenze

La pronuncia arriva dopo il ricorso sollevato da alcuni giudici, che avevano messo in dubbio la legittimità della nuova normativa. Ma la Corte ha dichiarato le questioni “parzialmente infondate e in parte inammissibili”, di fatto rafforzando l’impianto della legge.

Il risultato è un duro colpo per chi sperava in una difesa piena dello ius sanguinis. “Un intervento molto netto”, lo ha definito il costituzionalista Corrado Caruso, tra i legali contrari alla riforma, sottolineando come le aspettative di una bocciatura siano state disattese.

Cosa cambia davvero per chi nasce all’estero

La nuova normativa introduce un limite preciso: saranno riconosciuti cittadini italiani solo coloro che hanno almeno un genitore o un nonno nato in Italia. Non solo. Per ottenere il riconoscimento, è richiesto che questi antenati non abbiano mai avuto un’altra cittadinanza nei momenti chiave della trasmissione.

Una restrizione significativa, che di fatto interrompe la trasmissione automatica lungo le generazioni più lontane e rende molto più difficile il riconoscimento per milioni di discendenti italiani nel mondo.

Una storia legata all’emigrazione

La questione della cittadinanza è profondamente intrecciata con la storia dell’emigrazione italiana. Tra il 1861 e la Prima guerra mondiale, circa 16 milioni di italiani lasciarono il Paese in cerca di opportunità. Molti di loro, pur vivendo all’estero, mantennero un forte legame identitario con l’Italia, trasmettendo lingua, cultura e cittadinanza ai figli.

Negli anni, questo sistema ha consolidato una comunità globale di italiani e oriundi, spesso desiderosi di ristabilire un legame formale con il Paese d’origine. Le leggi del 1912 e del 1992 avevano rafforzato proprio questo principio, riconoscendo la cittadinanza anche a chi nasceva fuori dai confini nazionali.

Dietro il cambio di rotta ci sono motivazioni pratiche e politiche. Negli ultimi anni, le richieste di cittadinanza sono aumentate in modo esponenziale, mettendo sotto pressione consolati e tribunali.

Le procedure, già complesse, richiedono documenti genealogici dettagliati e tempi di attesa che possono arrivare fino a dieci anni. In molti casi, le famiglie si rivolgono ai tribunali, con costi che possono raggiungere cifre molto elevate.

A pesare è anche la percezione, diffusa in parte del dibattito politico, che molti richiedenti abbiano un legame ormai tenue con l’Italia. Una questione che si intreccia con dinamiche geopolitiche e con il valore del passaporto italiano, tra i più forti al mondo.

La stretta sulla cittadinanza arriva però in un momento delicato per il Paese. L’Italia continua a perdere popolazione e ad invecchiare rapidamente.
Un paradosso demografico(www.finanza.com)

La stretta sulla cittadinanza arriva però in un momento delicato per il Paese. L’Italia continua a perdere popolazione e ad invecchiare rapidamente. Solo nel 2024 oltre 155 mila italiani hanno lasciato il Paese, mentre negli ultimi anni più di mezzo milione di residenti è emigrato.

In alcune aree, soprattutto nel Sud, si è tentato di invertire la tendenza proprio puntando sulla diaspora. Progetti locali hanno cercato di attrarre discendenti italiani per rilanciare territori in declino, con iniziative che ora rischiano di perdere efficacia.