Rottamazione quinquies: Comuni aderiscono entro il 31 luglio 2026 per Tari, Imu, multe e imposte arretrate senza sanzioni

La rottamazione quinquies estende la sanatoria a Imu, Tari, multe e imposte locali. Scopri come i Comuni aderiscono entro il 31 luglio 2026 senza sanzioni.

29 Settembre 2026 09:54

Migliaia di contribuenti italiani si trovano con cartelle esattoriali arretrate relative a Imu, Tari, multe stradali o imposte locali ormai abolite: debiti che si trascinano da anni, gonfiati da sanzioni e interessi che spesso superano il capitale originario. La rottamazione quinquies offre una via d’uscita concreta, estendendo la sanatoria anche ai tributi gestiti dai Comuni attraverso Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), con la possibilità di chiudere i conti pagando solo il dovuto, senza aggravi. Ma c’è una condizione fondamentale: il Comune di residenza deve aver aderito entro il 31 luglio 2026.

Cos’è la rottamazione quinquies e perché riguarda i tributi locali

La rottamazione quinquies è l’ultima evoluzione di uno strumento che il legislatore italiano utilizza periodicamente per consentire ai contribuenti di regolarizzare le posizioni debitorie con il fisco. La novità di questa edizione — approvata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) tramite emendamenti al decreto fiscale — è l’estensione esplicita ai tributi locali affidati in riscossione ad AdER per conto dei Comuni.

In pratica, non si parla solo delle cartelle statali classiche. Rientrano nel perimetro della sanatoria:

  • Imu (Imposta municipale propria), incluse le annualità pregresse contestate o non pagate
  • Tari (Tassa sui rifiuti), spesso oggetto di controversie per calcoli errati o immobili non aggiornati
  • Tasi, l’imposta sui servizi indivisibili formalmente abolita ma i cui arretrati restano esigibili
  • Multe stradali affidate ad AdER per la riscossione coattiva
  • Bollo auto, nelle regioni in cui la riscossione è delegata all’ente nazionale
  • Rette scolastiche e altri proventi non tributari comunali già in mano all’esattore
  • Ogni altra imposta locale abolita i cui debiti pregressi siano ancora iscritti a ruolo

Il vantaggio è immediato e sostanziale: chi aderisce paga il capitale del debito, ma le sanzioni e gli interessi vengono azzerati. Per chi si trova con cartelle vecchie di anni, dove gli interessi di mora hanno moltiplicato l’importo originario, si tratta spesso di un risparmio significativo.

👉 Leggi anche: Rottamazione cartelle, scadenza 31 luglio 2026: cosa rischi se non paghi

Il ruolo dei Comuni: adesione volontaria entro il 31 luglio 2026

La partecipazione alla rottamazione quinquies non è automatica per i Comuni: ogni amministrazione comunale decide autonomamente se aderire o meno. La scadenza per comunicare questa scelta era fissata al 31 luglio 2026.

Questo significa che il primo passo per il contribuente non è presentare domanda, ma verificare se il proprio Comune ha aderito. Un Comune che non ha rispettato la scadenza del 31 luglio non può far rientrare i propri debiti locali nella sanatoria, indipendentemente dalla volontà del cittadino.

Dal punto di vista geografico, la concentrazione delle adesioni risulta maggiore nel Centro-Sud Italia, dove la pressione dei debiti tributari locali è storicamente più elevata e le amministrazioni tendono a valutare positivamente strumenti di riscossione straordinaria. Il Nord, invece, mostra una preferenza per soluzioni alternative, con una percentuale di adesioni più contenuta.

Come funziona la procedura per il contribuente

Una volta accertato che il proprio Comune ha aderito, il contribuente può presentare domanda di adesione alla rottamazione quinquies a partire dal 16 ottobre 2026. Le richieste vengono presentate attraverso i canali di AdER — sia online tramite il portale dell’Agenzia, sia presso gli sportelli fisici.

Rottamazione quinquies: Comuni aderiscono entro il 31 luglio 2026 per Tari, Imu, multe e imposte arretrate senza sanzion
Immagine generata con AI

La procedura segue una logica precisa:

👉 Leggi anche: Tassazione seconda casa 2026: IMU, TARI e quando scatta l'imposta di registro

  1. Verifica della posizione debitoria: consultare il proprio fascicolo su AdER per identificare le cartelle rientranti nel perimetro della sanatoria locale.
  2. Presentazione della domanda: dal 16 ottobre 2026, compilare il modulo di adesione indicando le cartelle che si intende regolarizzare.
  3. Ricezione della comunicazione di AdER: l’Agenzia comunica l’importo dovuto, già depurato da sanzioni e interessi.
  4. Pagamento: in unica soluzione o, se previsto, a rate secondo il piano comunicato.

È importante non confondere le cartelle di competenza statale — già coperte dalla rottamazione quinquies nella sua versione “base” — con quelle di competenza comunale, che rientrano nella sanatoria solo se il Comune ha aderito. Due strumenti con la stessa denominazione, ma con un presupposto diverso: l’adesione dell’ente locale.

Quali debiti restano esclusi

Non tutto rientra nella sanatoria. Alcune categorie di debiti sono escluse per legge anche in questa edizione ampliata:

  • Debiti derivanti da condanne penali o recupero di aiuti di Stato
  • Crediti di natura previdenziale non delegati ad AdER
  • Tributi locali riscossi direttamente dal Comune senza passare per AdER — in questo caso la sanatoria non si applica perché il debito non è tecnicamente “in cartella”
  • Debiti per i quali è già intervenuta una sentenza definitiva di pagamento con pignoramento in corso

Quest’ultimo punto merita attenzione: molti contribuenti del Sud hanno debiti Tari o Imu affidati a società di riscossione private convenzionate con il Comune, non ad AdER. In quel caso, la rottamazione quinquies non si applica e occorre trattare direttamente con l’ente o il concessionario locale.

Perché conviene agire subito

Chi ha debiti tributari locali arretrati ha tutto l’interesse a muoversi rapidamente su due fronti: verificare l’adesione del proprio Comune e preparare la documentazione necessaria per presentare domanda dal 16 ottobre. Per approfondire i dettagli normativi aggiornati, è possibile consultare la sezione dedicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dove vengono pubblicati i provvedimenti attuativi man mano che vengono approvati.

Chi invece scopre che il proprio Comune non ha aderito entro il 31 luglio 2026 non ha alternative nell’ambito di questa sanatoria: potrà solo attendere eventuali future edizioni o valutare la rateizzazione ordinaria dei debiti iscritti a ruolo, che però non prevede la cancellazione delle sanzioni. La differenza tra i due percorsi, in termini economici, può essere sostanziale — soprattutto per chi ha accumulato anni di interessi di mora su tributi come l’Imu o la Tari.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.