Finanza Orcel tra i banchieri più pagati d’Europa: UniCredit spinge il CEO ai vertici delle remunerazioni

Orcel tra i banchieri più pagati d’Europa: UniCredit spinge il CEO ai vertici delle remunerazioni

16 Marzo 2026 20:35

Andrea Orcel entra nel gruppo ristretto dei banchieri più pagati d’Europa. Nel 2025 l’amministratore delegato di UniCredit ha incassato una remunerazione complessiva di 16,4 milioni di euro, una cifra che segna un nuovo record personale e che lo porta quasi perfettamente in linea con Sergio Ermotti, numero uno di UBS.

Il dato emerge dai documenti societari analizzati dal Financial Times e racconta molto più di una semplice classifica di stipendi. Dietro il balzo della retribuzione di Orcel si intravede infatti una trasformazione più ampia del settore bancario europeo, con le banche del Sud Europa tornate protagoniste dopo anni di difficoltà.

Il confronto con gli altri grandi banchieri del continente aiuta a capire come stanno cambiando gli equilibri nel sistema finanziario europeo.

Orcel raggiunge Ermotti tra i banchieri più pagati

Il pacchetto retributivo del CEO di UniCredit ha raggiunto nel 2025 i 16,4 milioni di euro, segnando una crescita del 24% rispetto all’anno precedente. Una cifra che lo colloca ai vertici delle remunerazioni bancarie europee.

Il confronto diretto è con Sergio Ermotti, amministratore delegato di UBS, che nello stesso periodo ha percepito 14,9 milioni di franchi svizzeri, pari a circa 16,5 milioni di euro. I due manager risultano quindi praticamente allineati.

Per Orcel c’è anche un sorpasso simbolico che racconta molto del momento attraversato dal settore bancario europeo. Per la prima volta da quando guida UniCredit, dal 2021, la sua remunerazione supera quella di Ana Botín, presidente esecutiva del gruppo spagnolo Santander, che nel 2025 ha percepito circa 14,8 milioni di euro.

La struttura dello stipendio del CEO UniCredit

La composizione della remunerazione di Orcel riflette il modello utilizzato dalle principali banche europee, dove una parte rilevante del compenso è legata ai risultati.

Dei 16,4 milioni complessivi, circa 11,8 milioni derivano da bonus. Non si tratta però di premi immediatamente liquidabili: vengono pagati interamente in azioni e distribuiti nel tempo con un sistema di differimento che può arrivare fino a otto anni.

Questo meccanismo è stato introdotto negli ultimi anni dalle autorità di vigilanza europee con l’obiettivo di collegare in modo più stretto gli incentivi dei manager alle performance di lungo periodo delle banche.

Secondo i documenti societari citati dal Financial Times, il tetto massimo alla remunerazione del CEO di UniCredit resterà invariato anche nel 2026, confermato a 16,4 milioni di euro.

Il ritorno delle banche dell’Europa del Sud

L’aumento degli stipendi dei vertici bancari italiani e spagnoli non è un fenomeno isolato. È legato anche alla fase positiva che stanno attraversando diversi istituti dell’Europa meridionale.

Dopo essere stati considerati per anni uno dei punti deboli del sistema finanziario europeo, soprattutto dopo la crisi finanziaria del 2008, i gruppi bancari di Italia e Spagna hanno recuperato terreno.

Oggi rappresentano alcune delle realtà più solide del continente. Santander è la banca più grande dell’Europa continentale con una capitalizzazione che sfiora i 141 miliardi di euro, mentre UniCredit è tornata tra gli istituti più rilevanti del panorama europeo.

I risultati economici spiegano questa nuova fase. L’aumento dei margini di interesse, favorito dal ciclo dei tassi più alti, e la crescita delle commissioni hanno spinto gli utili delle principali banche europee.

Anche i mercati finanziari hanno premiato questo andamento. Nel corso del 2025 le azioni UniCredit hanno registrato un rialzo di circa 85%, mentre il titolo Santander ha guadagnato circa 130%.

Parallelamente è tornata anche la stagione delle operazioni straordinarie. Santander ha acquisito nel 2025 la banca britannica TSB e ha ceduto la propria unità polacca, mentre UniCredit ha tentato di espandersi con operazioni più complesse.

Tra queste ci sono stati il tentativo di acquisizione della tedesca Commerzbank e il progetto di integrazione con la banca italiana Banco BPM, iniziative che hanno però incontrato una forte opposizione politica.

Le retribuzioni europee restano lontane da quelle americane

Nonostante l’aumento degli stipendi dei banchieri europei, il confronto con gli Stati Uniti resta impietoso. I compensi dei CEO delle grandi banche americane sono infatti di un ordine di grandezza molto superiore.

Una delle ragioni è di natura regolatoria. Nell’Unione Europea esiste un limite preciso ai bonus dei manager bancari: non possono superare il doppio dello stipendio fisso. Un vincolo che non vale invece per molte banche internazionali.

Negli Stati Uniti, dove il rally dei titoli bancari ha sostenuto le remunerazioni dei vertici, le cifre sono decisamente più elevate.

Nel 2025 Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase, ha ricevuto una remunerazione complessiva di circa 43 milioni di dollari. Ancora più alta quella di David Solomon di Goldman Sachs, arrivata a circa 47 milioni di dollari, mentre Jane Fraser, CEO di Citigroup, ha incassato circa 42 milioni.

Il confronto mostra come il sistema bancario europeo resti più prudente sul fronte delle retribuzioni, anche se negli ultimi anni la distanza con le principali piazze finanziarie globali si è leggermente ridotta.

Nel frattempo il record raggiunto da Orcel rappresenta anche il simbolo di una fase nuova per le banche del Sud Europa, tornate al centro degli equilibri finanziari del continente dopo anni di margini ridotti e bilanci sotto pressione.