Finanza Personale 3 Btp in asta il 12 marzo: info, caratteristiche e qual è il più conveniente

3 Btp in asta il 12 marzo: info, caratteristiche e qual è il più conveniente

11 Marzo 2026 10:00

Il Ministero dell’Economia ha annunciato la riapertura in asta di tre BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), con scadenze comprese tra il 2029 e il 2038.

L’offerta complessiva di questi titoli di Stato, che potrebbe raccogliere fino a 6 miliardi di euro, rappresenta un’opportunità per gli investitori che cercano di diversificare il proprio portafoglio con strumenti sicuri e dall’affidabilità comprovata.

I tre BTP oggetto della riapertura in asta sono distinti per durata e cedola annuale. Il primo BTP, con scadenza al 2029, ha una durata residua di circa 3 anni e una cedola annuale del 2,40%. Il secondo, con scadenza 2033, offre una cedola del 3,15% e una durata residua di 7 anni. Infine, il terzo BTP, che scadrà nel 2038, ha una durata di 15 anni e offre una cedola più alta, pari al 3,25%.

L’importo minimo offerto di ciascun titolo è significativo: 1,75 miliardi di euro per il BTP a 3 anni, 2 miliardi per quello a 7 anni e 1 miliardo per il BTP a 15 anni. L’asta si concluderà il 11 marzo, con la possibilità di prenotare l’acquisto sia presso sportelli bancari e postali, sia attraverso l’home banking, se abilitato alle funzioni di trading.

Perché Investire in BTP?

I BTP rappresentano una delle scelte di investimento più popolari tra i risparmiatori italiani. Il principale vantaggio di questi titoli risiede nel trattamento fiscale agevolato: i rendimenti sono tassati al 12,5%, una percentuale molto inferiore rispetto alla tassazione applicata a molti altri strumenti finanziari, come le azioni, che subiscono una tassazione del 26%. Questo rende i BTP una soluzione attraente per chi desidera una fonte di rendimento a lungo termine, con un rischio relativamente contenuto.

Tuttavia, l’acquisto di BTP richiede una pianificazione accurata. È fondamentale scegliere il titolo giusto in base alla durata e agli obiettivi finanziari personali. Ad esempio, chi ha bisogno di liquidità in un determinato periodo, come per spese familiari o investimenti futuri, dovrà orientarsi verso BTP con scadenze che si allineano a questi obiettivi. Per chi non ha urgenza di liquidità, invece, potrebbe essere più conveniente mantenere i titoli fino alla scadenza, ottenendo così il rimborso del capitale nominale senza il rischio di incorrere in perdite di valore.

Professionista della finanza analizza dati di mercato su tablet in una sala trading con grafici finanziari sugli schermi
Rischi e strategie di gestione – finanza.com

Nonostante i BTP siano considerati tra gli strumenti più sicuri per gli investitori, non sono privi di rischi. Il principale rischio è legato alla possibilità che lo Stato italiano non riesca a onorare i propri debiti. Tuttavia, un default sovrano è visto come uno scenario poco probabile, visto l’affidamento storico che il mercato ha verso l’Italia come emittente di titoli di Stato.

Inoltre, è importante considerare le fluttuazioni del mercato: se si decide di vendere un BTP prima della scadenza, il suo valore potrebbe essere inferiore o superiore al prezzo di acquisto, esponendo l’investitore al rischio di perdita. Al contrario, mantenere il titolo fino alla sua scadenza assicura il rimborso del capitale nominale.

Per ridurre i rischi e ottenere una gestione equilibrata del portafoglio, è sempre consigliabile diversificare gli investimenti. Includere una combinazione di BTP e azioni in un portafoglio ben bilanciato può aiutare a ridurre la volatilità complessiva e a ottimizzare i rendimenti a lungo termine. Inoltre, prima di intraprendere qualsiasi investimento, potrebbe essere utile consultare un consulente finanziario per una strategia personalizzata.