Riforma commercialisti: tirocini semplificati e più opportunità per i giovani

Riforma commercialisti: tirocini semplificati e retribuiti, equo compenso e più opportunità per i giovani. Tutte le novità del disegno di legge delega e cosa cambia per chi vuole entrare nella professione.

Pubblicato 12 Settembre 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 08:30

La riforma commercialisti segna un nuovo inizio per la professione contabile in Italia. Con l’approvazione del disegno di legge delega, si apre uno scenario che premia l’aggiornamento costante e la volontà di modernizzare procedure e percorsi formativi, mettendo al centro due parole chiave: tirocini semplificati e più opportunità per i giovani.

Le preoccupazioni maggiori riguardavano il progressivo invecchiamento dell’albo e la sensibile diminuzione di nuove leve, in particolare l’allarmante calo degli aspiranti professionisti intenzionati a intraprendere la carriera contabile. La riforma nasce proprio per invertire questa rotta.

Per rispondere a queste sfide, il legislatore ha introdotto incentivi e meccanismi volti a rendere più attrattivo l’ingresso nel settore, un fattore che avrà ripercussioni dirette sul consolidamento di un futuro sostenibile per lo sviluppo economico del Paese.

Riforma commercialisti: tirocini semplificati e retribuiti, la svolta per i giovani

Fra gli elementi più innovativi della riforma commercialisti spicca il tirocinio retribuito, che abolisce il tradizionale periodo iniziale non pagato. Questa scelta rappresenta un deciso cambio di rotta, pensato per incoraggiare i giovani a intraprendere il cammino professionale con maggiore fiducia e stabilità economica.

Ma non è solo una questione di compenso: la riforma punta a rendere i tirocini più semplici e flessibili sotto diversi profili. Ecco le principali novità:

  • Avvio anticipato durante gli studi universitari: i futuri commercialisti potranno iniziare il tirocinio già mentre frequentano l’università, riducendo i tempi complessivi di accesso alla professione.
  • Retribuzione obbligatoria: viene eliminato il tirocinio gratuito, garantendo un compenso equo fin dal primo giorno di pratica.
  • Procedure semplificate: le modalità di iscrizione e svolgimento del tirocinio vengono snellite, abbattendo la burocrazia che scoraggiava molti giovani laureati.
  • Riconoscimento delle competenze pregresse: le esperienze formative maturate durante il percorso universitario potranno essere valorizzate ai fini del tirocinio professionale.

Queste misure sono state considerate cruciali per invertire la tendenza alla stagnazione retributiva e dare una spinta significativa all’attrattività della carriera contabile tra i giovani under 35.

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Più opportunità per i giovani: equo compenso e nuovi parametri retributivi

Accanto alla semplificazione dei tirocini, la riforma commercialisti introduce parametri più aggiornati per garantire un equo compenso a chi esercita la professione. Si tratta di una misura attesa da anni, che mira a riconoscere concretamente lo sforzo e la competenza dei professionisti — soprattutto di quelli alle prime armi.

L’equo compenso, già previsto in linea di principio dalla normativa vigente, viene ora rafforzato con criteri più precisi e vincolanti, rendendo più difficile per i committenti imporre tariffe al ribasso. Per i giovani commercialisti, questo si traduce in:

  • Maggiore certezza sul reddito nelle fasi iniziali della carriera.
  • Riduzione del rischio di sfruttamento durante il periodo di praticantato.
  • Un segnale chiaro che la professione è sostenibile economicamente anche per chi parte da zero.

Riforma commercialisti: un deciso cambio di passo nella formazione continua

In aggiunta alle novità sui tirocini, la riforma punta a valorizzare la formazione continua come pilastro della professione. L’obiettivo è costruire un sistema in cui l’aggiornamento non sia un obbligo burocratico, ma un vero strumento di crescita professionale e di competitività sul mercato.

La formazione continua sarà integrata con percorsi digitali e modalità flessibili, così da consentire anche ai professionisti più giovani — spesso con carichi di lavoro elevati e risorse limitate — di mantenersi aggiornati senza rinunciare all’operatività quotidiana.

Assetti organizzativi e potenzialità di sviluppo

La riforma commercialisti contempla azioni mirate per rafforzare la governance di categoria, introducendo una nuova disciplina elettorale attenta alle esigenze dei giovani, alla parità di genere e alle minoranze.

Il provvedimento affronta anche il tema dell’aumento costante dell’età media, premiando la rappresentanza degli iscritti under 40 attraverso meccanismi di votazione in grado di favorire una selezione più equa degli organi direttivi.

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La professione, inoltre, verrà incentivata a operare in forma associata o societaria, con l’obiettivo di potenziare la gamma dei servizi offerti e migliorare la competitività sul mercato. In questi modelli organizzativi, infatti, si registrano ricavi medi nettamente superiori rispetto all’esercizio individuale, aumentando le prospettive di crescita per tutti, giovani professionisti inclusi.

Il futuro nei piani del Consiglio Nazionale

Sul fronte istituzionale, il ruolo del Consiglio Nazionale Commercialisti si conferma determinante nel promuovere la riforma commercialisti e difendere le istanze di tutti gli iscritti. Il presidente ha ribadito la necessità di unire le forze per rilanciare un albo spesso inerme di fronte alle logiche di mercato e all’agguerrita concorrenza di altre professioni.

Decisivo, in questo senso, è stato anche l’ampio consenso ottenuto: una prova tangibile della volontà condivisa di rinnovamento, che mira a salvaguardare il prestigio della professione e a invertire il trend demografico negativo. Con queste premesse, la categoria si prepara a un nuovo orizzonte di opportunità, fiduciosa che l’evoluzione normativa possa radicare il cambiamento tanto atteso.

FAQ: riforma commercialisti e tirocini semplificati

Il tirocinio per diventare commercialista sarà davvero retribuito?

Sì. La riforma prevede l’obbligo di retribuzione per il periodo di tirocinio, eliminando la pratica del tirocinio gratuito che scoraggiava molti giovani laureati dall’intraprendere questa carriera.

Quando si può iniziare il tirocinio con la nuova riforma?

Con la riforma commercialisti, sarà possibile avviare il tirocinio già durante il percorso universitario, riducendo i tempi di accesso all’albo e permettendo ai giovani di acquisire esperienza pratica in parallelo agli studi.

La riforma commercialisti è già in vigore?

Il disegno di legge delega è stato approvato e i decreti attuativi sono in fase di definizione. Le novità sui tirocini semplificati e sull’equo compenso entreranno in vigore progressivamente con l’adozione dei provvedimenti attuativi.

Quali vantaggi concreti porta la riforma ai giovani commercialisti?

I principali vantaggi sono: tirocinio retribuito, avvio anticipato della pratica durante l’università, procedure semplificate per l’iscrizione all’albo, maggiore tutela sul fronte dell’equo compenso e una governance di categoria più attenta alla rappresentanza under 40.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.