Pensionati, scadenza INPS per dichiarazione redditi: cosa cambia nel 2025

Pensionati e scadenza INPS per la dichiarazione redditi: cosa cambia nel 2026, chi deve presentare il Modello RED, le date da rispettare e come evitare sanzioni e trattenute sulla pensione.

Pubblicato 11 Settembre 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 08:35

La scadenza INPS per la dichiarazione dei redditi dei pensionati è uno degli appuntamenti fiscali più importanti dell’anno per chi percepisce trattamenti previdenziali collegati al reddito. Nel 2026, l’Istituto ha ulteriormente intensificato i controlli, rendendo ancora più urgente capire cosa cambia, quali sono le scadenze da rispettare e come evitare sanzioni. Se sei un pensionato o assisti un familiare che riceve prestazioni INPS, questa guida ti spiega tutto quello che devi sapere.

Pensionati e dichiarazione redditi INPS: cosa cambia nel 2026

L’INPS ha intensificato i controlli rivolti a chi riceve prestazioni collegate al reddito, ponendo un’attenzione particolare sulla verifica dei redditi come requisito fondamentale per mantenere il diritto a determinate prestazioni.

L’obiettivo è contrastare le dichiarazioni incomplete o del tutto assenti, che hanno permesso a diversi pensionati di percepire importi potenzialmente erogati in modo non corretto. Questo approccio mira a promuovere la massima trasparenza nel sistema previdenziale, invitando tutti gli interessati a fornire la documentazione necessaria entro i termini stabiliti.

La mancata presentazione dei dati economici non solo comporta il blocco di eventuali agevolazioni, ma può portare a severe conseguenze e richieste di rimborso per gli importi già ricevuti.

Scadenza INPS per la dichiarazione redditi: le date da segnare

La scadenza per la dichiarazione dei redditi dei pensionati all’INPS segue un calendario preciso che varia in base al tipo di prestazione percepita. In generale, le principali date da tenere a mente sono:

  • Modello RED (dichiarazione reddituale per prestazioni collegate al reddito): la campagna si apre solitamente in primavera e si chiude entro la fine dell’anno, con scadenze intermedie comunicate dall’INPS tramite avvisi personalizzati.
  • Dichiarazione dei redditi ordinaria (730 o Modello Redditi): la scadenza per il 730 precompilato è fissata al 30 settembre di ogni anno fiscale; il Modello Redditi PF ha scadenza al 31 ottobre.
  • Comunicazione per l’assegno sociale e le maggiorazioni sociali: i pensionati che percepiscono queste prestazioni devono comunicare i redditi entro i termini indicati nell’avviso INPS, pena la sospensione del beneficio.

È fondamentale controllare la propria posizione sul portale MyINPS o contattare un CAF per verificare se si è destinatari di una richiesta di dichiarazione reddituale.

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Controlli e procedure sanzionatorie

La novità più incisiva riguarda le trattenute sulle somme: coloro che non hanno trasmesso i dati richiesti sono già soggetti a una percentuale di detrazione sulla pensione, che potrebbe aumentare nei mesi successivi. Nei casi più gravi, si procede addirittura con la revoca delle prestazioni, con la conseguenza di perdere i benefici integrativi come la maggiorazione sociale o i sussidi aggiuntivi correlati alla pensione ai superstiti.

L’Istituto sta adottando una linea severa ma necessaria: evitare che le risorse vengano impiegate in modo improprio e garantire che ogni erogazione risulti strettamente commisurata alle reali condizioni economiche del beneficiario.

Chi deve presentare la dichiarazione redditi all’INPS

Non tutti i pensionati sono tenuti a inviare una dichiarazione reddituale specifica all’INPS. Ecco chi è coinvolto:

  • Titolari di assegno sociale (soggetti a verifica reddituale annuale).
  • Percettori di pensione di invalidità civile con integrazione al minimo o maggiorazioni legate al reddito.
  • Beneficiari di pensione ai superstiti (reversibilità) con cumulo di altri redditi.
  • Titolari di maggiorazioni sociali e integrazioni al trattamento minimo.
  • Chi percepisce prestazioni assistenziali sottoposte a verifica ISEE o reddituale.

Se non si rientra in nessuna di queste categorie, la dichiarazione dei redditi ordinaria (730 o Modello Redditi) è sufficiente e viene gestita dall’Agenzia delle Entrate, non dall’INPS.

Esclusioni e implicazioni operative

Da sottolineare che alcuni trattamenti restano esclusi dai provvedimenti di sospensione e controllo. In particolare, le prestazioni di invalidità civile nella loro componente base e gli assegni sociali non rientrano nelle misure restrittive più severe, poiché considerate forme di sostegno indispensabili per le categorie più fragili.

Per gli altri soggetti esposti alla verifica, invece, è fondamentale comprendere come la mancata regolarizzazione possa determinare non solo pagamenti ridotti, ma anche la concreta prospettiva di un recupero coattivo delle somme percepite in eccesso. Tali operazioni, messe in atto attraverso rimodulazioni dell’importo pensionistico o specifiche cartelle di pagamento, mirano a salvaguardare l’integrità del sistema previdenziale e a prevenire abusi nell’erogazione delle risorse.

Come regolarizzare la propria posizione

La strada per evitare sanzioni e controversie rimane la tempestiva comunicazione dei dati reddituali, con particolare cura nella precisione e nella completezza delle informazioni fornite. Ecco i passi da seguire:

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  1. Accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS per verificare se si è destinatari di una richiesta di dichiarazione.
  2. Compilare il Modello RED (se richiesto) tramite il sito INPS, un CAF o un patronato abilitato.
  3. Raccogliere la documentazione reddituale: CU (Certificazione Unica), estratti conto, documentazione su immobili e altri redditi percepiti.
  4. Rispettare la scadenza indicata nell’avviso INPS: non attendere l’ultimo momento per evitare code e disguidi tecnici.
  5. In caso di dubbi, rivolgersi a un CAF, patronato o consulente previdenziale per assistenza gratuita o a costi contenuti.

Ogni interessato può consultare il portale ufficiale per reperire i moduli di autocertificazione e, se necessario, chiedere assistenza ai centri fiscali convenzionati. Attendere troppo a lungo o omettere parte dei documenti può innescare un procedimento più gravoso, tale da tradursi in importi pensionistici ridotti e ulteriori restrizioni sul diritto a eventuali integrazioni.

Pensionati all’estero: regole specifiche per la dichiarazione INPS

I pensionati residenti all’estero che percepiscono una pensione INPS sono soggetti a obblighi dichiarativi specifici. In particolare, devono comunicare annualmente i propri redditi esteri per consentire all’INPS di applicare correttamente le eventuali ritenute fiscali e verificare il diritto alle prestazioni collegate al reddito. La mancata comunicazione può comportare la sospensione del pagamento della pensione fino alla regolarizzazione della posizione.

FAQ: domande frequenti sulla scadenza INPS per i pensionati

Qual è la scadenza INPS per la dichiarazione redditi dei pensionati nel 2026?

Le scadenze variano in base al tipo di prestazione. Per il Modello RED, la campagna si svolge generalmente tra primavera e fine anno. Per la dichiarazione ordinaria, la scadenza del 730 è il 30 settembre e quella del Modello Redditi PF è il 31 ottobre. Verificare sempre gli avvisi personalizzati sul portale MyINPS.

Cosa succede se un pensionato non presenta la dichiarazione redditi all’INPS?

L’INPS può applicare trattenute sulla pensione, sospendere le prestazioni integrative (come la maggiorazione sociale) e, nei casi più gravi, revocare i benefici e richiedere la restituzione delle somme percepite in eccesso.

Tutti i pensionati devono inviare una dichiarazione all’INPS?

No. Solo i titolari di prestazioni collegate al reddito (assegno sociale, pensione ai superstiti con cumulo di redditi, maggiorazioni sociali, ecc.) devono presentare una dichiarazione reddituale specifica all’INPS. Gli altri pensionati presentano la normale dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate.

Come si presenta il Modello RED all’INPS?

Il Modello RED si può presentare online tramite il portale MyINPS, oppure tramite un CAF, un patronato o un consulente previdenziale abilitato. Il servizio è gratuito presso i patronati.

Le pensioni di invalidità civile sono soggette ai controlli reddituali INPS?

Le prestazioni di invalidità civile nella loro componente base sono generalmente escluse dalle misure restrittive più severe. Tuttavia, alcune integrazioni e maggiorazioni legate al reddito restano soggette a verifica annuale.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.