Oltre lo smart working: ecco cosa chiedono i lavoratori nel 2022

Oltre lo smart working: ecco cosa chiedono davvero i lavoratori. Stabilità, stipendio, sicurezza e cultura aziendale vengono prima del lavoro da remoto. I dati dell'indagine BCW su 13.000 persone in 15 paesi, con focus sull'Italia e le differenze generazionali.

Pubblicato 28 Novembre 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:06

Oltre lo smart working: ecco cosa chiedono davvero i lavoratori. Stabilità, sicurezza, stipendio adeguato e una cultura aziendale sana: sono queste le priorità che emergono dalle grandi indagini internazionali sul mondo del lavoro, e che continuano a guidare le scelte e le aspettative di milioni di persone in tutto il mondo. Lo smart working, pur restando un tema rilevante, non è più al centro del dibattito: i lavoratori guardano ben oltre.

A fare il punto della situazione ci ha pensato BCW Expectations at Work, un’agenzia globale di comunicazione integrata, che ha intervistato la bellezza di 13.000 persone in quindici diversi paesi (Italia compresa), riuscendo a mettere in evidenza quali siano le principali differenze tra le generazioni e quali siano i problemi organizzativi più sentiti.

Al centro dell’indagine ci sono stati 62 aspetti della vita lavorativa.

Oltre lo smart working: le vere priorità dei lavoratori

Il Covid-19 ha fatto sì che lo smart working venisse adottato un po’ ovunque, almeno dove il tipo di lavoro lo permetteva. Oggi il dibattito sul lavoro da remoto continua a rimanere aperto, ma non è più al centro del pensiero dei lavoratori. I dati parlano chiaro:

  • 1° posto – Occupazione stabile: il 52% degli intervistati la indica come priorità assoluta.
  • 2° posto – Posto di lavoro comodo e sicuro: scelto dal 50% degli intervistati.
  • 3° posto – Stipendio e benefit adeguati: indicato dal 49%.
  • 4° posto – Cultura del lavoro in azienda: citata dal 48%.
  • 12° posto – Smart working: arriva solo in dodicesima posizione, con il 44% delle preferenze.

Il messaggio è chiaro: quando si parla di cosa chiedono i lavoratori, lo smart working è sì apprezzato, ma viene dopo sicurezza, retribuzione e ambiente di lavoro.

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La situazione in Italia: cosa vogliono i lavoratori italiani

In Italia la classifica è simile a quella complessiva, ma con alcune specificità degne di nota:

  • Il 58% degli intervistati punta a un’occupazione sicura.
  • Il 55% vuole un posto di lavoro sicuro e confortevole.
  • Il 54% si aspetta uno stipendio soddisfacente e permessi retribuiti.
  • Il 51% richiede un’indennità di malattia adeguata e un carico di lavoro gestibile.
  • Il 49% chiede una comunicazione interna aperta e onesta.

Questi dati confermano che, oltre lo smart working, i lavoratori italiani cercano soprattutto tutele concrete e un rapporto trasparente con il datore di lavoro.

Differenze generazionali: non tutti cercano le stesse cose

Mettendo da parte per un momento lo smart working, emerge un quadro generazionale articolato:

  • Baby Boomer (nati tra la metà degli anni Quaranta e Sessanta): ritengono l’ammontare dello stipendio fondamentale, privilegiando la stabilità economica sopra ogni altra cosa.
  • Generazione Z (nati tra la seconda metà degli anni Novanta e la fine del Duemila): considera più importante la qualità della leadership e la cultura del lavoro. Apprezza le soft skill come il supporto e l’empatia, che risultano avanti di 11 posizioni rispetto alle altre generazioni.
  • Millennial: preferiscono manager che dimostrino apprezzamento e offrano concrete opportunità di crescita professionale.

Capire queste differenze è fondamentale per le aziende che vogliono attrarre e trattenere talenti in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

Il commento degli esperti: cultura e fondamentali, insieme

James Morley, Head of BCW Change, la divisione di BCW dedicata al cambiamento organizzativo, ha spiegato:

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Se durante tutta la pandemia l’ago della bilancia si è spostato con costanza da una parte e dell’altra tra dipendenti e datori di lavoro, c’è comunque una costante, ovvero la necessità di una cultura inclusiva e incentrata sulle persone, che valorizzi le persone, ne faccia sentire la voce e dia la priorità al benessere e a una leadership trasparente, dedicata al cambiamento organizzativo e alla employee experience. Anche se dai risultati dell’indagine emerge che i datori di lavoro devono tornare ai fondamentali per gestire le questioni basilari della stabilità lavorativa, il posto di lavoro, il compenso e i benefit, per trattenere i talenti bisogna concentrarsi anche sull’aspetto culturale.

In sintesi: le aziende devono rispondere sia ai bisogni primari (stipendio, sicurezza, stabilità) sia a quelli più profondi legati al senso di appartenenza, alla crescita e al benessere. Non basta offrire lo smart working per essere un buon datore di lavoro.

FAQ – Le domande più frequenti su cosa chiedono i lavoratori

Lo smart working è ancora una priorità per i lavoratori?

No, non è la priorità principale. Secondo l’indagine BCW Expectations at Work, lo smart working si colloca al dodicesimo posto tra le aspettative dei lavoratori a livello globale, con il 44% delle preferenze. Prima vengono stabilità lavorativa, sicurezza e retribuzione adeguata.

Cosa chiedono i lavoratori italiani al proprio datore di lavoro?

I lavoratori italiani chiedono soprattutto: un’occupazione stabile (58%), un ambiente di lavoro sicuro e confortevole (55%), uno stipendio soddisfacente e permessi retribuiti (54%), indennità di malattia (51%) e una comunicazione interna trasparente (49%).

Quali sono le differenze tra generazioni nelle aspettative lavorative?

I Baby Boomer privilegiano lo stipendio, la Generazione Z punta su leadership di qualità e cultura aziendale, mentre i Millennial valorizzano il riconoscimento e le opportunità di crescita professionale.

Perché le aziende devono andare oltre lo smart working?

Perché i lavoratori cercano un pacchetto completo di tutele, valori e opportunità. Offrire solo la flessibilità del lavoro da remoto non è sufficiente per attrarre e trattenere i talenti: servono cultura aziendale, leadership empatica e basi solide come retribuzione e sicurezza.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.