Decreto flussi 2027: 165.850 ingressi stranieri autorizzati, calendario click day e quote per settore
Il decreto flussi 2027 autorizza 165.850 ingressi di lavoratori stranieri in Italia. Scopri il calendario dei click day, le date di precompilazione e le quote per settore
Il decreto flussi 2027 fissa a 165.850 il numero di lavoratori extra-UE che potranno entrare legalmente in Italia nel corso del prossimo anno. Per i datori di lavoro che intendono assumere personale straniero, la macchina burocratica è già in moto: la fase di precompilazione delle domande parte il 23 ottobre 2026 alle ore 9, mentre le richieste definitive si apriranno tra gennaio e febbraio 2027 nei cosiddetti click day. Capire come funziona questo meccanismo — e soprattutto come prepararsi in anticipo — può fare la differenza tra ottenere il nulla osta e restare fuori quota.
Cos’è il decreto flussi e perché riguarda migliaia di aziende
Il decreto flussi è lo strumento con cui il Governo italiano regola ogni anno l’ingresso di lavoratori provenienti da paesi al di fuori dell’Unione Europea. Non si tratta di un permesso di soggiorno generico: il decreto autorizza ingressi a scopo di lavoro subordinato, stagionale e, in alcuni casi, autonomo, con quote ripartite per settore produttivo.
Riguarda una platea molto ampia di soggetti: imprese agricole che hanno bisogno di manodopera stagionale, strutture ricettive del settore turistico, famiglie che cercano assistenti familiari o badanti, e aziende di altri comparti che non riescono a coprire posizioni aperte con lavoratori già presenti sul territorio. In tutti questi casi, il datore di lavoro deve presentare la domanda di nulla osta al lavoro entro le finestre temporali previste dal decreto, rispettando le quote assegnate al proprio settore.
Il decreto flussi 2027 conferma un volume complessivo di 165.850 ingressi autorizzati, con una differenziazione delle quote per comparto. Agricoltura, turismo e assistenza familiare sono i settori espressamente citati, ma il provvedimento copre anche altre categorie di lavoro subordinato non stagionale.
La fase di precompilazione: cosa fare dal 23 ottobre
Prima ancora che arrivi il click day, il sistema prevede una fase preparatoria fondamentale. Dal 23 ottobre 2026 alle ore 9, i datori di lavoro possono accedere alla piattaforma del Ministero dell’Interno per precompilare le domande di nulla osta. Questa finestra non equivale ancora all’invio ufficiale: si tratta di inserire i dati del lavoratore straniero che si intende assumere e quelli del contratto di lavoro proposto, salvandoli nel sistema in attesa del click day.
Perché è importante non aspettare? Perché il giorno del click day le domande vengono processate nell’ordine in cui vengono trasmesse, non nell’ordine in cui vengono compilate. Chi arriva al giorno X con il modulo già pronto e verificato ha un vantaggio concreto rispetto a chi cerca di inserire i dati all’ultimo momento. Errori formali nella domanda, poi, possono causare il rigetto o lo slittamento della pratica, con il rischio concreto di perdere la quota.
👉 Leggi anche: Assistenti sociali, decreto 85 del 3 luglio 2026: 100,3 milioni nel 2025 e 119,9 milioni nel 2026 per assunzioni nei Comuni
I documenti da avere pronti nella fase di precompilazione comprendono tipicamente:
- codice fiscale e dati anagrafici del lavoratore straniero da assumere
- documentazione sull’offerta di lavoro (tipo di contratto, mansione, retribuzione prevista)
- dati identificativi del datore di lavoro e, se applicabile, dell’intermediario delegato
- eventuale documentazione specifica richiesta per il settore (ad esempio, per l’agricoltura stagionale)
Il calendario dei click day: come funziona il meccanismo
Il decreto flussi 2027 prevede più sessioni di click day, distribuite tra gennaio e febbraio 2027, con date distinte a seconda del settore di riferimento. Questo sistema a finestre separate serve a evitare il collasso della piattaforma e a garantire che le quote per ogni comparto vengano gestite in modo ordinato.
In passato, il click day unico ha generato situazioni caotiche: migliaia di domande inviate simultaneamente nello stesso istante, server in sovraccarico, pratiche duplicate. La struttura attuale — con più sessioni scaglionate — è pensata proprio per ridurre questo problema, anche se la competizione per le quote rimane alta, specialmente nei settori con maggiore domanda come l’agricoltura e il lavoro domestico.

La logica operativa è la seguente: ogni click day apre alle ore stabilite dal decreto e le domande vengono acquisite in ordine cronologico fino all’esaurimento della quota disponibile per quel settore. Una volta raggiunto il tetto, le richieste successive vengono automaticamente escluse. Non esiste una lista d’attesa ufficiale: chi non rientra nella quota di quel turno deve attendere eventuali sessioni successive o il decreto dell’anno seguente.
Per i settori stagionali — agricoltura e turismo in primo luogo — le tempistiche di ingresso effettivo sono spesso più compresse, il che rende ancora più critica la puntualità nella presentazione della domanda. Un ritardo di pochi minuti il giorno del click day può tradursi in mesi di attesa.
Quote per settore: cosa sappiamo finora
Il totale di 165.850 ingressi è ripartito tra diverse categorie. Agricoltura, turismo e assistenza familiare sono i comparti esplicitamente indicati come destinatari di quote differenziate. Accanto a questi, il decreto include anche ingressi per lavoro subordinato non stagionale in altri settori, oltre a specifiche previsioni per il lavoro autonomo e per alcune categorie particolari.
👉 Leggi anche: Assegno di inclusione e Sfl, pagamenti luglio 2026: accrediti il 15 e 28
La differenziazione per settore risponde a una logica precisa: i fabbisogni del mercato del lavoro italiano non sono omogenei. Il settore agricolo ha picchi di domanda legati alla stagionalità dei raccolti, il turismo concentra le assunzioni in primavera-estate, mentre l’assistenza familiare esprime una domanda strutturale e continua, legata all’invecchiamento della popolazione. Assegnare quote separate permette di calibrare meglio l’offerta di manodopera straniera rispetto alle esigenze reali.
Per conoscere la ripartizione esatta delle quote per ciascun settore, il riferimento ufficiale è il testo del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, disponibile attraverso il portale del Ministero dell’Interno, dove vengono anche aggiornate le istruzioni operative per la precompilazione e il click day.
Come accedere alla piattaforma e chi può presentare la domanda
La domanda di nulla osta deve essere presentata dal datore di lavoro, non dal lavoratore straniero. Questo è un punto che genera spesso confusione: è l’impresa o la famiglia che intende assumere a dover attivare la procedura, non il cittadino straniero che cerca lavoro.
L’accesso alla piattaforma avviene tramite identità digitale — SPID o CIE — oppure attraverso un intermediario abilitato, come un patronato, un’associazione di categoria o un consulente del lavoro. Per i datori di lavoro che gestiscono più assunzioni contemporaneamente, la delega a un intermediario è spesso la scelta più pratica, specialmente nella fase concitata del click day.
Una volta inviata la domanda e ottenuto il nulla osta, il lavoratore straniero potrà richiedere il visto d’ingresso presso il consolato italiano nel paese di origine e, all’arrivo in Italia, completare le pratiche per il permesso di soggiorno per lavoro. I tempi complessivi del procedimento variano, ma è realistico calcolare alcuni mesi tra la presentazione della domanda e l’effettivo inizio del rapporto di lavoro.
Chi si trova a gestire questa procedura per la prima volta farebbe bene a iniziare la raccolta dei documenti già nelle settimane precedenti il 23 ottobre, quando si aprirà la precompilazione. Arrivare preparati non è un dettaglio: con 165.850 posti disponibili e una domanda che storicamente supera l’offerta, ogni giorno di vantaggio conta.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.