Elon Musk si conferma allergico allo smart working. Ecco la sua prima mail ai dipendenti Twitter

Elon Musk si conferma allergico allo smart working: la sua prima mail ai dipendenti Twitter abolisce il lavoro da remoto e impone 40 ore in ufficio a settimana. Ecco cosa ha scritto e perché.

Pubblicato 10 Novembre 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:16

Elon Musk si conferma allergico allo smart working. La sua prima mail ai dipendenti Twitter non lascia spazio a interpretazioni: il lavoro da remoto è abolito, i tempi sono difficili e chi vuole un’eccezione deve chiederla direttamente a lui. Una presa di posizione netta, coerente con la filosofia che il nuovo proprietario del social network ha sempre dichiarato apertamente.

Musk ha chiarito che non esistono modi per addolcire la pillola. A preoccuparlo sono le prospettive economiche e il loro impatto diretto su una società completamente dipendente dalla pubblicità.

La prima mail di Musk ai dipendenti Twitter: cosa dice

Poche settimane dopo aver completato l’acquisizione di Twitter, Elon Musk ha inviato una comunicazione interna che ha fatto immediatamente il giro del web. Il messaggio è diretto e senza giri di parole:

  • Lo smart working è cancellato con effetto immediato.
  • I dipendenti devono essere in ufficio almeno quaranta ore a settimana.
  • Le eccezioni al lavoro da remoto possono essere concesse solo da Musk in persona, caso per caso.
  • I tempi sono difficili e la società deve affrontare sfide economiche significative.

Un cambio di rotta radicale rispetto alla politica precedente, che consentiva ai dipendenti di lavorare da qualsiasi luogo a tempo indeterminato — una libertà conquistata soprattutto durante il periodo della pandemia.

Twitter, Musk detta le nuove regole

Nuove regole per i lavoratori di Twitter. Elon Musk, proprietario del popolare social network, ha cancellato completamente lo smart working e adesso si aspetta che i dipendenti rimangano in ufficio almeno quaranta ore la settimana. La possibilità di lavorare da remoto potrà essere concessa, in via eccezionale, da lui personalmente.

Nel corso dei primi quindici giorni alla guida di Twitter, Musk ha già provveduto a licenziare quasi la metà della forza lavoro. Ha inoltre imposto il prezzo di otto euro per la spunta blu degli utenti verificati del social network.

Prima dell’arrivo di Musk, Twitter aveva dato la possibilità ai propri dipendenti di lavorare in smart working. Molti avevano utilizzato il lavoro agile proprio nel periodo della pandemia. Quello dello smart working è stato uno dei primi argomenti chiamati in causa da Elon Musk, dopo che aveva annunciato l’accordo per l’acquisto della società. Il nuovo numero uno del popolare social network ha spiegato di essere contrario allo smart working, una modalità operativa che concederebbe solo in casi eccezionali, da analizzare caso per caso.

Perché Musk è contrario allo smart working: la sua posizione

La posizione di Elon Musk sul lavoro da remoto non è una novità. Già in passato, alla guida di Tesla e SpaceX, aveva imposto la presenza fisica in ufficio come regola fondamentale. La sua logica è semplice e ripetuta più volte:

  • Il lavoro in presenza favorisce la collaborazione e la produttività.
  • Lo smart working, a suo avviso, è un privilegio che non si addice a momenti di crisi aziendale.
  • Chi gestisce fabbriche o magazzini non può lavorare da casa: perché dovrebbe farlo chi lavora in ufficio?

Con Twitter in una fase di profonda ristrutturazione, Musk ha deciso di applicare la stessa filosofia: massima presenza, massima intensità di lavoro.

Twitter, i timori di una vera e propria fuga

È inutile negarlo: la conquista di Twitter da parte di Musk è stato un vero e proprio terremoto. Alcuni inserzionisti particolarmente importanti — come General Motors, United Airlines, Carlsberg e Volkswagen — hanno deciso di sospendere le campagne sulla piattaforma.

A far parlare sono state anche alcune scelte prese in controtendenza rispetto al vecchio modello del social. Dall’abbonamento premium da 7,99 dollari al mese per ottenere la spunta blu — che dovrebbe certificare gli utenti più seguiti — fino all’endorsement dei Repubblicani prima del voto di Midterm. Anche la scelta di chiudere definitivamente con lo smart working va in netto contrasto con quanto stanno facendo molti altri colossi della tecnologia, che invece continuano a offrire flessibilità ai propri dipendenti.

Per il momento la popolare piattaforma sta cercando di rassicurare inserzionisti e utenti, in modo che non ci sia una fuga di massa. In una lettera agli investitori, la società ha assicurato sui ritmi di crescita di Twitter.

FAQ: Elon Musk e lo smart working in Twitter

Elon Musk ha davvero abolito lo smart working in Twitter?
Sì. Con una mail interna ai dipendenti, Musk ha cancellato il lavoro da remoto e richiesto la presenza in ufficio per almeno quaranta ore a settimana. Le eccezioni devono essere approvate personalmente da lui.
Cosa ha scritto Musk nella sua prima mail ai dipendenti Twitter?
Musk ha comunicato che i tempi sono difficili, che non ci sono modi per addolcire la pillola e che lo smart working è revocato. Ha sottolineato le difficoltà economiche legate alla dipendenza di Twitter dalla pubblicità.
È la prima volta che Musk si oppone allo smart working?
No. Musk ha già imposto la presenza fisica in ufficio anche in Tesla e SpaceX, ritenendo il lavoro da remoto poco compatibile con la produttività e la cultura aziendale che vuole costruire.
Come hanno reagito i dipendenti e gli inserzionisti?
La reazione è stata di forte preoccupazione. Diversi grandi inserzionisti hanno sospeso le campagne su Twitter, mentre molti dipendenti hanno lasciato la società dopo i licenziamenti di massa e le nuove condizioni di lavoro imposte da Musk.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.