Lavoro: nel post Covid i dipendenti cercano più benessere emotivo rispetto a quello fisico e finanziario

Nel lavoro post Covid i dipendenti mettono il benessere emotivo (86%) al primo posto, davanti a quello fisico (68%) e finanziario (67%). Ecco cosa cambia per le aziende e il welfare aziendale.

Pubblicato 8 Febbraio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:04

Nel mondo del lavoro post Covid, qualcosa è cambiato in modo profondo e probabilmente irreversibile: i dipendenti non cercano più soltanto uno stipendio adeguato o una polizza sanitaria. Cercano benessere emotivo. E lo mettono al primo posto, davanti al benessere fisico e a quello finanziario. Un cambio di priorità che le aziende non possono più ignorare, pena la perdita dei talenti migliori.

La Grande Dimissione: il segnale che ha cambiato tutto

Tra le varie conseguenze della pandemia nel mondo del lavoro, oltre all’uso massiccio dello smart working, troviamo un fenomeno chiamato la Grande Dimissione (Great Resignation), che ha spinto numerosi dipendenti a cambiare posto di lavoro — o addirittura a lasciarlo senza averne un altro pronto. Un segnale inequivocabile: il rapporto tra lavoratori e datori di lavoro si è incrinato, e ricostruirlo richiede più del semplice aumento salariale.

Da qui emerge il desiderio di un posto di lavoro che, oltre alla produttività, faccia leva sul benessere dei propri dipendenti, la forza lavoro senza cui nessuna azienda potrebbe andare avanti.

I numeri: il welfare aziendale è un mercato in forte crescita

Secondo una ricerca della società di consulenza americana Forrester, ripresa dalla testata specializzata HRO Today, l’86% delle imprese è pronta a potenziare i propri programmi di welfare aziendale nel prossimo anno per cercare di soddisfare le richieste in evoluzione dei lavoratori. Il mercato degli investimenti sui benefit supererà i 14,6 miliardi di dollari con un tasso annuo di crescita composto vicino al 4%.

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Questa necessità di cambiamento viene confermata anche da un report di Technavio, che evidenzia come il mercato globale dei buoni pasto e dei benefit aziendali registrerà un incremento notevole nel corso dei prossimi anni, superando quota 14,6 miliardi di dollari con un tasso annuo di crescita composto vicino al 4%.

Una crescita globale certificata anche dalla CNBC, secondo cui negli USA si verificherà il più grande aumento di sempre in termini di buoni alimentari: è prevista una crescita media del 25% rispetto ai livelli pre-pandemia.

Lavoro post Covid: il benessere emotivo batte quello fisico e finanziario

Il mondo del lavoro si evolve e cambiano anche le richieste dei dipendenti sui benefit. Secondo un sondaggio annuale del magazine americano Human Resource Executive, che ha coinvolto 3.642 datori di lavoro in tutto il mondo, oltre due terzi dei leader d’impresa (il 69%) prevede di differenziare e personalizzare i propri programmi di welfare aziendale nei prossimi due anni.

Questa tendenza al rinnovamento deriva dal fatto che solo il 51% dei capi d’azienda ritiene soddisfacenti i propri programmi in quest’area. All’interno di questo scenario emergono nuove necessità da parte dei dipendenti, con una classifica che sorprende:

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  • 🧠 Benessere emotivo: 86% — la priorità assoluta nel post Covid
  • 💪 Benessere fisico: 68% — importante, ma non più al primo posto
  • 💶 Benessere finanziario: 67% — fondamentale, ma scavalcato dalla sfera emotiva

Il dato è chiaro: nel post Covid i dipendenti cercano più benessere emotivo rispetto a quello fisico e finanziario. Un cambio di paradigma che le aziende più lungimiranti hanno già iniziato a recepire.

Flessibilità e personalizzazione: le nuove parole chiave del welfare

“Le aziende stanno recependo questo cambiamento verso sostenibilità e digitalizzazione implementando i loro programmi welfare per garantire la soddisfazione dei propri collaboratori e, quindi, la loro lealtà ed efficienza all’interno del workplace”, spiega Florent Lambert, CEO di Sodexo Benefits & Rewards Services Italia.

“Un altro fattore che possiamo riscontrare in continuo aumento è la necessità di flessibilità. La scelta è sempre stata un fattore insostituibile nei benefit per i dipendenti, ma sulla scia della pandemia questi ultimi apprezzano ancora di più tale libertà”, conclude Lambert.

In pratica, non basta offrire un pacchetto di benefit standard: i lavoratori vogliono poter scegliere cosa fa al caso loro — che si tratti di supporto psicologico, orari flessibili, buoni pasto o programmi di formazione personale.

Cosa devono fare le aziende oggi

Per rispondere concretamente al nuovo scenario del lavoro post Covid, le imprese dovrebbero considerare alcune azioni prioritarie:

  1. Mappare il benessere emotivo dei dipendenti con survey periodiche e strumenti di ascolto attivo.
  2. Integrare il supporto psicologico nei piani welfare, ad esempio con accesso a piattaforme di counseling o sessioni con professionisti.
  3. Personalizzare i benefit in base alle esigenze individuali, superando il modello “one size fits all”.
  4. Puntare sulla flessibilità — orari, luoghi di lavoro, modalità di fruizione dei benefit.
  5. Comunicare chiaramente i programmi disponibili: spesso i dipendenti non sanno cosa l’azienda offre già.

FAQ: benessere dei dipendenti nel post Covid

Perché il benessere emotivo è diventato la priorità principale per i lavoratori dopo il Covid?
La pandemia ha amplificato stress, isolamento e incertezza. I dipendenti hanno sperimentato in prima persona il peso della salute mentale sul rendimento lavorativo, portandoli a valutare il supporto emotivo come elemento imprescindibile nella scelta del datore di lavoro.
Cosa si intende per welfare aziendale?
Il welfare aziendale comprende tutti i benefit e i servizi che un’azienda offre ai propri dipendenti al di là della retribuzione: dalla previdenza complementare ai buoni pasto, dal supporto psicologico alla flessibilità oraria, fino ai programmi di formazione e crescita personale.
Il benessere finanziario non è più importante per i lavoratori?
Rimane rilevante (67% dei rispondenti lo considera una priorità), ma nel post Covid è stato superato sia dal benessere emotivo (86%) sia da quello fisico (68%). Questo non significa che lo stipendio non conti, ma che da solo non basta più a trattenere i talenti.
Le piccole imprese possono permettersi programmi di welfare strutturati?
Sì. Esistono soluzioni scalabili e a basso costo, come piattaforme digitali di welfare, buoni pasto elettronici e accordi con fornitori di servizi. Anche piccoli gesti — come la flessibilità oraria o il lavoro da remoto — hanno un impatto significativo sul benessere percepito dai dipendenti.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.