Manovra, ipotesi detassazione della tredicesima

Detassazione della tredicesima nella manovra: cos'è, a chi si applica, quanto si risparmia e quando potrebbe entrare in vigore. Tutto quello che sappiamo sull'ipotesi in discussione nella legge di bilancio.

Pubblicato 9 Settembre 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 07:55

La detassazione della tredicesima è una delle ipotesi più discusse nell’ambito della prossima manovra di bilancio. L’idea è semplice: ridurre il carico fiscale sulla gratifica natalizia per lasciare più soldi in tasca ai lavoratori dipendenti, proprio nel periodo dell’anno in cui le spese aumentano. Ma come funzionerebbe concretamente? A chi si applicherebbe? E quali sono le coperture previste? Ecco tutto quello che sappiamo.

Cos’è la detassazione della tredicesima e perché se ne parla nella manovra

La tredicesima mensilità è una componente fissa della retribuzione per la grande maggioranza dei lavoratori dipendenti italiani. Oggi viene tassata come il normale reddito da lavoro, con le aliquote IRPEF ordinarie. L’ipotesi di detassazione della tredicesima prevede di applicare un’aliquota agevolata — o addirittura un’esenzione parziale — su questa voce retributiva, sul modello di quanto già sperimentato con i premi di produttività.

Il tema è tornato al centro del dibattito politico in vista della legge di bilancio, con diversi esponenti del governo che hanno manifestato interesse concreto per la misura. L’obiettivo dichiarato è duplice: sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e dare impulso ai consumi nel periodo natalizio.

A chi si applicherebbe la misura

Secondo le ipotesi circolate, la detassazione della tredicesima riguarderebbe principalmente i lavoratori dipendenti del settore privato, con possibile estensione al pubblico impiego. I parametri più discussi includono:

  • Un tetto di reddito annuo entro cui applicare l’agevolazione (le ipotesi più accreditate parlano di redditi fino a 35.000 euro lordi annui);
  • Un’aliquota sostitutiva ridotta, simile al 10% già previsto per i premi di produttività;
  • La possibilità di estendere il beneficio anche agli straordinari e ai premi di risultato, per ampliare la platea dei beneficiari.

I dettagli definitivi dipenderanno dalle risorse disponibili e dalle trattative in corso in sede di manovra.

Detassazione tredicesima: maggiore impulso ai consumi e ai premi retributivi

Oltre alla tredicesima, la riforma in discussione punta a incentivare gli straordinari e i premi di produttività, così da movimentare ulteriormente il circuito economico. In questo scenario, lo spirito di squadra e la dedizione dei lavoratori potrebbero ricevere una spinta notevole, con il duplice obiettivo di premiare l’impegno e favorire la crescita economica.

D’altronde, un regime fiscale più leggero sulle componenti variabili dello stipendio diventa catalizzatore di fiducia e collaborazione in azienda. Il riflesso immediato, secondo gli analisti, sarebbe un aumento complessivo della domanda interna, con conseguente stimolo al settore commerciale e al tessuto produttivo, specialmente nei periodi di festa.

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Quanto si risparmierebbe con la detassazione della tredicesima

Per capire l’impatto concreto, è utile ragionare su un esempio pratico. Un lavoratore con un reddito annuo di 28.000 euro lordi percepisce una tredicesima di circa 2.150 euro lordi. Con la tassazione ordinaria, l’aliquota marginale IRPEF applicata è del 35%, il che significa una ritenuta di circa 750 euro. Con un’aliquota sostitutiva al 10%, la ritenuta scenderebbe a circa 215 euro: un risparmio netto di oltre 500 euro.

Moltiplicato per milioni di lavoratori, l’effetto aggregato sulla spesa delle famiglie sarebbe significativo, soprattutto nel quarto trimestre dell’anno.

Ridurre il peso fiscale senza perdere stabilità

Non si può negare che una minore pressione fiscale offra grande sollievo a imprese e dipendenti. Tuttavia, come sottolineato da diversi esperti, sarà fondamentale individuare le giuste coperture finanziarie per non mettere a rischio i conti dello Stato.

Il governo, da un lato, vuole potenziare il potere d’acquisto delle famiglie; dall’altro, non può ignorare i vincoli di bilancio e le raccomandazioni a livello comunitario. È proprio in questo delicato equilibrio che si gioca la partita più ardua: trovare le risorse senza ricorrere a stratagemmi temporanei o sacrificare altre voci importanti per la struttura economica del Paese.

Alcune proposte includono la riformulazione delle spese pubbliche e l’avvio di nuovi piani di attrazione di capitali esteri, nella speranza di creare un circolo virtuoso in grado di sostenere la manovra nel lungo periodo.

L’introduzione di agevolazioni fiscali sulla tredicesima e sui compensi aggiuntivi e gratifiche potrebbe fornire una boccata d’aria fresca al mercato del lavoro. Un contesto più attraente per chi desidera mettersi in gioco con turni festivi, notturni o incarichi supplementari rafforza la competitività nazionale: le imprese hanno tutto da guadagnare nel poter contare su una forza lavoro più motivata.

Nel contempo, il Paese potrebbe consolidare la propria immagine agli occhi degli investitori stranieri, rendendo più semplice l’apertura di nuovi stabilimenti e la creazione di posti di lavoro qualificati. Anche se restano sfide aperte sul fronte della sostenibilità, la prospettiva di una solida ripartenza lascia ben sperare per l’economia e per la qualità della vita di chi, ogni giorno, contribuisce con impegno alla crescita nazionale.

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Quando potrebbe entrare in vigore

Se la misura venisse approvata nell’ambito della legge di bilancio, i tempi tecnici prevedono che le nuove regole siano operative a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo all’approvazione. Questo significa che i lavoratori potrebbero beneficiare della detassazione già sulla tredicesima erogata a dicembre dello stesso anno di entrata in vigore, a seconda delle modalità applicative scelte dal legislatore.

È tuttavia importante sottolineare che, allo stato attuale, si tratta ancora di un’ipotesi in discussione: la misura non è ancora legge e i dettagli definitivi — aliquota, soglie di reddito, platea dei beneficiari — non sono stati ancora formalizzati.

FAQ sulla detassazione della tredicesima

La detassazione della tredicesima è già legge?

No. Si tratta di un’ipotesi in discussione nell’ambito della manovra di bilancio. La misura non è ancora stata approvata dal Parlamento.

Chi potrebbe beneficiare della detassazione?

Le ipotesi più accreditate riguardano i lavoratori dipendenti con redditi fino a circa 35.000 euro lordi annui, sia nel settore privato che, potenzialmente, nel pubblico impiego.

Qual è l’aliquota agevolata ipotizzata?

Le proposte circolate parlano di un’aliquota sostitutiva del 10%, analoga a quella già applicata ai premi di produttività, in sostituzione delle aliquote IRPEF ordinarie.

La misura riguarda anche i premi di produttività e gli straordinari?

Sì, alcune versioni della proposta prevedono di estendere il regime agevolato anche agli straordinari e ai premi di risultato, per ampliare l’impatto positivo sui redditi da lavoro.

Quando si saprà se la misura sarà confermata?

I tempi della manovra di bilancio prevedono che il testo definitivo venga approvato entro il 31 dicembre. Le settimane di discussione parlamentare saranno decisive per capire se e come la detassazione della tredicesima entrerà nella legge di bilancio.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.