Irpef, le nuove aliquote: le ipotesi allo studio del governo Meloni
Irpef, le nuove aliquote allo studio del governo Meloni: da quattro a tre scaglioni, con il 23% esteso fino a 28.000 euro. Ecco chi risparmia, quanto e quando.
Il Governo Meloni è al lavoro su una riforma dell’Irpef che potrebbe cambiare in modo significativo le tasche di milioni di contribuenti italiani. L’ipotesi principale allo studio prevede l’ampliamento dello scaglione a cui è applicata l’aliquota fiscale del 23%, portandolo dagli attuali 15.000 euro fino a 28.000 euro, con la conseguente eliminazione dell’aliquota intermedia al 25%. Il risultato sarebbe una riduzione delle aliquote Irpef da quattro a tre, con benefici concreti per quasi 14 milioni di contribuenti.
Ma quali sono esattamente le ipotesi allo studio? Quali risparmi porterebbero? E quando potrebbero entrare in vigore? Ecco tutto quello che sappiamo sulle nuove aliquote Irpef e sui piani del governo Meloni.
Irpef, le nuove aliquote: le ipotesi allo studio del governo Meloni
L’obiettivo dichiarato dell’Esecutivo è unificare i primi due scaglioni Irpef, portando al 23% l’aliquota applicata a tutti i redditi fino a 28.000 euro. A illustrare questa direzione è stato Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, che ha indicato l’intervento come funzionale anche a preservare i benefici del taglio del cuneo fiscale.
Nulla cambierebbe, invece, per le aliquote superiori: per i redditi fino a 50.000 euro rimarrebbe al 35%, mentre per quelli oltre i 50.000 euro resterebbe ferma al 43%.
Il confronto tra il sistema attuale e quello ipotizzato è il seguente:
Scaglioni Irpef attuali (sistema a quattro aliquote)
- Redditi fino a 15.000 euro: 23%
- Redditi da 15.001 a 28.000 euro: 25%
- Redditi da 28.001 a 50.000 euro: 35%
- Redditi oltre 50.001 euro: 43%
Nuove aliquote Irpef ipotizzate (sistema a tre aliquote)
- Redditi fino a 28.000 euro: 23%
- Redditi da 28.001 a 50.000 euro: 35%
- Redditi oltre 50.001 euro: 43%
Il sistema attuale a quattro fasce genera bruschi salti d’imposta per i contribuenti che guadagnano pochi euro in più del limite di uno scaglione. L’accorpamento dei primi due scaglioni eliminerebbe questo effetto-soglia per la fascia di reddito più popolosa.
I costi della riforma Irpef: quanto costa al bilancio pubblico
Modificare l’Irpef aggregando i due scaglioni comporterebbe una spesa di quasi 14 miliardi di euro. Per coprire questo onere, l’Esecutivo starebbe studiando un taglio selettivo delle spese fiscali (le cosiddette tax expenditures), che potrebbe generare risparmi compresi tra 800 milioni e un miliardo di euro.
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L’intenzione sarebbe quella di preservare le detrazioni principali — quelle per mutui, spese mediche e istruzione — intervenendo invece sulle agevolazioni ritenute meno rilevanti e che coinvolgono un numero ridotto di contribuenti. La copertura complessiva rimane la variabile più critica dell’intera operazione: le risorse disponibili devono ancora essere quantificate con precisione nel quadro della manovra di bilancio.
Gli impatti per i contribuenti: quanto si risparmia con le nuove aliquote
Secondo i calcoli della Fondazione Nazionale Commercialisti Italiani, la riduzione da quattro a tre aliquote Irpef permetterebbe ai contribuenti di risparmiare:
- circa 100 euro l’anno per chi si trova nella fascia di reddito più bassa (fino a 15.000 euro);
- fino a 260 euro l’anno per chi ha redditi compresi tra 15.001 e 28.000 euro.
Trattandosi di un sistema progressivo, l’effetto positivo dell’accorpamento si rifletterebbe — in misura proporzionale — anche sui contribuenti con redditi più alti, che comunque pagano il 23% sulla quota di reddito fino a 28.000 euro.
I contribuenti con reddito compreso tra 15.000 e 28.000 euro sono quasi 14 milioni, includendo lavoratori dipendenti, pensionati e lavoratori autonomi: una platea molto ampia, che spiega l’impatto rilevante sul gettito fiscale complessivo.
L’intervento sulle tredicesime e gli altri dossier fiscali
Nel quadro della riforma fiscale, il governo Meloni ha messo in cantiere anche altri interventi. L’ipotesi di una tassazione agevolata sulle tredicesime è stata discussa, ma la copertura finanziaria necessaria rende l’operazione complessa da realizzare in tempi brevi.
A pesare sul bilancio pubblico è in particolare il dossier Superbonus, i cui oneri complessivi potrebbero attestarsi intorno ai 100 miliardi di euro, condizionando gli spazi di manovra disponibili per ulteriori interventi fiscali.
La riforma fiscale nel suo complesso è stata elaborata attraverso il lavoro di 13 commissioni tecniche, che hanno predisposto i primi schemi di decreto nell’arco di circa un mese e mezzo. Il percorso legislativo è ancora in corso e le misure definitive dipenderanno dalle risorse che emergeranno nel quadro della legge di bilancio.
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Quando entrano in vigore le nuove aliquote Irpef?
I tempi di attuazione della riforma dipendono dall’iter parlamentare della legge di bilancio e dalla disponibilità delle coperture finanziarie. Il governo ha indicato la riduzione delle aliquote Irpef come una priorità del proprio programma fiscale, ma la concreta entrata in vigore delle nuove aliquote è subordinata all’approvazione definitiva della manovra.
I contribuenti interessati — in particolare quelli con redditi tra 15.000 e 28.000 euro — dovranno attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle norme attuative per conoscere con certezza la data di decorrenza dei nuovi scaglioni.
FAQ: Irpef e nuove aliquote, le domande più frequenti
Quante aliquote Irpef ci sono oggi?
Attualmente le aliquote Irpef sono quattro: 23%, 25%, 35% e 43%, applicate progressivamente per scaglioni di reddito.
Qual è l’ipotesi del governo Meloni sulla riforma Irpef?
Il governo Meloni sta studiando la riduzione delle aliquote da quattro a tre, accorpando i primi due scaglioni (23% e 25%) in un’unica aliquota del 23% applicata a tutti i redditi fino a 28.000 euro.
Chi beneficia dell’accorpamento dei primi due scaglioni Irpef?
Beneficiano direttamente i contribuenti con redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro (quasi 14 milioni di persone tra lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi). In misura indiretta, il risparmio si riflette anche sulle fasce di reddito superiori, che pagano il 23% sulla quota fino a 28.000 euro.
Quanto si risparmia con le nuove aliquote Irpef?
Secondo la Fondazione Nazionale Commercialisti Italiani, il risparmio stimato va da 100 euro (per i redditi più bassi) a 260 euro l’anno (per i redditi fino a 28.000 euro).
Le detrazioni per mutui e spese mediche verranno eliminate?
No. Il governo ha dichiarato l’intenzione di preservare le detrazioni principali (mutui, spese mediche, istruzione), intervenendo solo sulle agevolazioni minori per finanziare in parte la riforma.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.