Caro bollette: Lega punta il dito contro Enel e propone tassa su extraprofitti delle società

Caro bollette: la Lega propone una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche e Salvini punta il dito contro Enel. Il dibattito in maggioranza, la view di Equita SIM e le alternative alla Robin Hood Tax.

Pubblicato 13 Gennaio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:07

Il caro bollette torna al centro del dibattito politico ed economico italiano. Con i rincari sull’energia che continuano a pesare su famiglie e imprese, la Lega ha alzato la voce contro Enel e proposto una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche per finanziare gli sgravi sulle bollette. Una misura che divide la maggioranza e accende il confronto tra partiti, operatori del settore e analisti finanziari.

Caro bollette: la proposta della Lega sulla tassa sugli extraprofitti

L’idea è stata lanciata dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti durante una conferenza stampa, sostenendo che le società energetiche che registrano extraprofitti in un contesto di prezzi eccezionalmente alti debbano contribuire alla fiscalità generale per sostenere le categorie più svantaggiate.

«Credo che sia opinione condivisa all’interno del governo che coloro che, in relazione a questa situazione del tutto particolare, stanno registrando extra-profitti debbano in qualche modo contribuire alla fiscalità generale per permettere di intervenire nei confronti delle categorie più svantaggiate» ha dichiarato il ministro leghista. «Le modalità le sta studiando il ministero dell’Economia ma credo che si andrà in questa direzione» ha aggiunto Giorgetti.

Anche il presidente del Consiglio Draghi, in una conferenza stampa, ha parlato di tassazione sugli extraprofitti. Un intervento in tal senso è chiesto con forza anche dal M5S, che propone inoltre — attraverso la viceministra dell’Economia Laura Castelli e quella dello Sviluppo economico Alessandra Todde — l’azzeramento dell’IVA sugli aumenti dei prezzi e la rateizzazione delle bollette.

Salvini punta il dito contro Enel: «Utili mostruosi»

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha indicato esplicitamente Enel come esempio di grande azienda di interesse nazionale che starebbe beneficiando in modo sproporzionato del contesto di prezzi elevati.

«Ci sono alcune grandi aziende di evidente interesse nazionale – non faccio nomi e cognomi: Enel – che stanno macinando utili mostruosi e che ci auguriamo sentano la responsabilità sociale di mettere la comunità italiana, imprese e famiglie, in bilancio in un periodo complicato come questo».

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La risposta del CEO di Enel, Starace, è stata netta: nessuna richiesta formale è arrivata dal governo e, in ogni caso, Enel non avrebbe extraprofitti, avendo già venduto a termine l’energia con due o tre anni di anticipo.

Le divisioni nella maggioranza: chi vuole tassare chi

Il dibattito interno alla coalizione di governo rivela posizioni non sempre allineate:

  • La Lega non vuole penalizzare A2A, società con forte radicamento nei territori amministrati dal centrodestra.
  • Il M5S non vorrebbe penalizzare Enel, storicamente vicina a sensibilità progressiste.
  • Laura Castelli (MEF) parla di un contributo di solidarietà da parte delle società del settore, formula più morbida rispetto a una vera e propria tassa.

Secondo Il Sole 24 Ore, con il DDL Concorrenza in discussione, il governo potrebbe intervenire sugli extraprofitti chiedendo un impegno agli operatori per ridurre le bollette, garantendo in cambio un allungamento delle concessioni idroelettriche. Repubblica ipotizza che, nella migliore delle ipotesi, il pacchetto permetterebbe di raccogliere tra 1 e 2 miliardi di euro.

La view di Equita SIM: no alla Robin Hood Tax, sì ai cap sui prezzi

Gli analisti di Equita SIM hanno analizzato le possibili forme che potrebbe assumere l’intervento del governo, escludendo alcune strade e indicandone altre come più praticabili.

«Non ci attenderemmo una ripetizione della Robin Hood Tax» sostiene Equita, «già giudicata incostituzionale, ma l’inserimento di meccanismi di pricing elettrico e di eventuali cap sui prezzi dell’energia per le tecnologie idroelettriche e rinnovabili (a mercato o con incentivi specifici). Un eventuale allungamento delle concessioni idroelettriche sarebbe inoltre positivo».

Le società più esposte a un eventuale intervento normativo, secondo gli analisti della SIM milanese, sono:

  • Enel
  • A2A
  • Iren
  • ERG
  • Alerion

In questo momento i titoli non scontano prezzi dell’energia di mercato (200 €/MWh). Il giudizio finale su un eventuale intervento del governo dipenderà molto dai livelli di pricing sui quali gli extraprofitti verranno misurati.

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Quanto pesano i rincari sulle famiglie italiane?

Secondo le stime di Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), i rincari per la famiglia tipo nel primo trimestre di riferimento sono stati significativi:

  • +55% sulla bolletta dell’elettricità
  • +41,8% sulla bolletta del gas

Il governo ha adottato misure tampone per contenere l’impatto, ma il dibattito su come finanziare interventi strutturali — e su chi debba farsene carico — rimane aperto. La proposta di tassare gli extraprofitti delle società energetiche è al centro di questo confronto.

FAQ: tassa sugli extraprofitti delle società energetiche

Cos’è la tassa sugli extraprofitti delle società energetiche?

È un prelievo fiscale straordinario applicato ai profitti che le società energetiche realizzano al di sopra di una soglia considerata «normale», in contesti di prezzi eccezionalmente elevati. L’obiettivo è redistribuire parte di questi guadagni per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese.

Perché la Lega punta il dito contro Enel?

Secondo Matteo Salvini, Enel — in quanto grande azienda di interesse nazionale — avrebbe la responsabilità sociale di contribuire a sostenere la comunità italiana in un momento di difficoltà economica, anziché limitarsi a massimizzare i profitti in un contesto di prezzi energetici straordinariamente alti.

Enel ha davvero extraprofitti?

Il CEO di Enel, Starace, ha smentito questa lettura: la società avrebbe già venduto a termine la propria energia con due o tre anni di anticipo, non beneficiando quindi dei prezzi spot attuali. La questione rimane però al centro del dibattito politico.

Cos’era la Robin Hood Tax e perché non si può ripetere?

La Robin Hood Tax era un’addizionale IRES applicata alle società del settore energetico, introdotta in Italia nel 2008. La Corte Costituzionale l’ha dichiarata incostituzionale, rendendo difficile replicare uno strumento identico. Per questo gli analisti ipotizzano meccanismi alternativi, come cap sui prezzi o revisione delle concessioni idroelettriche.

Quali società sarebbero più colpite da una tassa sugli extraprofitti?

Secondo Equita SIM, le società più esposte sarebbero Enel, A2A, Iren, ERG e Alerion. L’impatto effettivo dipenderà dalla soglia di pricing scelta per misurare gli extraprofitti.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.