Assegno Unico, c’è una maggiorazione ma in molti la stanno perdendo: i passaggi per averla
Assegno Unico, c'è una maggiorazione ma in molti la stanno perdendo. Scopri i requisiti, i passaggi obbligatori e come non perdere l'incremento per entrambi i genitori lavoratori.
Assegno Unico, c’è una maggiorazione da tenere fortemente in considerazione, ma in molti la stanno perdendo senza saperlo. Ecco quali sono i passaggi per averla e come evitare gli errori più comuni.
Molti italiani non sanno che l’Assegno Unico Universale prevede una maggiorazione per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano. Sebbene questo incremento possa sembrare automatico, in realtà esistono condizioni precise e passaggi obbligatori da seguire affinché venga riconosciuto correttamente dall’INPS. Chi non li rispetta rischia di perdere centinaia di euro all’anno.
Cos’è la maggiorazione dell’Assegno Unico per il secondo percettore di reddito
L’Assegno Unico Universale prevede un incremento mensile per i nuclei familiari in cui entrambi i genitori percepiscono un reddito da attività lavorativa. Si tratta di una quota aggiuntiva rispetto all’importo base, pensata per sostenere le famiglie in cui tutti e due i genitori sono attivi nel mercato del lavoro.
L’importo della maggiorazione varia in base all’ISEE del nucleo familiare:
- Con un ISEE fino a 17.468,51 euro, la maggiorazione può arrivare fino a 34,90 euro al mese per figlio.
- L’importo si riduce progressivamente all’aumentare del reddito familiare.
- Per famiglie con ISEE superiore a 46.466,27 euro, la maggiorazione si azzera completamente.
Il diritto alla maggiorazione non dipende dall’orario di lavoro né da una soglia minima di reddito: conta esclusivamente che il reddito derivi da attività lavorativa effettiva, sia essa dipendente, autonoma o imprenditoriale.
Assegno Unico e NASpI: perché molti perdono la maggiorazione
Quando si parla di Assegno Unico, un aspetto fondamentale riguarda il rapporto con la NASpI, l’indennità di disoccupazione. Chi percepisce la NASpI continua a ricevere l’Assegno Unico, ma non ha diritto alla maggiorazione per il secondo percettore di reddito. Questo incremento è riservato esclusivamente a chi ha due genitori che percepiscono redditi da attività lavorativa. La NASpI, essendo una prestazione assistenziale e non un reddito da lavoro, non soddisfa questo requisito.
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Una volta che la NASpI termina e uno dei genitori trova un nuovo impiego — dipendente o autonomo — la famiglia acquisisce il diritto alla maggiorazione dell’Assegno Unico. Ma attenzione: il diritto non scatta in automatico. Occorre che l’INPS abbia i dati aggiornati e che la domanda rifletta la nuova situazione lavorativa.
I passaggi per ottenere la maggiorazione: cosa fare concretamente
Molte famiglie perdono la maggiorazione dell’Assegno Unico semplicemente perché non seguono i passaggi necessari per farla riconoscere. Ecco cosa fare:
- Aggiornare l’ISEE: se ci sono stati cambiamenti nel reddito familiare — come l’inizio di una nuova attività lavorativa o la fine della NASpI — è indispensabile presentare una nuova DSU e ottenere un ISEE aggiornato. Un ISEE vecchio può far sì che l’INPS eroghi l’importo minimo invece della cifra piena.
- Verificare che il nuovo stato lavorativo sia registrato correttamente: il contratto di lavoro o l’apertura della partita IVA devono risultare già registrati nei sistemi INPS. In caso contrario, il beneficio potrebbe non essere riconosciuto o arrivare in ritardo.
- Controllare la domanda già presentata: accedere al portale INPS e verificare che i dati inseriti nella domanda di Assegno Unico rispecchino la situazione attuale di entrambi i genitori.
- Aggiornare la domanda se necessario: se la situazione lavorativa è cambiata dopo la presentazione della domanda originaria, è possibile — e necessario — modificarla per includere il nuovo stato occupazionale.
- Rivolgersi a un CAF o a un patronato: in caso di dubbi sulla propria posizione, affidarsi a un professionista è la soluzione più sicura per verificare i dati e richiedere il corretto riconoscimento della maggiorazione.
I requisiti per l’accesso alla maggiorazione
Per ottenere la maggiorazione dell’Assegno Unico per entrambi i genitori lavoratori è necessario che:
- Entrambi i genitori abbiano un reddito da lavoro (dipendente, autonomo o d’impresa).
- L’ISEE del nucleo familiare sia aggiornato e correttamente presentato.
- La domanda INPS riporti lo stato lavorativo attuale di entrambi i genitori.
- I dati siano coerenti tra la domanda e le banche dati INPS.

La posizione lavorativa e l’importo finale: i dettagli da non trascurare
Il lavoro dipendente, autonomo o imprenditoriale del genitore è l’unico requisito che dà diritto alla maggiorazione, ma non è sufficiente aver semplicemente cambiato impiego. Occorre che l’INPS aggiorni correttamente il proprio database e che il nuovo contratto risulti già registrato prima che la maggiorazione venga calcolata.
Oltre alla questione dell’ISEE, il controllo periodico dei dati e della propria situazione lavorativa è fondamentale per non perdere i benefici dell’Assegno Unico. Le verifiche regolari permettono di evitare che la famiglia subisca disagi economici nonostante i requisiti siano soddisfatti. È importante ricordare, inoltre, che l’Assegno Unico Universale si estende anche ai figli maggiorenni, purché frequentino un corso di studi o prestino servizio civile.
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Sebbene l’Assegno Unico sia una misura di supporto alle famiglie italiane, la maggiorazione per il secondo percettore di reddito non è mai garantita in modo automatico se i dati non sono aggiornati. La chiave per non perdere questa maggiorazione è una gestione attenta dei documenti e dei dati INPS, in modo da non sprecare opportunità economiche a cui si ha pieno diritto.
Domande frequenti sulla maggiorazione dell’Assegno Unico
La maggiorazione dell’Assegno Unico è automatica?
No. La maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori non viene riconosciuta automaticamente. È necessario che la domanda INPS riporti correttamente lo stato lavorativo di entrambi i genitori e che l’ISEE sia aggiornato.
Chi percepisce la NASpI ha diritto alla maggiorazione?
No. La NASpI è una prestazione assistenziale, non un reddito da lavoro. Chi la percepisce non soddisfa il requisito per la maggiorazione del secondo percettore. Il diritto si riacquista solo quando si torna a svolgere un’attività lavorativa effettiva.
Cosa succede se l’ISEE non è aggiornato?
L’INPS eroga l’importo minimo dell’Assegno Unico invece della cifra piena. Aggiornare l’ISEE dopo ogni variazione significativa del reddito familiare è fondamentale per ricevere quanto spetta.
Dove si può chiedere aiuto per ottenere la maggiorazione?
Ci si può rivolgere a un CAF o a un patronato: questi sportelli sono in grado di verificare la posizione INPS, controllare la domanda presentata e richiedere il corretto riconoscimento della maggiorazione.
Entro quando va aggiornata la domanda se cambia la situazione lavorativa?
È consigliabile aggiornare la domanda il prima possibile dopo ogni variazione, per evitare di perdere mensilità. I ratei non percepiti per ritardi nell’aggiornamento potrebbero non essere recuperabili retroattivamente.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.