Fisco Dichiarazioni Nuova comunicazione sul 730 2026: cambiano bonus e detrazioni nella dichiarazione dei redditi

Nuova comunicazione sul 730 2026: cambiano bonus e detrazioni nella dichiarazione dei redditi

13 Marzo 2026 13:58

Il modello 730 cambia ancora e questa volta le novità toccano direttamente bonus, detrazioni e imposte. Con la pubblicazione del 730/2026 da parte dell’Agenzia delle Entrate prende forma il nuovo quadro fiscale che riguarderà i redditi percepiti nel 2025.

Molti contribuenti scopriranno che alcune agevolazioni sono state rafforzate mentre altre diventano più selettive. Il risultato è un sistema che cerca di alleggerire il peso fiscale per i redditi più bassi e allo stesso tempo limitare alcuni benefici per quelli più elevati.

La dichiarazione precompilata arriverà come sempre nell’area riservata dei contribuenti nelle prossime settimane, ma le istruzioni pubblicate permettono già di capire dove cambieranno davvero i conti.

Il nuovo sistema Irpef cambia il peso delle detrazioni

Uno dei passaggi più evidenti riguarda la struttura dell’Irpef. Il sistema fiscale italiano continua il percorso di semplificazione iniziato negli ultimi anni e passa definitivamente a tre scaglioni di reddito, riducendo quelli precedenti.

Questo cambiamento si riflette direttamente nel modello 730 e nella determinazione dell’imposta da pagare. Per molti lavoratori dipendenti la differenza si vedrà soprattutto nelle detrazioni per redditi più bassi.

Chi non supera i 15.000 euro di reddito annuo vedrà aumentare la detrazione da lavoro dipendente, che passa da 1.880 a 1.955 euro. Non è una cifra enorme, ma nella pratica rappresenta un ulteriore tentativo di alleggerire il carico fiscale per le fasce di reddito più fragili.

Il movimento opposto riguarda invece i contribuenti con redditi più alti, dove il sistema introduce un meccanismo che riduce progressivamente l’impatto delle detrazioni fiscali.

Come vengono limitati i benefici per i redditi più elevati

Per chi guadagna di più il calcolo delle spese detraibili diventa meno automatico. Le detrazioni non vengono più riconosciute in modo pieno ma vengono calcolate partendo da una base che si riduce all’aumentare del reddito.

Nel concreto, per redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro il tetto di riferimento per le spese detraibili scende a 14.000 euro. Oltre i 100.000 euro la base si riduce ulteriormente fino a 8.000 euro.

Il sistema non si limita però a un taglio lineare. Il calcolo tiene conto anche della presenza di figli fiscalmente a carico, con coefficienti che aumentano all’aumentare della dimensione familiare. In questo modo l’impatto della riduzione delle detrazioni può essere parzialmente attenuato per le famiglie numerose.

Restano comunque escluse da queste limitazioni alcune voci particolarmente sensibili per i contribuenti. Tra queste rientrano le spese sanitarie, gli investimenti in start-up innovative, gli interessi sui mutui per la prima casa e diversi interventi edilizi sostenuti negli anni precedenti.

Nuove regole per familiari a carico e spese scolastiche

Un altro cambiamento riguarda le detrazioni per i familiari. La normativa introduce una soglia anagrafica più netta per i figli fiscalmente a carico.

Le agevolazioni non sono più riconosciute per i figli con più di 30 anni, salvo il caso di disabilità certificata. Restano invece valide per i figli tra i 21 e i 30 anni, indipendentemente dal fatto che siano naturali, adottivi o affidati.

Per gli altri familiari il perimetro diventa più ristretto perché il beneficio riguarda soltanto gli ascendenti conviventi. Inoltre le detrazioni non sono riconosciute ai contribuenti che non appartengono all’Unione europea o allo Spazio economico europeo quando i familiari risiedono all’estero.

Tra le novità più favorevoli spicca invece l’aumento del tetto per le spese scolastiche. Il limite massimo detraibile sale a 1.000 euro per studente, una modifica che riguarda le famiglie con figli iscritti al sistema scolastico nazionale.

Aumenta anche la detrazione forfetaria per i non vedenti che sostengono i costi di mantenimento dei cani guida, che passa a 1.100 euro.

Bonus casa e ristrutturazioni con nuove percentuali

Un capitolo a parte riguarda le agevolazioni legate alla casa. Gli interventi di ristrutturazione edilizia, efficientamento energetico e lavori antisismici effettuati nel 2025 saranno riconosciuti con una detrazione del 36%.

La percentuale cambia però quando i lavori riguardano la prima abitazione. In questo caso l’aliquota sale al 50%, rafforzando il sostegno fiscale per gli interventi sulla casa di residenza.

La scelta del legislatore appare piuttosto chiara: concentrare il supporto pubblico sull’abitazione principale riducendo progressivamente i benefici sulle seconde case. Una direzione che riflette il tentativo di bilanciare sostegno ai contribuenti e controllo della spesa fiscale.