Mattone sogno irrealizzabile specie per i giovani che vivono in affitto
Il mattone è un sogno irrealizzabile specie per i giovani che vivono in affitto? Prezzi alti, salari fermi e accesso al credito difficile: ecco cosa dicono i dati e quali strumenti esistono per comprare casa.
Il mattone è da sempre in cima ai desideri degli italiani, eppure per molti — soprattutto per i giovani che vivono in affitto — acquistare una casa sembra oggi un sogno sempre più irrealizzabile. Prezzi in salita, salari fermi e accesso al credito difficile: il divario tra il desiderio di possedere un’abitazione e la concreta possibilità di farlo non è mai stato così ampio. Ma quanto è reale questa percezione? E cosa dicono i dati?
Il mattone: sogno irrealizzabile, specie per i giovani che vivono in affitto
Secondo un sondaggio di Lending Tree, il 48% degli affittuari si preoccupa di non riuscire mai ad acquistare una casa nel corso della propria vita. Una quota enorme, che fotografa un disagio diffuso e trasversale. In Italia la situazione non è molto diversa: i canoni di locazione nelle grandi città hanno raggiunto livelli record, erodendo quella capacità di risparmio che sarebbe necessaria per accumulare un anticipo sul mutuo.
Il risultato è un circolo vizioso: si paga l’affitto, non si risparmia abbastanza, e l’acquisto resta un orizzonte che si allontana di anno in anno. Per i giovani under 35 questo meccanismo è particolarmente penalizzante, perché si somma a contratti di lavoro precari e stipendi di ingresso bassi.
Generazione X e Millennial: i più colpiti dall’ansia da casa
La preoccupazione è più acuta tra la Generazione X e i Millennial. Come ha spiegato Jacob Channel, analista economico senior di Lending Tree: «Chi è nel bel mezzo della sua carriera, specialmente quelli della Generazione X nei loro anni di massimo guadagno, stanno pensando: ‘Se non ho comprato una casa a questo punto, probabilmente non succederà mai’».
Un sentiment preoccupante, perché la proprietà immobiliare rappresenta ancora oggi la principale fonte di ricchezza per la famiglia media. Secondo il Pew Research Center, le famiglie della classe media dipendono dall’equity della casa molto più delle famiglie benestanti, che invece diversificano il patrimonio in azioni e obbligazioni.
Perché comprare casa è diventato così difficile?
Le ragioni sono strutturali e si intrecciano tra loro:
- Prezzi immobiliari in crescita costante. Nelle principali città italiane — Milano, Roma, Bologna, Firenze — il costo al metro quadro ha continuato a salire, rendendo l’acquisto inaccessibile senza un capitale iniziale significativo.
- Salari che non tengono il passo. Come ha sottolineato Channel, «i prezzi delle case stanno aumentando molto, molto velocemente e i salari non stanno necessariamente al passo». In Italia il problema è amplificato da una crescita salariale reale tra le più basse d’Europa.
- Accesso al mutuo più selettivo. Le banche richiedono generalmente un anticipo del 20% sul valore dell’immobile. Per un appartamento da 250.000 euro significa avere già 50.000 euro da parte — una cifra fuori portata per chi paga un affitto elevato e ha un contratto a tempo determinato.
- Costo della vita in aumento. Energia, spesa alimentare, trasporti: le voci di spesa fissa lasciano sempre meno margine per il risparmio mensile.
Il mercato immobiliare italiano: tra ripresa e nuove difficoltà
Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, aveva già evidenziato la capacità di recupero del mercato immobiliare italiano dopo la fase più critica degli anni passati. I dati dell’Agenzia delle Entrate avevano confermato un rimbalzo delle transazioni, con ribassi più contenuti del previsto. Tuttavia, la ripresa dei volumi di compravendita non si è tradotta in prezzi più accessibili per le fasce più giovani della popolazione.
Anzi, la domanda sostenuta — alimentata anche da chi ha liquidità e cerca beni rifugio — ha contribuito a mantenere i prezzi alti, escludendo di fatto chi non ha già un patrimonio di partenza.
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La casa come patrimonio: un diritto sempre più diseguale
Negli Stati Uniti gli americani detenevano oltre 34 trilioni di dollari in beni immobiliari, pari a circa il 23% del patrimonio totale delle famiglie, secondo i dati della Federal Reserve. Le famiglie avevano anche 11 trilioni di dollari in passività totali di mutui per la casa. Questi numeri mostrano quanto la proprietà immobiliare sia centrale nella costruzione del benessere familiare.
In Italia il principio è lo stesso: chi possiede casa accumula ricchezza nel tempo, chi paga l’affitto trasferisce ricchezza ad altri. Il rischio concreto è che si consolidi una frattura generazionale e patrimoniale sempre più difficile da colmare: da un lato chi ha ereditato o acquistato casa in passato, dall’altro i giovani affittuari che faticano persino a immaginare un futuro da proprietari.
Cosa si può fare? Strumenti e misure di supporto
Nonostante il quadro difficile, esistono alcune misure che possono aiutare i giovani ad avvicinarsi all’acquisto della prima casa:
- Fondo di Garanzia Prima Casa (Consap): permette di ottenere una garanzia statale fino all’80% del mutuo, riducendo la quota di anticipo richiesta dalla banca. È accessibile a under 36 con ISEE entro determinate soglie.
- Agevolazioni fiscali under 36: esenzione dall’imposta di registro, ipotecaria e catastale per l’acquisto della prima casa da parte di giovani con requisiti specifici. Verificare le condizioni aggiornate con un consulente fiscale.
- Mutui a tasso agevolato: alcune regioni e comuni offrono convenzioni con istituti di credito per mutui a condizioni più favorevoli destinati ai giovani acquirenti.
- Risparmio programmato: aprire un conto dedicato all’anticipo casa e versarvi una quota fissa ogni mese è il primo passo concreto, anche quando l’obiettivo sembra lontano.
FAQ: comprare casa da giovani, le domande più frequenti
A che età si compra la prima casa in Italia?
L’età media di acquisto della prima casa in Italia si è progressivamente alzata. Oggi molti giovani acquistano la prima abitazione intorno ai 35-40 anni, spesso grazie al supporto della famiglia d’origine o a un’eredità.
Quanto anticipo serve per un mutuo prima casa?
Le banche finanziano generalmente fino all’80% del valore dell’immobile. Significa che per una casa da 200.000 euro occorre avere almeno 40.000 euro di anticipo, più le spese notarili e di agenzia (mediamente tra il 5% e il 10% del prezzo).
Il Fondo Garanzia Prima Casa è ancora attivo?
Sì, il Fondo di Garanzia Prima Casa gestito da Consap è operativo. Consente di ottenere una garanzia pubblica sull’80% della quota capitale del mutuo. È particolarmente utile per chi non dispone di un anticipo elevato. Verificare i requisiti aggiornati sul sito ufficiale di Consap o presso la propria banca.
Conviene comprare o continuare ad affittare?
Non esiste una risposta universale. Dipende dalla stabilità lavorativa, dalla città in cui si vive, dal rapporto tra canone di affitto e rata del mutuo, e dagli obiettivi di vita. In generale, acquistare conviene sul lungo periodo se si ha la certezza di restare nella stessa città per almeno 7-10 anni.
Il mattone è davvero un sogno irrealizzabile per i giovani?
Per molti giovani che vivono in affitto, soprattutto nelle grandi città, l’acquisto della casa è oggi molto difficile ma non impossibile. Richiede pianificazione finanziaria, conoscenza degli strumenti agevolativi disponibili e, spesso, un orizzonte temporale più lungo rispetto alle generazioni precedenti.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.