Bollette: governo tenta di frenare i rincari ma per le associazioni misure sono insufficienti
Il governo tenta di frenare i rincari delle bollette di luce e gas con un decreto da 3,4 miliardi, ma le associazioni dei consumatori lo bocciano: misure insufficienti, famiglie ancora a rischio stangata. Tutti i dettagli.
Le bollette di luce e gas continuano a salire e il governo ha tentato di frenare i rincari con un decreto da circa 3,4 miliardi di euro. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al provvedimento, ma le associazioni dei consumatori sono chiare: le misure sono insufficienti per evitare una vera stangata sulle famiglie italiane. Ecco cosa prevede il decreto, chi ne beneficia e perché i consumatori restano insoddisfatti.
Bollette: il governo tenta di frenare i rincari con un decreto da 3,4 miliardi
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri stanzia circa 3,4 miliardi di euro per contenere gli aumenti delle tariffe energetiche. Le misure si articolano su due fronti principali: il potenziamento del bonus energia per le famiglie più vulnerabili e la riduzione dell’IVA sul gas.
Chi beneficia del bonus energia rafforzato
Il rafforzamento del bonus energia riguarda oltre 3 milioni di famiglie che già fruiscono dell’agevolazione. Come rende noto Palazzo Chigi, si tratta di:
- Nuclei familiari con ISEE inferiore a 8.265 euro annui
- Famiglie numerose con ISEE fino a 20.000 euro annui e almeno 4 figli
- Percettori di reddito o pensione di cittadinanza
- Utenti in gravi condizioni di salute
Per questi nuclei, secondo Palazzo Chigi, «sono tendenzialmente azzerati gli effetti del futuro aumento della bolletta». Nel dettaglio, per il trimestre ottobre-dicembre le agevolazioni sulle tariffe elettriche e la compensazione per la fornitura di gas naturale vengono rideterminate dall’Autorità per l’energia fino a concorrenza di 450 milioni di euro, con l’obiettivo di minimizzare gli incrementi della spesa previsti per il quarto trimestre.
IVA sul gas ridotta al 5% e taglio degli oneri di sistema
Sul fronte del gas, gli interventi principali sono due:
- Riduzione dell’IVA dall’attuale 10/22% al 5%
- Eliminazione degli oneri generali in bolletta per ulteriori 480 milioni di euro
Secondo gli analisti di Equita, si tratta di una notizia positiva per l’intero settore utilities italiano: dopo l’intervento del governo spagnolo, una manovra più aggressiva avrebbe potuto aumentare il rischio politico sull’intero comparto. Le società che potrebbero beneficiare maggiormente nel lungo termine da prezzi elevati dell’energia elettrica e del gas — grazie all’esposizione alla produzione idroelettrica, da WTE e al teleriscaldamento — sono Iren, A2A ed Enel, oltre alle rinnovabili Erg e Falck.
👉 Leggi anche: Fisco, nuove verifiche con incrocio dati: come funziona il ravvedimento preventivo
Le associazioni dei consumatori: misure insufficienti contro i rincari in bolletta
Nonostante lo sforzo del governo, le principali associazioni dei consumatori bocciano il provvedimento, definendolo un palliativo che non risolve il problema strutturale dei rincari.
Unione Nazionale Consumatori: «Resta la batosta da 112 euro sulla luce»
Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, parla di «un passo avanti, ma ancora insufficiente per evitare una stangata».
I calcoli dell’associazione sono impietosi:
- Per la luce: l’annullamento totale degli oneri di sistema ridurrebbe la spesa di circa 113 euro, ma l’aumento del 40% delle tariffe pesa 225 euro. Risultato: la bolletta elettrica salirebbe comunque di 112 euro su base annua per una famiglia tipo.
- Per il gas: la riduzione dell’IVA al 5% porterebbe la bolletta da 1.028 a 923 euro; azzerando anche gli oneri si arriverebbe a 878 euro, con un risparmio di 150 euro. Ma un rincaro del 30% (pari a circa 308 euro) lascerebbe comunque una mazzata finale di 158 euro in dodici mesi.
Codacons: «Palliativi senza effetti strutturali»
Ancora più duro il giudizio del Codacons. Il presidente Carlo Rienzi definisce le misure «palliativi che avranno effetti solo nel breve periodo ma non risolvono il problema delle bollette né eviteranno i futuri rialzi delle tariffe».
Secondo il Codacons, operare solo sugli oneri di sistema e tagliare l’IVA per soli tre mesi non è sufficiente. A questo si aggiunge la cosiddetta «stangata d’autunno», con forti aumenti dei prezzi al dettaglio, caro-scuola e record della benzina alla pompa, che potrebbe costare fino a 1.500 euro a famiglia.
«In assenza di misure strutturali — conclude Rienzi — le bollette di luce e gas continueranno a salire nei prossimi mesi, con conseguenze negative non solo sulle famiglie ma anche su industria e imprese, con un incremento dei prezzi al dettaglio e una riduzione dei consumi».
👉 Leggi anche: Manovra 2027 da 23,5 miliardi: 5 dalle banche, misure per famiglie e caro energia
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi: le previsioni sui rincari
Le previsioni per i trimestri a venire restano negative. Gli esperti del settore avvertono che, senza interventi strutturali sulla composizione delle tariffe e sulle fonti di approvvigionamento energetico, i rincari in bolletta potrebbero proseguire. Le misure attualmente in campo — bonus potenziato, IVA ridotta, taglio degli oneri — offrono un sollievo temporaneo, ma non affrontano le cause profonde della volatilità dei prezzi dell’energia a livello europeo e globale.
Per le famiglie italiane, il consiglio delle associazioni è di monitorare attentamente le comunicazioni dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e di valutare, dove possibile, il passaggio a offerte sul mercato libero con prezzi fissi per proteggersi da ulteriori oscillazioni.
FAQ: Bollette e rincari, le domande più frequenti
Il decreto del governo azzera i rincari in bolletta?
No. Le misure riducono l’impatto degli aumenti, soprattutto per le famiglie con bonus energia, ma non azzerano i rincari per la maggior parte degli utenti. Per una famiglia tipo senza agevolazioni, la bolletta elettrica potrebbe salire comunque di oltre 100 euro su base annua.
Chi ha diritto al bonus energia rafforzato?
Ne beneficiano i nuclei con ISEE sotto 8.265 euro, le famiglie numerose (almeno 4 figli, ISEE fino a 20.000 euro), i percettori di reddito o pensione di cittadinanza e gli utenti in gravi condizioni di salute.
La riduzione dell’IVA al 5% sul gas vale per tutti?
Sì, la riduzione dell’IVA sul gas si applica a tutti i consumatori, non solo alle fasce svantaggiate. Tuttavia, secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, il risparmio viene in parte o totalmente eroso dai rincari delle tariffe base.
Cosa possono fare i consumatori per proteggersi dai rincari?
Le associazioni consigliano di verificare il proprio diritto al bonus energia, confrontare le offerte sul mercato libero con prezzi fissi e seguire gli aggiornamenti trimestrali dell’ARERA sulle tariffe regolate.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.