Airbnb e affitti brevi: nuova stretta Ue in arrivo. Cosa cambia

Airbnb e affitti brevi: la nuova stretta Ue è in arrivo. Obbligo di registrazione per gli host, dati mensili alle autorità e nuovi controlli sulle piattaforme. Cosa cambia e quando.

Pubblicato 20 Novembre 2023 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:21

L’Unione europea mette la parola fine alla confusione che serpeggia intorno agli affitti brevi gestiti dalle piattaforme online, Airbnb, Expedia e Booking prima di tutte. Con un nuovo regolamento europeo già approvato in prima lettura, arriva una stretta decisa sugli affitti brevi: obbligo di registrazione per gli host, condivisione obbligatoria dei dati sui pernottamenti con le autorità locali e nuovi poteri di controllo per i Comuni. Ecco cosa cambia e quando.

Airbnb e affitti brevi: la nuova stretta Ue in arrivo

Il nuovo regolamento europeo sugli affitti brevi rappresenta una svolta concreta per migliaia di proprietari che oggi affittano casa su Airbnb, Booking o Expedia. La normativa ha già ottenuto un primo via libera dagli Stati membri e dal Parlamento europeo e, una volta approvata in via definitiva, cambierà le regole del gioco in tutta l’Unione.

L’obiettivo principale è fornire alle amministrazioni locali gli strumenti per gestire le locazioni brevi che, soprattutto nelle città turistiche, vengono destinate direttamente ai viaggiatori sottraendo alloggi al mercato residenziale.

Le due misure cardine del provvedimento sono:

  • L’obbligo di registrazione degli host su un portale nazionale dedicato.
  • La condivisione mensile dei dati tra le piattaforme e le autorità competenti.

Il boom degli affitti brevi: perché l’Ue interviene ora

L’aumento dei viaggiatori, soprattutto nelle città turistiche, e la diffusione degli affitti brevi hanno fatto aumentare i prezzi dei canoni di locazione. In alcuni casi sono diventati troppo alti per buona parte dei residenti.

Ma non solo: interi quartieri iniziano a essere frequentati più dai turisti che dai residenti, arrivando addirittura a mettere proprietari immobiliari e abitanti della stessa città uno contro l’altro.

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Provvedere a mettere ordine in questo vero e proprio far west è realmente difficile. In teoria questo compito spetterebbe agli amministratori locali, che però si scontrano con la difficoltà a reperire le informazioni indispensabili per agire e pianificare interventi. Il regolamento europeo nasce proprio per risolvere questo problema.

Cosa cambia per gli host: l’obbligo di registrazione

Tra le norme introdotte vi è quella che obbliga i proprietari a registrare ogni immobile utilizzato per gli affitti brevi su un sito web nazionale. Le regole principali sono:

  • La registrazione dovrà essere gratuita o a costo proporzionato.
  • Dopo la registrazione, l’host riceverà un numero univoco di registrazione che gli consentirà di pubblicare annunci sulle piattaforme come Airbnb o Booking.
  • Le autorità competenti potranno verificare le informazioni fornite e, se necessario, sospendere il numero di registrazione.

In questo modo le autorità avranno la possibilità di conoscere l’host e potranno eventualmente verificare le informazioni che ha fornito, riducendo abusi e annunci irregolari.

Cosa cambia per Airbnb, Booking e le altre piattaforme

La stretta Ue non riguarda solo i proprietari: anche le piattaforme online dovranno adeguarsi a nuovi obblighi precisi.

Verifica degli annunci

Airbnb, Booking e le altre piattaforme dovranno garantire che il numero di registrazione dell’host permetta agli utenti di verificare e identificare l’immobile presente nell’annuncio. Le informazioni fornite dovranno essere affidabili e complete.

Controlli casuali e rimozione degli annunci illegali

Le piattaforme saranno tenute a effettuare controlli casuali sulle informazioni per evitare abusi e truffe. Le autorità competenti potranno imporre la rimozione di elenchi illegali e applicare sanzioni sia agli host sia alle piattaforme non conformi.

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Trasmissione mensile dei dati

Gli Stati membri dell’Ue dovranno istituire un unico punto di accesso digitale per ricevere i dati dalle piattaforme sulle attività degli host. Le informazioni dovranno arrivare su base mensile e contenere, tra le altre cose:

  • L’indirizzo specifico dell’immobile.
  • Il numero di registrazione corrispondente.
  • L’URL dell’annuncio.

Quando entra in vigore il nuovo regolamento sugli affitti brevi?

Il nuovo regolamento sugli affitti brevi dovrà tornare al Parlamento europeo e al Consiglio degli Stati membri per ottenere il via libera definitivo. Una volta pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue, gli Stati membri avranno un periodo di recepimento per adeguare le normative nazionali. Chi affitta su Airbnb o piattaforme simili dovrà tenersi aggiornato sulle scadenze specifiche che verranno comunicate a livello nazionale.

FAQ: Airbnb e affitti brevi, le domande più frequenti sulla nuova stretta Ue

Chi deve registrarsi?

Tutti i proprietari che mettono a disposizione un immobile per affitti brevi tramite piattaforme online come Airbnb, Booking o Expedia dovranno registrarsi sul portale nazionale del proprio Paese.

La registrazione è a pagamento?

No, o comunque il costo dovrà essere proporzionato e non rappresentare una barriera all’accesso. Il regolamento prevede esplicitamente che la procedura sia gratuita o a costo minimo.

Cosa succede se un host non si registra?

Le autorità potranno imporre sanzioni agli host non conformi e richiedere alle piattaforme di rimuovere i relativi annunci.

Le piattaforme possono essere sanzionate?

Sì. Airbnb, Booking e le altre piattaforme che non rispettano gli obblighi di verifica e trasmissione dati potranno essere soggette a sanzioni da parte delle autorità nazionali competenti.

Questa normativa vale anche in Italia?

Sì. Trattandosi di un regolamento europeo, si applicherà in tutti gli Stati membri, Italia compresa. Le modalità operative specifiche dipenderanno dall’attuazione a livello nazionale.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.