Affitti brevi: solo 1 proprietario su 5 è pronto all’obbligo del CIN

Solo 1 proprietario su 5 è pronto all'obbligo del CIN per gli affitti brevi: cosa prevede la normativa, come richiedere il codice, le sanzioni e gli altri obblighi di sicurezza.

Pubblicato 20 Novembre 2024 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:10

Gli affitti brevi — quelli che non superano i 30 giorni nell’arco di un anno — sono diventati una scelta sempre più diffusa tra i proprietari di immobili: appartamenti al mare, in montagna o nelle principali città turistiche vengono messi a reddito con crescente frequenza. Ben il 62% di chi affitta a breve termine lo fa come fonte di reddito aggiuntiva rispetto all’attività principale, non come professione vera e propria.

Eppure, nonostante la diffusione del fenomeno, la preparazione dei proprietari rispetto alle nuove regole lascia molto a desiderare. Solo 1 proprietario su 5 risulta pronto all’obbligo del CIN — il Codice Identificativo Nazionale — introdotto per regolamentare il settore. È quanto emerge dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, che fotografa il livello di consapevolezza e conformità tra chi gestisce affitti brevi in Italia.

Affitti brevi e obbligo CIN: cos’è e a chi si applica

Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice alfanumerico univoco assegnato a ogni unità immobiliare destinata agli affitti brevi. Deve essere esposto all’esterno dell’immobile e inserito in tutti gli annunci pubblicati online e offline. L’obbligo riguarda chiunque conceda in locazione un immobile per periodi non superiori a 30 giorni, indipendentemente dal numero di proprietà gestite.

La norma, inizialmente prevista per l’inizio di novembre, ha subito un rinvio ed è entrata in vigore il 1° gennaio. Da quella data, operare senza CIN espone il proprietario a sanzioni amministrative significative.

Affitti brevi: solo 1 proprietario su 5 è pronto all’obbligo del CIN

I dati dell’indagine sono chiari e preoccupanti:

  • Il 44% dei proprietari soggetti all’obbligo non ha ancora fatto richiesta per ottenere il CIN.
  • Il 33% ha presentato domanda ma non ha ancora ricevuto il codice.
  • Solo il 20% circa — cioè 1 proprietario su 5 — è in regola e pronto alla nuova norma.
  • Il 33% dei proprietari ha dichiarato di non essere nemmeno a conoscenza dell’obbligo.

Un quadro che evidenzia una lacuna informativa diffusa, con potenziali conseguenze legali e operative per migliaia di host in tutta Italia.

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Chi non ha richiesto il CIN: le motivazioni

Tra i proprietari che non hanno ancora avviato la procedura per ottenere il codice, le ragioni sono variegate:

  • Il 30% dichiara di volerlo richiedere a breve.
  • Il 38% vuole prima informarsi meglio prima di decidere il da farsi.
  • Il 9,3% ha deciso di abbandonare l’attività, ritenendola “troppo complicata”: percentuale che sale fino al 14% tra i proprietari residenti al Sud e nelle Isole.
  • Il 6% del campione — corrispondente a circa 18.000 individui — non intende richiedere il codice ma continuerà comunque ad operare, ignorando la legge.

Come richiedere il CIN per gli affitti brevi

La procedura per ottenere il CIN è gestita dal Ministero del Turismo attraverso la piattaforma BDSR (Banca Dati delle Strutture Ricettive). I passaggi principali sono:

  1. Accedere al portale ufficiale con SPID o CIE.
  2. Registrare l’immobile inserendo i dati catastali e le informazioni richieste.
  3. Attendere l’assegnazione del codice CIN.
  4. Esporre il codice all’esterno dell’immobile e in tutti gli annunci pubblicitari.

La procedura è gratuita e può essere completata direttamente dal proprietario o tramite un intermediario abilitato.

Non solo CIN: gli altri obblighi per gli affitti brevi

Il CIN non è l’unica novità introdotta dalla normativa. La legge prevede anche l’installazione all’interno delle abitazioni concesse in affitto breve di specifici dispositivi per la sicurezza degli ospiti. Su questo fronte, i proprietari sembrano essersi mossi con maggiore tempestività:

  • Rilevatori di fumo: il 63% del campione li ha già installati.
  • Estintori: quasi 2 proprietari su 3 si sono messi in regola.
  • Rilevatori di monossido di carbonio: solo il 49% li ha installati, il dato più basso tra i dispositivi obbligatori.

Chi non rispetta questi obblighi rischia sanzioni che si sommano a quelle previste per l’assenza del CIN.

Polizza casa: sottoscritta dal 65% dei proprietari

L’indagine di Facile.it approfondisce anche il tema delle polizze assicurative per gli affitti brevi. Sebbene non obbligatoria a livello nazionale — salvo in alcune regioni che hanno introdotto requisiti specifici — la polizza casa è già diffusa tra i proprietari più attenti:

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  • Il 65% ha sottoscritto una polizza a tutela degli ospiti da eventuali danni o infortuni durante il soggiorno.
  • Il 68% ha un’assicurazione che protegge l’immobile da danni arrecati dagli affittuari.

Il mercato assicurativo offre diverse soluzioni dedicate ai proprietari di immobili in affitto breve. Le coperture variano da compagnia a compagnia: alcune tutelano solo in caso di danni o infortuni agli ospiti, altre intervengono anche per danni all’immobile, atti vandalici o furti. Sono generalmente esclusi i danni da usura naturale e quelli derivanti da mancata manutenzione ordinaria.

FAQ sugli affitti brevi e l’obbligo del CIN

Cos’è il CIN per gli affitti brevi?

Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice univoco obbligatorio per ogni immobile destinato agli affitti brevi. Deve essere esposto fisicamente sull’immobile e riportato in tutti gli annunci di locazione.

Dal quando è obbligatorio il CIN?

L’obbligo è in vigore dal 1° gennaio. Operare senza CIN espone il proprietario a sanzioni amministrative.

Quanti proprietari hanno già il CIN?

Secondo l’indagine Facile.it, solo 1 proprietario su 5 risulta in regola. Il 44% non ha ancora fatto richiesta e il 33% non era nemmeno a conoscenza dell’obbligo.

Quali altri obblighi prevede la normativa sugli affitti brevi?

Oltre al CIN, la legge impone l’installazione di rilevatori di fumo, estintori e rilevatori di monossido di carbonio all’interno degli immobili affittati a breve termine.

La polizza casa è obbligatoria per gli affitti brevi?

Non è obbligatoria a livello nazionale, ma è fortemente consigliata. Alcune regioni possono prevedere requisiti specifici. Il 65% dei proprietari ne ha già una a tutela degli ospiti.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.